Belize e Guatemala in auto da soli

Da Belize City a Tikal e ritorno, in un viaggio in auto fai da te

  • di Fiore59
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Siamo arrivati a Belize City da Miami, con un volo AA. Dopo una estenuante attesa alla Immigrazione (due ore di fila per controllare i passaporti), abbiamo attraversato il parcheggio davanti al piccolo terminal, per andare a ritirare l'auto a noleggio. Se vi siete portati dollari USA, non avete bisogno di cambiare, perché in Belize vengono accettati correntemente. L'unico noleggiatore che ho trovato che consentisse il passaggio dal Belize al Guatemala è Crystal Car Rental. L'ufficio è proprio davanti all'aeroporto di Belize City. Il personale è cortese e rapido. Le auto sono in buone condizioni, anche se magari non nuovissime. Il servizio è davvero eccezionale (vi consegnano anche un telefono locale per contattarli in caso di problemi e il contenitore per tenere in fresco le bibite, con il ghiaccio da comprare nei negozi per strada), ma in compenso i prezzi non mi sono sembrati proprio economici. Per andare a Tikal in Guatemala, bisogna "acquistare" in anticipo questa opzione, in modo che abbiano il tempo di preparare la documentazione necessaria per la Dogana in frontiera. Aggiungo che l’assicurazione di Crystal vale solo in Belize e che non ho trovato alcun modo per acquistare una assicurazione per il Guatemala; questo però non è un problema, perché in Guatemala l’assicurazione non è obbligatoria: basta guidare con prudenza e tenere le dita incrociate (a noi è andata bene, senza nemmeno particolari apprensioni).

Ritirata l'auto, abbiamo fatto uno spuntino veloce al Manatee Lookout, a due passi dall'aeroporto e siamo partiti per San Ignacio. Due ore di auto, lungo una strada in buone condizioni (tranne qualche tratto con dei lavori in corso) ci hanno portato alla nostra camera alla Martha's Guesthouse. Siamo stati molto in dubbio se prendere una sistemazione in paese o in uno dei resort fuori. Alla fine abbiamo scelto per il paese, ma - con il senno di poi - si può anche evitare. San Ignacio infatti non offre granché, se non siete proprio appassionati ai bar rumorosi e alla gente. Noi comunque abbiamo optato per questa piccola guesthouse nel centro del paese. La stanza migliore è la n. 10, al terzo e ultimo piano (non c’è ascensore e vi dovete portare le valige da soli), considerata una suite. È molto ampia ed ha una grande terrazza attrezzata con panchine e un’amaca. La colazione è servita nel ristorante a piano terra (è compresa fino a 12 $ beliziani e il resto si paga). Per gli standard di San Ignacio la sistemazione è più che soddisfacente. Il personale è gentile è disponibile e si può anche avere il posto per l’auto. Sistemati i bagagli e fatto un breve giro per San Ignacio, si va a letto presto per prepararsi al tour a Caracol del giorno dopo.

Siamo partiti da San Ignacio alle 7,40, dopo aver fatto una sosta alla New French Bakery per prendere un po’ di panini (apre alle 6,30), visto che a Caracol non c'è nulla da mangiare. La prima destinazione è la stazione forestale Douglas D’Silva, che è il punto di raccolta per chi vuole andare a Caracol con la scorta dei militari (pare che negli anni scorsi ci siano stati degli assalti ad auto di turisti). A 23 km dalla stazione forestale si incontra un primo punto di controllo, dove prendono nome e numero di targa. Non so perché, ma il mio navigatore diceva di girare a destra a questo punto e invece bisogna continuare diritto, come opportunamente suggerito dall'addetto al controllo. Dopo circa 90 minuti di una strada a tratti veramente sconnessa, siamo arrivati alla stazione della forestale (circa alle 9,10). Un’auto fuoristrada è indispensabile per superare i tratti più brutti. Il punto di raccolta è in cima alla piccola salita, un centinaio di metri dopo aver incontrato il cartello sulla destra con il nome della stazione. È segnalato da due cartelli e non potete mancarlo. Qui prendono i dati dell’auto e dei passeggeri. La scorta parte alle 9,30, ma si può anche andare da soli (le guardie sconsigliano, ma ho visto i tour locali andarsene tranquillamente). Per arrivare a Caracol ci vogliono ancora 50 minuti, ma dipende ovviamente da come guidate, su una strada che resta difficile. Parcheggiate l’auto nel piazzale, pagate il biglietto al visitar center e poi entrate nel sito, che è molto poco frequentato (nel nostro caso, c’erano solo altre 4 auto oltre a noi). Il posto è ben tenuto ed ha il fascino del luogo esclusivo, non fosse altro che per la fatica fatta per arrivarci. Gli edifici non sono tanti, ma c’è sempre la più alta piramide del Belize! Una volta in cima, si gode un bel panorama sui monti circostanti. Tornando all’ingresso, si trovano dei tavoli all’ombra, dove si può mangiare (come detto, portatevi tutto e soprattutto tanta acqua, anche se sul posto c’era una persona che vendeva bibite). Credo che la scorta riparta alle 14, ma noi siamo tornati indietro da soli, partendo verso le 13,30. Sulla strada del ritorno, poco dopo la stazione della forestale, si può fare una sosta alle Rio On Pools, che sono delle piscine naturali formate dal Rio On che attraversa dei grandi lastroni di granito e dove è possibile fare il bagno. 5 km prima delle piscine naturali c’è la Grotta del Rio Frio, dove è possibile una sosta in alternativa. L'importante è non farsi sorprendere dalla notte lungo la strada e quindi occorre calcolare bene i tempi. Bilancio definitivo della giornata: quasi 5 ore di auto su una strada spesso piena di buche e oltre 3 ore di passeggiata fra i templi e la giungla, con l'impressione di essere degli intrepidi esploratori!

Su internet potete trovare tutte le informazioni che vi servono sulla storia del sito ed anche una piantina, ma riporto di seguito alcune brevi note su Caracol (o El Caracol), che è la più grande città Maya del Belize. Si ritiene che nel periodo di massimo splendore, intorno al 650 d.C., si estendesse su una superficie di oltre 180 kmq (3 volte l’attuale Belize city). Dal centro si irradiano 64 km di strade rialzate interne che portano alle ampie plazas e alle zone residenziali, collegando tra loro le varie parti della città. Nel periodo di massima espansione, Caracol contava probabilmente 150.000 abitanti, più del doppio rispetto all’attuale popolazione di Belize City. Non potendo disporre di fonti d’acqua naturali, gli abitanti scavarono bacini artificiali per raccogliere l’acqua piovana e crearono così vasti campi terrazzati. L’area centrale della città era ricca di templi, palazzi, trafficate arterie, laboratori artigianali e mercati, ma gli scavi si concentrano soprattutto presso la Plaza A e la Plaza B. La struttura di maggior interesse è il Caana (Palazzo Celeste), ubicato nella Plaza B e che con i suoi 43 m è a tutt’oggi l’edificio più alto del Belize! Il Caana fu costruito in fasi successive e completato intorno all’800 d.C.. Comprende quattro palazzi e tre templi. Alcuni alti scalini, che si fanno sempre più stretti a mano a mano che si sale, conducevano con ogni probabilità agli appartamenti della famiglia reale, dove è stata riportata alla luce la Struttura B-19, sede della tomba più grande ed elaborata di Caracol. Si può scalare il Caana per ammirare il panorama

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