Destinazione... Hawaii

Tour paradisiaco tra paesaggi mozzafiato e baie da cartolina

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  • di filep
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Sicuramente le Hawaii non sono una meta usuale per il viaggiatore italiano ed infatti anche la genesi del nostro viaggio è stata abbastanza casuale ma quando fra le diverse opportunità è sbucato il nome delle Hawaii ecco che ha spazzato via tutti gli altri. Fin da piccolo infatti queste lontanissime isole sono state sinonimo di paradiso forse perché la prima tv commerciale ci inondava di telefilm ambientati in quell’angolo di mondo e ci faceva sognare di poter un giorno andarci. Con gli anni poi altri paradisi hanno probabilmente preso il posto delle Hawaii nell’immaginario di tutti noi, posti anche facilmente raggiungibili, ma nella mia testa il vero ed unico Paradiso sono rimaste, rimangono e rimarranno sempre loro. Così lontane da tutto e da tutti in mezzo all’oceano pacifico, così difficili da raggiungere, così affascinanti nella loro bellezza e fragilità.

Le quasi 24 fra volo ed attesa negli aeroporti non ci spaventano e dopo una giornata passata sopra mezzo mondo eccoci finalmente ad Honolulu, isola di Ohau, prima tappa del nostro viaggio. Ritirata la macchina a noleggio ci dirigiamo immediatamente al J & B bed and breakfast nella periferia di Honolulu. Per soggiornare nelle tre isole visitate abbiamo scelto sempre dei b&b invece dei vari hotel per cercare di avere un contatto più diretto con le persone del posto e la scelta si è rivelata giusta per tutti e quattro le strutture da noi visitate. A Honolulu con Joan e Barbara sembrava di essere in casa con due zie che preparavano la colazione puntualmente alle 8 per noi ospiti (4 persone) così che potessimo stare tutti insieme a mangiare e conversare.

primo giorno

Il primo giorno lo passiamo abbastanza in relax in quanto comunque nonostante l’eccitazione del viaggio il fuso si fa sentire. Decidiamo quindi di girare un po’ ad Honolulu e Waikiki dove naturalmente si capisce di essere pur sempre negli Stati Uniti. In realtà probabilmente a Waikiki sembra più di essere in un succursale tropicale di Tokyo in quanto i turisti giapponesi la fanno veramente da padrone, molto più che hai tempi d’oro del turismo nipponico in piazza San Marco a Venezia. Ad Honolulu vale sicuramente la pena girare un po’ per Chinatown ed i suoi mercati, mangiando bene e spendendo poco. Waikiki ha comunque un suo fascino, finto sicuramente ma pur sempre fascino: la sua sottile striscia di sabbia con i grandi hotel alle spalle, le sue acque solcate da surfer e bodysurfer di tutte le età e razze, i suoi rossi tramonti. Non sarà sicuramente il paradiso che ci si può aspettare ma sicuramente vale la pena passarci una mezza giornata anche solo per vedere e capire comunque un pezzo di Hawaii che nel bene e nel male è pur sempre parte di quest’arcipelago.

Il giorno seguente la prima tappa è Hanauma Bay, una bellissima baia da “cartolina”, sicuramente un posto fra i più fotogenici di Ohau anche se abbastanza affollato di bagnanti. L’ingresso è a pagamento perché la zona è comunque parco marino. La barriera corallina consente poi di fare del semplice snorkeling anche se mia moglie presa dall’emozione della vista di tanti pesci striscia nelle rocce e si procura qualche escoriazione. Ma non fa niente, diremo che è stato uno squalo mentre stava facendo surf. Tutto il tratto di costa nel sud-est di Ohau è veramente molto bello e suggestivo anche perché in alcuni punti ci si può immedesimare in Magnum e credersi al volante di una Ferrari rosso fiammante con la capotta abbassata. Ma ahimè abbiamo solo una Kia di un’orrida tonalità di arancione che comunque, come la Ferrari, passa difficilmente inosservata. Dopo avere passato la bella e pericolosa Sandy beach dove alcuni surfisti sfidano le onde dell’oceano, ci fermiamo a Makapu point ed arriviamo a piedi fino al punto estremo della scogliera fino al faro dove la vista è veramente unica in tutte le direzioni. Risalendo lungo la costa, in direzione nord, impossibile non fermarsi a Kailua beach con la sua lunga striscia di sabbia bianchissima, le sue acque calme e cristalline, le palme. Qui capiamo di essere veramente alle Hawaii anche perché di lì a poco alcuni nuvoloni compaiono nel cielo e minacciano pioggia. D'altronde siamo in delle isole in mezzo al Pacifico ed il tempo cambia velocemente. Non solo ma a nostra domanda alla proprietaria del B&B su come sarebbe stato il tempo nei giorni seguenti, lei con calma tutta britannica prende il giornale e ci legge una serie di parole e frasi che sono un campionario fantasioso per dire: sole, poi parzialmente nuvoloso con possibilità di pioggia. Infine ci guarda rassegnata e con un sorriso ci dice: ”They simply don’t know!”. Per tornare indietro tagliamo verso l’interno prendendo la Pali Highway che si arrampica, come suggerisce il nome, sugli alti e verdi pali per poi ridiscendere in picchiata verso Honolulu offrendo dei panorami mozzafiato

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