Tour speleologico delle Grotte di Frasassi

Alla scoperta delle bellezze nascoste nelle Grotte di Frasassi

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  • di cristina romagnoli
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Avete mai visitato le Grotte di Frasassi? Io per la prima volta ci sono andata quando ancora ero una bambina, avrò avuto tra si e no 12 anni. Mi ci hanno portata in gita scolastica. Anche se è passato molto tempo da allora il ricordo di quell'esperienza è rimasto vivido nella mia mente: come dimenticarsi di un luogo così spettacolare?! Da tempo desideravo ritornarci non tanto per visitarla con il consueto percorso turistico bensì attraverso il tour speleologico. Di cosa si tratta? Le Grotte di Frasassi mettono a disposizione delle guide speleologiche che mostrano ai visitatori parti della grotta che non è possibile visitare normalmente. Armati di tuta, torcia, caschetto e moschettoni si ha l'opportunità di affrontare brevi arrampicate, cunicoli, strettoie e scivoli. Esistono due tipi di percorsi: quello blu e quello rosso. Il primo dura 2 ore ed è adatto a tutti (bambini oltre i 12 anni) perché più semplice mentre il secondo, dalla durata di 3 ore, presenta un grado di difficoltà maggiore. Io e il mio compagno scegliamo di intraprendere quello blu. Per farlo prenoto con 3 settimane di anticipo. Mi viene indicato cosa portare da casa e cosa invece ci verrà fornito al momento del nostro arrivo. Guardo i video su Youtube e sono super esaltata per questa nuova esperienza.

Il giorno del tour arriviamo a Genga con un bel po' di anticipo in modo da poter pranzare senza fretta sui tavolini dell'area picnic che si trova vicino alla biglietteria. Nel caso non abbiate voglia di portarvi qualcosa da casa in loco sono presenti diversi chioschetti con prodotti tipici marchigiani. Un'ora prima della visita ci rechiamo in biglietteria per fare i biglietti, per poi prendere il pullman che ci condurrà fino alle grotte. Lì conosciamo le nostre tre guide (Graziano, Andrea e...Andrea) che ci forniscono tutto il necessario per la visita e ci fanno un piccolo briefing sul comportamento da tenere in grotta e su come utilizzare i moschettoni. Non vedo l'ora di iniziare questa nuova esperienza! Insieme a noi ci sono circa una ventina di persone di tutte le età, anche se prevalentemente giovani.

Entriamo nelle grotte e lo sbalzo termico è notevole: dai 30°C esterni passiamo a 14°C con un'umidità del 100% circa. Iniziamo la visita partendo dal percorso turistico dove ci vengono illustrate alcune tra le sale più importanti: l'Abisso Ancona - prima parte della grotta apparsa agli scopritori - la Sala 200, il Gran Canyon, la Sala dell'Orsa e la Sala dell'infinito. Come 12 anni prima rimango a bocca aperta nell'ammirare le enormi conformazioni calcaree formatesi in milioni di anni. La guida ci spiega come sia semplice, una volta entrati nelle grotte, perdere il senso delle proporzioni. Lo si capisce immediatamente ammirando "la Madonnina", una delle stalagmiti collocate nella parte alta dell'Abisso Ancona: sembra piccolissima ma in realtà misura più di 2 metri di altezza. Dalla Sala dell'Infinito inizia la nostra avventura speleologica. Facendo molta attenzione a dove e come mettere i piedi, per via del terreno molto scivoloso, ci inoltriamo all'interno della parte meno "conosciuta" dai flussi turistici. Qui è buio perciò accendiamo subito le nostre torce: l'adrenalina sale. Il percorso prevede il passaggio lungo la strettoia della "Cannella" per arrivare poi alle "Quattro sorelle" e ad una lunga galleria che porta alla "Sala Finlandia". Durante il tragitto si alternano tratti più semplici a tratti di media difficoltà che comunque riusciamo ad affrontare senza problemi grazie all'aiuto delle nostre guide. Ogni tanto ci soffermiamo ad ammirare quello che in pochi hanno avuto l'occasione di vedere. Non ho la reflex con me, non mi interessava scattare delle semplici fotografie. A volte penso sia opportuno riporre la macchina fotografica (anche se è difficile, lo so) e godersi al 100% quell'attimo rendendolo eterno nella nostra mente. Non è semplice spiegare cosa si prova a vedere quei luoghi, a strisciare nel fango, a camminare tra le stalagmiti..

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