India 2014

Rajasthan e Varanasi

Diario letto 2792 volte

  • di Rodriquez Gabriele
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La giornata inizia all’alba, sulle rive della “Ganga”, sui Ghat, dove in migliaia si gettano in acqua seguendo rituali ancestrali. Famiglie intere si immergono compiendo il rituale delle abluzioni. I pellegrini che hai incontrato a piedi nudi per le strade dell’India, si gettano nel sacro fiume e riempiono i loro contenitori della sacra acqua per poi compiere il cammino di ritorno verso i loro villaggi.

Nell’interno dei Ghat la vita è frenetica e, camminando, ti accorgi di avvicinarti ai luoghi di cremazione quando ti passano veloci, con i loro campanelli, i portatori con le barelle in spalla e con le salme da preparare per il loro l’ultimo viaggio. In modo composto le segue più dietro i familiari. La guida mi fa cenno assoluto di non fotografare, mi aveva già istruito in precedenza. Se lo faccio io che sono indiano non succede nulla ma se fotografa un occidentale allora sono problemi. Meglio evitare. Via via che ti avvicini passi attraverso a vicoli stracolmi di cataste di legna e ti avvolge un fumo azzurrino impalpabile. Lì risiedono i Dom, gl’impresari di pompe funebri aiutati dai loro operai che appartengono la quasi totalità alla casta degli intoccabili. Questi ultimi si muovono tra le cataste di legna trasportando a spalle da una bilancia all’altra la legna necessaria per le pire funerarie. Circa 360 kilogrammi per ogni pira. Qualcuno ha scritto che la povera gente e i buoni bruciano prima e con meno legna. Non vado a sindacare e mi fido della loro esperienza.

La mia guida mi lascia assieme ad un “fuochista” che mi porta su una terrazza un po' alta rispetto il livello del gange. Di sotto stanno preparando una cerimonia. Un gruppo di parenti stanno sistemando sopra la salma a volto scoperto una serie di teli colorati. La pira è pronta al suo fianco. Mi sposto dalla balaustra perché sono raggiunto da una folata di fumo di una cremazione che si sta volgendo ancora più sotto. Dietro di me da una massa di cenere ancora fumante dall’ultima cremazione, chi mi accompagna raccoglie una cosa che era vicina ai miei piedi e che subito non avevo notato. Me la fa vedere e nel momento che capisco trattarsi di un pezzo di costola umana me la sbriciola sotto i miei occhi. Non faccio vedere che sono turbato, non è dignitoso, ma certo è che per me è sufficiente. Mi chiedono se voglio assistere ma ritengo che una volta compreso e visto quel che c’è da vedere il resto diventi solo Vojerismo o forse, anzi lo do per certo, il mio stomaco probabilmente non reggerebbe. Faccio una fotografia dalla terrazza, il mio accompagnatore mi riprende subito ma lo rassicuro faccendogli cenno che fotografo l’ansa del fiume, il paesaggio. Rassicurato mi lascia fare ma non conosce la potenza dei supergrandangoli! Ritorno nei vicoli tra le cataste di legna, qui si può fotografare. Quindi altri scatti mentre uno sbuffo di cenere trasportato da chissà quale alito di vento, visto che l’aria è immobile, mi raggiunge. Il Karma mi ha detto che ogni cosa ha il suo tempo. Bene, il mio viaggio sta volgendo al termine. Porto a casa con me un’enorme varietà di emozioni. Mi ripeto, sapevo che avrei vissuto una grande esperienza, ma non immaginavo fosse così forte. Il bottino è colmo, 6000 scatti, ogni sera a scaricare le schede di memoria nel computer portatile e a caricare le batterie delle macchine fotografiche. Mi serviranno circa 2 mesi di lavoro a casa per sviluppare i Raw, ma sono felice, il mio scopo è stato raggiunto. Mi rendevo conto man mano che scattavo che c’era qualcosa di buono, la conferma durante i trasferimenti dei files nel portatile. I vari amici fotografi mi avevano già prenotato ancora prima di partire. Lasciatemi almeno il tempo di farlo questo lavoro, chi vi dice che sia buono? Rispondevo loro, un po' per schernirmi un po' per scaramanzia. In realtà avevano ragione loro e con loro, con tutta la mia famiglia e con chi avrà piacere, voglio condividere questi scatti, queste testimonianze. Chiudo qui, non sono uno scrittore di viaggi e non sono neanche un fotografo pro. Sono uno dei tanti, mi piace dire che sono un testimone dei nostri tempi con la passione per la fotografia

Namasté.

GABRIELE RODRIQUEZ

Per chi volesse approfondire la mia esperienza fotografica riporto qua sotto i miei link di Flickr. Https://www.flickr.com/photos/gabriele_rodriquez/sets/72157645957060421/

Https://www.flickr.com/photos/gabriele_rodriquez/sets/72157646860330076/

Https://www.flickr.com/photos/gabriele_rodriquez/sets/72157646855040617/

Sezione ringraziamenti:

Devo sicuramente ringraziare le guide che mi hanno accompagnato in questa fantastica avventura, fra tutti: Rakesh di Varanasi con il quale sono in contatto tramite i vari canali facebook (https://www.facebook.com/devanand.upadhyay.9?ref=ts&fref=ts) whatsapp, Himanshu di Jaipur, e Nerendra di Delhi. Inoltre un plauso alla perfetta organizzazione della Shambhoo Travels (http://www.shambhoo.com/) che a costi umani mi ha permesso una delle esperienze di viaggio più intense della mia vita.

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