Guate - chiapas - belize - riviera maya

Varie letture e racconti di viaggi ci avevano fatto prendere precauzioni inverosimili per salvaguardare i nostri averi da improvvisi agguati di ladrones guatemaltechi, assalti a turisti “gringos” lungo le rotte di frontiera, amenità varie. Di tutto ciò non accadde nada. ...

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  • di Walter Del sere 1
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
 

Varie letture e racconti di viaggi ci avevano fatto prendere precauzioni inverosimili per salvaguardare i nostri averi da improvvisi agguati di ladrones guatemaltechi, assalti a turisti “gringos” lungo le rotte di frontiera, amenità varie. Di tutto ciò non accadde nada. La vacanza si consumò nel migliore dei modi, appagante sotto tutti i punti di vista poiché viaggiare in baja temporada ti permette in più di risparmiare moneda oltre che non avere niun problema per spostamenti e varie. Eravamo in dos: Walter und Steffy.

Armati di Lonely Planet e relazioni scaricate qua e là, questo è il succinto resoconto di 16 giorni a spasso tra Guatemala, Chiapas, Belize e Riviera Maya.

Lunedì 21. Decollati da Firenze-Peretola con il city jet per Parigi delle 7.20 della mattina (accompagnati colà dal fratello Bibi). Da Paris ad Atlanta e da lì a Ciudad del Guatemala. All’uscita c’era il cochero (prenotato via Internet) che ci ha portato al La Sinventura di Antigua dove avevamo riservato habitacion a 35$ per notte (sempre tramite posta elettronica), visto che tutte le letture pre-viaggio davano la capitale come posto da evitare senza colpo ferire.

Martedì 22. Desayuno como da L.P. Al Cafè Condesa indi accaparrati da tale Celestino che per 35 $ ci ha fatto fare un giro di ricognizione per il circondario: dalle piantagioni di caffè alla finca dove si coltiva biologicamente macadamia. Almuerzo alla Taquiza indi a trovare un’Agenzia sulla sesta avenida norte. Trovata. Dal furbo Fernando (simpatico) abbiamo prenotato il trasferimento per San Cristobal del 25 (tirato fino a 55 $ p/p) e shuttle per domattina che per 16 $ a cabeza ci porta a Panajachel e ci riporta indi ad Antigua. Cena alla Fonda de la Calle Real.

Mercoledì 23. Giornata bonita anche se il Lago Atitlan e i pueblos stanno perdendo molto del loro primitivo fascino. Alle 7 arriva il bussino, giro a prendere americana e sobrina (bionde) con il neonato (moro). La gringa s’incazza con il cochero porque non ci sta el cinturon per il piccino. Due ore di strada tortuosa per Panajachel. Indi, dopo desayuno caro a 70 Q. Vista lago, vai con la lancia per i 3 pueblos a 50 Q. P/p. Tra gli altri c’è un logorroico commenda di Ferrara che non fa aprire bocca alla moglie. All’albergo conosciute le 5 gioie del nord est produttivo che domattina saranno a Chchicastenango dove probabilmente incontreremo tutti quelli di oggi. San Pedro: delusione. Santiago de Atitlan: media delusione. San Giacomo: buono.

Giovedì 24. Trovato (grazie al gancio delle pulzelle veronesi) l’imbarco per Chichi a 15 $ p/p ida e vuelta (eravamo in fondo al pulmino con numerose scosse causa topes tra Los Encuentros e Chichi che hanno messo a dura prova il fondo schiena de nosotros). Chichi è stata muy bonita. Bello e suggestivo todos. A cena da Frida. A letto como le galline (ore 21 o poco mas).

Venerdì 25 Il cochero in 6 ore ci trasbordò a La Mesilla, confine messicano. Molto scansado l’hombre che rischiò di imbarcare mezzo esercito guatemalteco per improvvido colpo di sonno. A La Mesilla saliti su combi Volkswagen (tutt’altra sinfonia di sospensioni) guidato da Barrichello locale che in quattro e quattrotto ci depositò in una caotica San Cristobal. Trovato al volo Hotel Fray Bartolomè de las Casas lindo a 30 $. Cena al Tuluc (senza infamia e/o lode). Giro in piazza coi mariachi in ogni lato (quelli che cantavano dondolando a tempo erano i migliori a differenza delle ragazzine o di altri bastante stonati). Sabato 26 Dedicato tutto a girare per San Cristobal che (a distanza di 12 anni) mantiene il suo innegabile fascino, ovvia. Cena imbarazzante alla Tierra Madre (ristorante naturista dove a differenza di tutti gli altri locali non ci stava nessuno) e poi ancora dai mariachi della sera prima che, se non altro, si erano scambiati gli angoli della piazza

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