Hydra, il lusso di un tuffo nel passato

Tra silenzio e mondanità

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  • di Panty
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il 10 Agosto in mattinata siamo partiti da Venezia alla volta di Atene. Siamo poi saliti sul treno suburbano che dall'aeroporto in un'ora e mezza arriva al Pireo. Poi verso le 17:30 siamo salpati con l’aliscafo che ci ha portati in un’altra ora e mezza sull'isola di Hydra. Ciò che ammalia avvicinandosi dal mare è la distesa di bianche casette che dalla collina dietro il paese digrada verso il porto a ferro di cavallo e che rispecchia perfettamente l’idea classica di isoletta del Mediterraneo. Appena scesi dall'imbarcazione ci accomodiamo al Bandera, uno dei tanti bar/ristorante lungo la bella passeggiata del porto. Ci facciamo un aperitivo con insalata greca e birra ed ammiriamo il vivace viavai di turisti e la lunga fila di asinelli a disposizione di chi volesse fare una comoda gita turistica o dovesse trasportare bagagli pesanti fino al proprio alloggio. Durante la breve siesta veniamo avvicinati da alcuni simpatici gattoni che non disdegnano coccole e magari qualche bocconcino. Di questi felini l’isola pullula, specie nei pressi dei ristoranti. Non sono molesti né invadenti e sono ben tollerati e rispettati da tutti i gestori dei locali. Non so se tutti i turisti siano felici di questa presenza ma per una gattara come me la cosa non può che essere fonte di immenso piacere. E poi... di topi nemmeno l’ombra! Raggiungiamo a piedi il nostro alloggio che si trova in una zona tranquilla ma non lontana dal porto. Per il nostro soggiorno abbiamo affittato un appartamento al Perakis Studios. La sistemazione è comoda, luminosa e pulitissima. Consiste in un ampio soggiorno con cucina, un bel bagno funzionale, una camera spaziosa e un delizioso terrazzino per fare colazione. Pulizie quotidiane e cambio asciugamani e lenzuola. I proprietari, Christos e Katerina, disponibili ma discreti. Sul tardi ceniamo da Psinesai a base di polpo, fava, tzatziki, dolmades e vino bianco. Per chiudere la serata un ottimo Metaxa in un bar lungo il porto nel quale torneremo durante tutto il soggiorno: ci affezioniamo tanto al gattone bianco e nero che gironzola tra i tavoli e a volte si gode una pennichella sulle nostre ginocchia. Sarà il "nostro gatto" della vacanza.

L'atmosfera che si respira sull'isola è un misto tra pacata mondanità (gli avvistamenti vip sono all'ordine del giorno) e nostalgiche suggestioni di un passato che ha ormai abbandonato la maggior parte di queste terre. La peculiarità è data dal fatto che, ad eccezione delle imbarcazioni, i mezzi a motore sono vietati. Quindi niente moto e scooter che scorrazzano giorno e notte. Tra le calli della cittadella e lungo le agevoli mulattiere che la percorrono, soltanto turisti a piedi o sugli asinelli. Anche le bici si vedono raramente. Dunque il silenzio notturno è praticamente assicurato. Poi, per raggiungere le spiagge più remote, ci sono sempre i taxi boat.

Il primo vero giorno di vacanza comincia con una passeggiata di circa mezz'ora lungo la mulattiera che correndo alta lungo la costa, passa per Kamini e giunge a Vlichos, dove affittiamo lettini ed ombrellone e trascorriamo la giornata tra bagni di sole e mare. Le acque sono limpide e tiepide e facendo un po’ di snorkeling gli avvistamenti ittici sono assicurati. Nel pomeriggio pranziamo da Enalion, una delle due taverne adiacenti. Mentre la sera ceniamo da Xeri Elia, vicino a casa, in una piazzetta, sotto alberi secolari.

Il giorno seguente salpiamo con una delle due imbarcazioni che ogni giorno fanno la spola con le due spiagge più belle ma più lontane dell’isola. Oggi ci fermeremo a Bisti Beach, una magnifica insenatura color turchese con una piccola spiaggia orlata di vegetazione. Affittiamo lettini ed ombrellone e ci tuffiamo in un mare limpido e pescoso dove non sono rari incontri sottomarini con aguglie, castagnole e qualche simpatico polpo. Chi come noi ama nuotare può costeggiare la baia lungo gli scogli sulla destra oppure verso sinistra raggiungere una piccola insenatura dominata da una graziosa chiesetta bianca. Per placare la fame prendiamo birre e panini nel chioschetto della spiaggia. La sera ceniamo da Pseropoula, un ristorante con terrazza che si affaccia sul porto, dove assaggio un trancio di salmone alla brace che è la fine del mondo

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