In scooter dall'Italia alla Guinea Bissau

Viaggio avventura e solidarietà per regalare due moto mediche a un ospedale pediatrico della capitale della Guinea Bissau

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  • di mronz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

ATTRAVERSO L'AFRICA OCCIDENTALE SU DUE RUOTE. ANZI TRE…

Dall'Italia alla Guinea Bissau. Due amici, due scooter a tre ruote e tanta voglia di avventura e di solidarietà.

Testo di Marco Ronzoni

Foto di Marco Ronzoni e Alberto Dormeletti

È una cupa sera di gennaio quando le due ruote anteriori dei nostri scooter lasciano il freddo acciaio del traghetto della G.N.V. per toccare il tiepido suolo del porto di Tangeri. La terza ruota, quella posteriore, arriverà pochi istanti dopo... Eh si, perché siamo a bordo di due scooter “QUADRO 3” con cui ci siamo imbarcati a Genova tre giorni orsono e con i quali abbiamo tutte le intenzioni di arrivare in Guinea Bissau.

Mi sembra già di sentire la curiosità che si accende… Che intenzioni abbiamo con due scooter in Africa? E dov'è, ma soprattutto cos'è la "Guinea Bissau"? Beh, per prima cosa la Guinea Bissau si trova in Africa occidentale a sud del Senegal ed è uno dei Paesi tra più poveri al mondo; è a circa 4700 chilometri da Tangeri e per arrivarci via terra bisogna attraversare tutto il Marocco, il Sahara Occidentale, la Mauritania, il Senegal e la Gambia.

Conosciamo bene quelle strade avendole già percorse su e giù diverse volte, in moto, in 4x4 ed anche in ambulanza, ogni volta per consegnare mezzi di soccorso a Missioni cattoliche, comunità e centri sanitari di quel piccolo Paese africano; stavolta i due scooter verranno donati ad un ospedale pediatrico della capitale e trasformati in “moto mediche” a disposizione del personale locale.

Basta come spiegazione?

Dal vasto porto di Tanger Med raggiungiamo Tangeri città, distante una cinquantina di chilometri, guidando lungo la buia e tortuosa costa. Mentre Alberto è da tempo scooterista convinto e praticante, io da buon motociclista non sono mai nemmeno salito su uno scooter, ne con due ne tantomeno con tre ruote quindi per me è la prima esperienza di questo genere. Per fortuna i primi chilometri marocchini già bastano per prendere confidenza con i mezzi e trovarli molto intuitivi. Li abbiamo avuti in dono dall’Azienda QUADRO S.A. che ha aderito al progetto e che ce li ha consegnati pochi giorni prima della partenza. Li abbiamo equipaggiati con una piccola dotazione di viaggio montando artigianalmente sui portapacchi due bauletti portautensili sopra i quali abbiamo fissato una gomma posteriore di scorta. Sotto la sella una tanica di benzina da 5 litri, olio motore e filtro olio, cinghia trasmissione, attrezzi vari, KIT forature e primo soccorso ed un piccolo estintore.

Tangeri – Marrakech – Km 638

Da Tangeri ci spingiamo subito a sud con un lungo salto fino a Marrakech, evitando strade panoramiche e percorrendo la via più diretta. E’ un peccato non assaporare lo stupendo Marocco ma purtroppo non possiamo permetterci di fare i turisti; ci attende tanta strada e le difficoltà sono sempre imprevedibili. Guidiamo tutto il giorno facendo soste solo per fare rifornimento e mangiare un boccone. La temperatura è piacevole, da inizio primavera. Quando cala il sole però rinfresca parecchio, per cui passiamo la serata nella piazza Jemaa El Fna di Marrakech sorseggiando fumante e dolcissimo tè alla menta.

Marrakech – Tiznit – Km 467

Il rigore del mattino di Marrakech ci accompagna fino alla costa atlantica dove ad Essaouira improvvisamente un accogliente tepore ci permette di rilassare un po’ i muscoli contratti da ore di freddo e nebbia. Non ci aspettavamo 5 gradi nel cuore del Marocco ed abbiamo dato fondo a tutto l’abbigliamento disponibile per coprirci e ripararci dall’umidità. La strada è bella, soprattutto fino ad Agadir, mossa da pieghe e dislivelli ed impreziosita dallo splendido spettacolo dell’Oceano. Gli ultimi 100 chilometri fino a Tiznit, che si trova lontana dalla costa, sono piuttosto noiosi lungo un’anonima strada a doppia corsia che, attraversando i centri urbani, si complica in un caotico traffico. Troviamo rifugio in un hotel già utilizzato altre volte dove sappiamo che si dorme decentemente e si mangia alla grande. Ed anche stavolta facciamo centro

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