L'esperienza dell'India

Per la prima volta esco dai confini europei nelle vacanze di Natale. E lo faccio con un viaggio che mi attendeva da molto. Infatti ho deciso che è arrivato il momento giusto per visitare un paese che a tratti mi ...

  • di Eletravel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Allora sei stato in India. Ti sei divertito? No. Ti sei annoiato? Neppure. Che ti è accaduto in India? Ho fatto un’esperienza. Quale esperienza? L’esperienza dell’India. E in che cosa consiste l’esperienza dell’India? Consiste nel fare l’esperienza di ciò che è l’India. E che cos’è l’India? Come faccio a dirtelo? L’India è l’India.

Alberto Moravia, “Un'Idea dell’India”

ITINERARIO

  • Milano- Delhi
  • Mandawa
  • Bikaner
  • Jaisalmer
  • Jodhpur
  • Udaipur
  • Pushkar
  • Jaipur
  • Abhaneri
  • Agra
  • Delhi
27.12.2010 Alle 21.25, puntuale, decolla il nostro volo della Jet Airways da Milano Malpensa diretto a Delhi. Volo ottimo perché economico (580€ prenotato a ottobre) e senza scali intermedi. Il mio compagno d’avventura per questo viaggio è Gabriele, anche lui, come me, euforico e teso allo stesso tempo. Dal momento che, per questo viaggio, ho meno giorni a disposizione rispetto al solito, ho deciso di organizzare alcuni aspetti già dall’Italia, così da non perdere giorni preziosi per contrattempi che invece possono accadere nei viaggi in totale fai da te. Ci siamo quindi rivolti ad un’agenzia locale, per avere un driver che ci accompagnerà per i nostri 15 giorni attraverso la regione del Rajastan. 28.12.2010 Alle 10 ora locale atterriamo a Delhi. L’India risulta un mondo a sé già dal fuso orario che è avanti di 4 ore… e mezza! Appena recuperati gli zaini usciamo e troviamo l’incaricato dell’agenzia ad aspettarci. Ma non sarà lui il nostro autista poiché, dopo averci accompagnato in un altro settore dell’aeroporto, ci affida ad un suo collega. Io inizio a scrutarlo per cercare di cogliere le prime impressioni sul “terzo uomo” del nostro viaggio ma scopro presto che lui è solo l’incaricato ad accompagnarci dal nostro driver di cui facciamo finalmente la conoscenza. Anil, questo è il suo nome, ci accoglie con due ghirlande di fiori e, con un inglese a noi quasi incomprensibile, ci invita a salire sull’auto perché ci aspetta il primo lungo viaggio in direzione Mandawa. Appena fuori dall’aeroporto ci immergiamo nel traffico e nel caos indiano che tante persone avevano provato a descrivermi ma che, fino a quando non lo si vive di persona, non lo si può comprendere fino in fondo. Sulle strade vige la legge della prepotenza: procede solo il più ardito e chi suona più frequentemente il clacson. Siamo immersi in un inferno di auto, moto, biciclette, tuc tuc, camion che, senza nessun criterio apparente, si muovono tra le corsie. La prima domanda che pongo ad Anil è perché facciano questo utilizzo smodato del clacson e lui mi risponde: “For an indian driver the three most important things are: the horn (il clacson), the brakes (i freni) and the good luck!”. Sento di non aver bisogno di nessuna altra delucidazione! Dopo alcune ore di auto ci fermiamo in un punto dove Anil ci spiega di dover pagare un tassa d’entrata in Rajastan. Peccato che l’ufficio competente sia rimasto senza moduli per le ricevute per cui rimaniamo bloccati più di mezz’ora. La salvezza arriva con tutta calma a bordo di un motorino. Finalmente si riparte. Arriviamo a Mandawa dove circa 8 ore. Purtroppo piove e anche la temperatura è piuttosto bassa. Per il pernottamento abbiamo scelto il Caste Mandawa, un hotel situato all’interno del castello della città. La camera è enorme e molto pulita. Per la cena decidiamo di avventurarci fuori dall’hotel ma purtroppo veniamo sorpresi da un fortissimo scroscio di pioggia che ci costringe al riparo sotto una tettoia. Le vie sono deserte e di un ristorante neanche l’ombra. Ad un certo punto vediamo avvicinarsi lentamente a noi un uomo con un ombrello. Ci chiede dove siamo diretti e ci offre un passaggio sotto al suo ombrello per riaccompagnarci all’hotel. Quello che mi colpisce di quest’uomo è il suo meraviglioso sorriso. Lo ringraziamo molto per il gentile gesto e rientriamo in hotel optando forzatamente per una cena nel ristorante interno che però, comparata con gli altri pasti che faremo, risulterà molto cara

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Commenti
  1. Robi.negma
    , 24/3/2011 22:10
    Ciao Eletravel, sto pensando di organizzare un viaggio in india ad ottobre, e leggendo il tuo racconto di viaggio ho deciso che prendero' spunto dal tuo itinerario. vorrei chiederti una cosa: a che agenzia ti sei rivolta per il vostro autista? mi puoi dare due dritte in proposito? grazie mille!!!

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