India del sud, la voce della povertá

Diario di Viaggio in India del Sud dal 5 Dicembre 2008 al 3 Gennaio 2009 DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (17) E CARLOTTA (16) GRIGNANI L’INDIA NON É FATTA DI PERSONE... ma di troppe persone. non é fatta di templi.... ma ...

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  • di grignanilaura
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  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Diario di Viaggio in India del Sud dal 5 Dicembre 2008 al 3 Gennaio 2009 DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (17) E CARLOTTA (16) GRIGNANI

L’INDIA NON É FATTA DI PERSONE... ma di troppe persone.

Non é fatta di templi... ma di templi troppo affollati.

A chi associa il misticismo al silenzio e alla pace l’india non regala nemmeno questa sensazione l’india é rumore. anche la povertà in india é rumore, non puoi non avvertirla poiché sembra gridare.

É la voce della miseria e della fame! c’é chi dell’india si innamora, chi dall’india torna sconvolto, ma l’india é da vedere, é da capire, é da scoprire! l’india é un’altra asia.

Cosí...: fra mucche, immondizia, clacson assordanti, mendicanti, risaie, buoi, disperazione, lavoro minorile e prostituzione...

Cosí...: fra le spiagge del goa, i tranquilli canali del kerala, la religiosità del tamil nadu, la povertá del karnataka ed il caos di mumbai (la capitale del maharastra), ti senti avvolgere da dubbi e contrasti.

Ma c’é una cosa che sicuramente emerge... SEMPRE, VIOLENTEMENTE E COSTANTEMENTE: L’INDIA É IL PAESE DELLE CASTE!

Venerdì 5 Dicembre 2008 (Istanbul – Mumbai) Terminata la nostra tappa di un giorno ad Istanbul, alle 16:30 siamo sulla metropolitana che collega il centro all’aeroporto internazionale. All’arrivo ritiriamo i nostri zaini, lasciati ieri al deposito bagagli, e facciamo il check-in! Abbiamo voglia di fumarci una sigaretta ma all’aeroporto di Istanbul non c’é più la sala fumatori. Ci sediamo in un bar a bere qualcosa in tutto relax ma, fra una chiacchiera e l’altra, il tempo vola e... quando butto l’occhio sull’orologio, mi accorgo che sono già le 17:40 e l’imbarco chiude alle 17:50...!! Carlotta ingoia il suo ultimo boccone di strudel e ci avviamo al gate di corsa. L’aeroporto di Istanbul é grandissimo! Alla fine ci mettiamo a correre come disperati e... Raggiunto il gate, io {NDR: solo io... Perché gli altri capiscono e si mettono in coda} faccio la mia figuraccia di turno... Nel senso che supero tutti in corsa con passaporti e carte d’imbarco alla mano e... Solo all’ultimo momento mi accorgo che é la fila dell’imbarco di Mumbai. Tutti mi guardano... (che vergogna).

Sabato 6 Dicembre 2008 (Mumbai – Isola d’Elefanta - Mumbai) Dopo sei ore e mezza di volo con la sempre eccellente Turkish Airlines, allietato da un buon aperitivo, un’ottima cena ed un film strappalacrime, ci avviciniamo all’aeroporto di Mumbai. A nemmeno dieci giorni dagli attentati nel cuore di questa metropoli di 15 milioni di abitanti, a causa dei quali hanno perso la vita oltre un centinaio di persone, incluso una trentina di stranieri, noi vi stiamo atterrando. Ci siamo chiesti se l’aereo fosse mezzo vuoto per questo motivo, ma forse é più plausibile il fatto che non siamo ancora in alta stagione. Verso le cinque del mattino, atterriamo impeccabilmente e puntualissimi a Mumbai. L’aeroporto sembra sonnolento ma... Quando entriamo nella sala arrivi, ci spaventiamo... Centinaia di persone sono in coda per l’immigrazione, tutti ammassati in una sala arrivi che appare molto decadente. Facciamo quasi un’ora di fila prima che venga il nostro turno. All’uscita dell’aeroporto la situazione é ancora più esagerata... Lì ci saranno migliaia di persone, tutte accalcate sulle transenne. Tutte ad attendere parenti o amici e a sventolare la mano alla loro vista. Fra loro anche centinaia di autisti e tassisti, alcuni con il cartello in mano, altri senza. Chissà come faremo ad individuare il nostro (mandato dall’albergo)? Ma lo scorgiamo subito e, infilandoci fra la folla raggiungiamo l’auto. Dato che é abbastanza piccola, gli zaini li mettiamo sul porta pacchi... Tanto non piove! Addentrandoci nella periferia di Mumbai, ciò che appare ai nostri occhi é una situazione alquanto desolante. A parte i cumuli di immondizia e le mucche che, anche sui cavalcavia, passeggiano indisturbate... Sui marciapiedi sono sdraiate centinaia di persone, dormono lì, avvolte in coperte e stracci. Man mano che procediamo verso il centro, le strade cominciamo ad animarsi. Venditori di frutta e verdura cominciano ad allestire le loro bancarelle, chi non possiede la bancarella stende le sue merci su un telo, per terra. Lentamente, alle prime luci dell’alba, sbucano all’orizzonte anche modernissimi grattacieli e palazzi. Mumbai ci da il benvenuto con i suoi enormi contrasti! Passiamo davanti alla Chowpatty Beach, poi transitiamo dalla Stazione Victoria, costruzione veramente splendida e, dopo due minuti, giungiamo al nostro albergo. É nel quartiere di Fort. L’albergo é bellino ma la zona me la immaginavo tenuta meglio, invece le vie laterali sono un immondezzaio allo stato puro. Mentre aspettiamo che ci assegnino le camere, facciamo due passi e notiamo diverse persone impegnate a ramazzare l’immondizia dalle strade ed a formarne dei mucchi che vengono posti a distanze regolari. Questi mucchi poi vengono gettati a mezzo di un badile su di un camion, che transita lentamente, per vicoli e strade. Matteo, che é mezz’ora che gira con un pacchetto di sigarette vuoto in mano, perché non sa dove metterlo e si rifiuta di gettarlo per terra... Al sopraggiungere del camion risolve il suo problema! {NDR: Deduciamo che di giorno e di sera l’immondizia venga buttata per le strade e al mattino venga caricata su appositi camion. É una forma di smaltimento rifiuti diversa e a noi poco nota... Anche se rimaniamo del parere che sarebbe più comodo ed igienico l’utilizzo dei bidoni, per lo meno nel centro storico!}

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