Dal confine brasiliano a georgetown

GUYANA DAL CONFINE BRASILIANO A GEORGETOWN. La Guyana è uno di quei paesi che non pensavo mai di visitare, non era nelle mie liste prioritarie come visita di paesi nel mondo, e invece, il mio sessantaduesimo paese sarebbe stato proprio ...

  • di danielevella
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

L’ho conosciuta ieri mattina a Lethem alla fermata del bus ed ho inziato a chiacchierare con lei visto che non mi immaginavo presenza di viaggiatori in questa parte del mondo. Non pensavo di partire da Lethem ieri mattina. Mi disse che sarebbe andata in un posto vicino ad Annai, un posto abbastanza economico per passare la notte e se volevo andare con lei avrei avuto il tempo di preparare il mio zaino perché tanto l’autobus delle 10 non sarebbe mai passato alle 10, e così ho fatto ed ho preso la decisione giusta.

Poco più di un’ora da Lethem c’è questa specie di piccolo college con 30 allievi che studiano una specie di scienze forestali, biologia.

Il posto è bellissimo ed economico. Oggi, io e Tina (la neozelandese) dovremmo fare un’escursione in bicicletta, ma il tempo per adesso non è tra i migliori, ma qui cambia molto rapidamente quindi speriamo in una bella giornata.

H.19.35 – Sembra già mezzanotte, la luce è andata via come tutte le sere, Tina è nella sua amaca sdraiata a leggere ed io mi sono arrangiato con una pila appesa ad un legno sopra ad un tavolo così posso scrivere per un po’ fino a che non si scarica.

Siamo stanchissimi. Stamattina ci siamo svegliati presto, fatto colazione, preso le biciclette e siamo andati in un villaggio non lontano da qui dove una ragazza indio che fa la guida ci ha portato per 20 dollari americani nella giungla per andare a vedere un uccello tipico del posto, il COCK OF THE ROCK. Un uccello di colore rosso, un’esemplare spettacolare con delle piume fantastiche. E’ un uccello vegetariano e i loro nidi sono costruiti su pareti rocciose, o n grotte o in gole scossese.

Abbia mo camminato per cinque ore nella folta giungla guyanense prima di arrivare a questi massi di roccia dove in silenzio abbiamo potuto goderci la presenza del Cock of the Rock.

Siamo poi tornati arrivati nel villaggio indio ripreso le biciclette affitate nella scuola dove stiamo soggiornando e rientrati stanchi morti... meno male, almeno stanotte non farò fatica ad addormentarmi.

Domani mattina partirò per Georgetown, la capitale della Guyana, ma adesso non voglio andare a dormire, è ancora troppo presto.

VERSO GEORGETOWN, GIOVEDI’ 15 GENNAIO 2009 E’ mezzogiorno e sono ad Annai il piccolo villaggio considerato l’entrata al Rupununi dove gli abitanti sono membri della tribù Macushi. Una tribù di soli 17.000 anime disposte in territori tra Guyana, Venezuela e Brasile. Gli indios sono bella gente, gentile, cordiale, ospitale anche se il nome Macushi ha un significato negativo. Makui in varie lingue indigene significa: persona cattiva, gente di poco valore.

Sono qui in questo baretto sulla strada non asfaltata ad aspettare l’autobus per Georgetown, Tina la ragazza neozelandese è tornata a Lethem per poi entrare in Brasile.

H.16.00 – ormai è da un po’ che sto viaggiando lungo la strada rossa della giungla guyanese con l’autobus di colore arancio che mi sta portando a Georgetown dove l’arrivo è previsto molto tardi. Arrivare di notte in queste città del sud America non sono molt consigliate, ma cosa ci posso fare? Vuol dire che appena arrivo la prima cosa che trovo mi ci infilo dentro senza pensarci e stare al sicuro. Intanto mi sto godendo questo paesaggio semplicemente fantastico. L’autobus non è pieno e ognuno di noi ha la possibilità di avere due sedili a disposizione per fare un viaggio più confortevole. Passiamo in mezzo ad una vegetazione tropicale la strada spezza la giungla in due parti e sia a destra che a sinistra non si fa altro che vedere verde, alberi, foglie, erba. Ora l’autobus si è fermato, deve attraversare il fiume Essequibo

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