Le ultime tribù indiane e safari alla scoperta delle tigri

Orissa, Chattisgarah e Madhya Pradesh

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  • di frasca giuseppe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 16
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Ancora una volta mi lascio ammaliare ed incantare dal variopinto mondo dell’India. Ma questo non è un viaggio per turisti, come quelli precedenti, ma per viaggiatori alla ricerca delle ultime comunità tribali indiane. Consapevole che nelle regioni che mi accingo a visitare, sulle montagne, opera un esercito di guerrieri maoisti , i Naxaliti, sostenitore dei diritti della quarta casta, che si batte, da oltre cinquanta anni, contro i privilegi della prima casta, cerco di documentarmi su internet e giungo alla conclusione che il problema non riguarda gli stranieri ma solo le due caste che si fronteggiano. In loco verifico che questa guerriglia è stata la fortuna delle popolazioni che vivono in pianura in quanto il governo, nell’ultimo decennio, ha investito ingenti risorse economiche per strade, scuole, acquedotti ed infrastrutture al fine di convincere i poverissimi abitanti delle montagne -che scendono a valle per recarsi ai mercati settimanali- a sostenere il processo di pacificazione constatando i vantaggi materiali che ne trarrebbero.

Un vero problema, invece, è la circolazione stradale. Le strade sono senz’altro migliori delle strade statali siciliane ma sicuramente impraticabili per un occidentale. A parte che la circolazione è a sinistra, in città è impossibile guidare fra le centinaio di auto, moto, bici e carrozze che saettano a destra e a sinistra senza rispettare non dico i semafori ma nessuna norma del codice stradale. Tutti suonano i clacson senza alcun motivo, solo per attestare la loro presenza. Le vacche e le capre sembrano essere le proprietarie delle strade. Sulle statali tutti superano, senza alcun problema, in curva e bisogna stare sempre attenti a scansare buoi, cani, capre, bambini ed adulti che attraversano, senza preavviso, la strada. Solo un indiano può guidare su quelle strade. Quindi consiglio di noleggiare auto con conducente indiano, considerato anche i prezzi irrisori ivi praticati e la segnaletica quasi inesistente. La classificazione degli alberghi non corrisponde a quella europea. Comunque, eccettuato l’albergo “Bivab” di Baliguda (il migliore della zona, ma equiparabile ad un nostro Hotel*) tutti gli altri sono buoni se non ottimi. Non abbiamo trovato zanzare. Le prese elettriche degli alberghi sono a tre poli di tipo D ma non abbiamo usato adattatori in quanto abbiamo infilato le spine dei nostri apparecchi elettrici direttamente nei due fori inferiori. Le mance (bastano 10 rupie) non sono obbligatorie ma gradite. Otteniamo, al cambio, 75 rupie per 1 euro. Il wi fi funziona in tutti gli alberghi. La scheda telefonica costa € 7 ma può essere acquistata solo da un indiano. Per il cibo, in Orissa, c’è una certa varietà di scelta; negli altri due stati si mangia sempre riso e pollo arrostito molto speziato. In compenso, per mangiare, si spende dall’equivalente di 70 centesimi a 4/5 euro, birra compresa: dipende dal ristorante. Gli indiani mangiano una sola volta al giorno con le mani, in quanto non usano le posate. Dalle ore 9 alle ore 17 la temperatura si attesta sui 25/29 gradi. Al di fuori di queste ore conviene vestirsi a cipolla perché la temperatura può scendere anche di molto.

Da Siracusa partiamo alle ore 8,00 del 22 febbraio. Da Catania voliamo, via Roma, con Alitalia, su Nuova Delhi. A Delhi prendiamo un volo Indigo con il quale arriviamo alle 8,40 del 23 febbraio a Bhubaneswar. Dopo un breve risposino in albergo ed uno spuntino veloce, iniziamo la visita della città, capitale dell’Orissa. Cominciamo con il Tempio Parsurameswara, del 7° secolo d.C., dedicato a Shiva. Il tempio sorge in un giardino ben curato ed è decorato con pannelli sui quali sono scolpiti danzatori e musici. A piedi, dopo aver superato un bellissimo lago, al centro del quale è situata una raffinata costruzione, entriamo in un tempio dove un gruppo di pellegrini mangia, seduto a terra, il cibo distribuito gratuitamente dai monaci e servito su foglie di banano. Quindi raggiungiamo una piattaforma dalla quale possiamo ammirare il tempio Lingaraj Mandir, il cui ingresso è vietato ai non indù.

24 febbraio - Dopo colazione un trasferimento in auto, di circa nove ore, per Baliguda

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