India del sud

Tamil Nandù, Kerala, Karnakta

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  • di enzo.raspolli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Viaggio lungo, di quasi un mese, e bellissimo. Eravamo già stati nell'India del Nord e quindi un poco è svanito l'effetto sorpresa, ma la realtà indiana è così complessa che i motivi di interesse certo non mancano.

Per gli aspetti pratici: stante l'impossibilità alla guida autonoma (impossibilità totale) e i disagi inevitabili del viaggio indipendente, vista la situazione del trasporto pubblico, abbiamo optato per il viaggio organizzato con autista. Per 27 giorni (escluso un soggiorno di tre giorni sul mare senza bisogno di spostamenti e per i due giorni terminali a Bangalore, siamo stati quindi con auto ed autista a disposizione. Dopo aver confrontato vari preventivi il più economico è stato quello della Moksha tours che con 1.600 €/persona ci ha garantito l’auto, il driver Ravì (bravissimo, disponibile e puntuale) e tutti gli alberghi, compresa la casa galleggiante per una notte ad Aleppy. Gli alberghi sono stati di qualità media, tutti puliti e dignitosi, ma con punte di eccellenza in alcuni casi e cadute di tono in altri. Li ho meglio descritti su Trip Advisor.

Siamo arrivati a Chennai con volo Air India e scalo a Delhi, con il fastidio di dover effettuare direttamente il trasferimento bagagli e sottostare alle complesse pratiche burocratiche tipiche dell’India. Al ritorno, da Bangalore, invece transfert automatico dei bagagli, salvo lo smarrimento di una valigia a Roma. Viaggi tranquilli e puntuali in aerei dignitosi e con frequente offerta di cibo e bevande. Ad attenderci il nostro Ravì ed un dirigente della Moksha Tour che poi abbiamo incontrato di nuovo a Trichy dove, essendo peraltro un bramino, ci ha accompagnato in una gita fuori programma nel luogo delle onoranze funebri degli Indù sulla riva del fiume e poi al Tempio di Vishnu.

A Chennai abbiamo visitato la zona della spiaggia ed abbiamo subito capito che agli indiani, del mare, interessa assolutamente poco. Credo sia pericoloso per le correnti, sicuramente è sporco di plastiche e fognature, l’abbronzatura non è una aspirazione tanto più che le donne non usano il costume da bagno e tutti, al massimo, si bagnano fino alle ginocchia. Sempre a Chennai da vedere è la cattedrale cattolica di San Tommaso, bella e molto frequentata, con un piccolo museo diocesiano. Straordinario il museo del bronzo, con statuette votive anche antiche relative ai culti Indù, fatte benissimo e ben presentate anche se la statuaria indù è prevalentemente fatta con icone sempre eguali e quindi non facilmente decifrabili per noi occidentali. C’è stato anche il tempo di vedere il primo tempio Indù del viaggio, il primo di una serie lunghissima.

La tappa successiva è stata Kanchipuram, cittadina caotica e sporca, raggiunta dopo due ore di viaggio da Chennai, albergo molto scadente e visita ad un bel tempio arcaico in pietra scolpita.

Il giorno successivo due ore di viaggio per tornare sul mare a Mahabalipuram con un bel tempio sulla spiaggia e quindi con il primo contatto con il mare, da cui si deduce che del mare (inteso come spiaggia, balneazione ecc.) agli indiani non interessa sostanzialmente nulla. Molto interessante anche la visita agli antichi tempi scavati nella roccia e alle sculture da monoliti, compreso il grande sasso in equilibrio che sembra instabile. Il paesotto è pulito ed è uno dei non molti che si può tranquillamente visitare anche a piedi.

Il giorno successivo breve trasferimento a Pondicherry, vecchia colonia francese che ancora sfrutta questa sua “discendenza”. Il paese è ben tenuto (tutto è relativo) ed ha un bel lungomare, con tanto di statua a Gandhi. Da visitare il Tempio di Ganesh con tanto di elefante benedicente previo piccolo pagamento. La cosa più interessante è la visita all’esperimento socio-culturale di Auroville, di derivazione “pace and love” degli anni ’70 ma oggi una comunità che vive le proprie esperienze associative e assistenziali

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