St. Lucia e Grenadine, Caraibi

I Caraibi non di tutti, un mezzo di trasporto che consente una visita da un altro punto di vista, spostandosi continuamente per una vacanza fuori dai canoni senza spendere una cifra, grazie al fortunato incontro con uno skipper tutto speciale

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  • di Lara B
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

(a fine diario altri consigli utili, di quelli di cui ci si rende conto solo alla fine…..)

Giovedi 25 gennaio – Bologna/Londra

Finalmente è il giorno della partenza di questo viaggio strano, in una zona dei Caraibi di cui non abbiamo mai sentito parlare, organizzato direttamente con uno skipper di poche parole e ancor meno informazioni, ma consigliato da una conoscente, con un socio ancora più laconico di lui, che abbiamo già pagato per metà senza vedere alcuna ricevuta, ma solo uno stringato “tutto a posto, ci vediamo qua”.

Non ci è ben chiaro dove e come arriveremo dove lui dice, anche perché non lo dice con esattezza, rimaniamo con un vago “più a sud” ma quello che ci è chiaro per il momento è che abbiamo dovuto disdire l’hotel che avevamo prenotato per la prima notte perché due giorni fa ci ha comunicato che è disponibile a farci salire in barca un giorno prima della partenza ufficiale con solo un contributo spese per la boa, ma che si farà trovare più a sud rispetto alla località indicata nella brochure pubblicata su Facebook. Molto più a sud. Anzi che fino a Rodney Bay, dove avevamo intenzione di soggiornare perché la brochure che ci aveva inviato diceva che saremmo partiti da lì, non ha proprio intenzione di arrivarci né un giorno né l’altro per cui non ha senso arrivarci neanche per noi, ma ha un tassista di fiducia che per “solo” 65 dollari (dopo contrattazione) ci viene a prendere all'aeroporto.

Meno male, anche se un po’ caro, almeno questo significa che dovremmo arrivare a destinazione e soprattutto che questa vacanza esiste anche senza molte informazioni e molte ricevute fiscali. O almeno lo speriamo. Inutile dire che non abbiamo idea di cosa significhi “contributo per la boa”, né tanto meno avevamo mai associato prima la parola “boa” all'attracco di un catamarano, ma almeno all'hotel non hanno fatto storie per la disdetta, qualche certezza è sempre meglio di nessuna.

Con poche idee e confuse, ma fiduciosi che una volta partiti tutte le tessere del puzzle andranno al loro posto - la nostra meta è pur sempre i Caraibi in cui migliaia di turisti si riversano ogni anno e ci sarà pure un posticino anche per noi - partiamo impazienti e arriviamo a Bologna con largo anticipo. Un vecchio amico incontrato per caso, ci intrattiene con i suoi racconti di viaggio che già ci proiettano là.

Decollo in perfetto orario alle 18.35 con British, mi chiedono 4 sterline per un tè: glielo lascio, mi sembra un tantino esagerato. All'arrivo ad Heatrow il servizio è efficientissimo: le valigie arrivano prima di noi, all’uscita chiediamo indicazioni per trovare il desk della National Espress (ce l’avevamo davanti agli occhi), dove ci fanno immediatamente il biglietto per arrivare a Gatwich. La fermata del bus è subito fuori dalla porta, attendiamo giusto qualche minuto e arriva, il conducente scende per caricare le valigie, controlla il biglietto e ci fa salire, posti in prima file. Tempo totale dell’operazione 5 minuti: ecco perché adoro l’Inghilterra, perché TUTTO funziona SEMPRE senza dover faticare. In un ora siamo al Terminal Nord dell’aeroporto di Gatwich, camminiamo un po’ ma solo perché il posto è grande, le indicazioni sono chiare. Entriamo e troviamo l’hotel prenotato per la notte che è accessibile dall’interno del terminal, quindi andiamo tranquilli a mangiare qualcosa e….scopriamo che al terminal nord non si mangia, ci sono un paio di pub ma dopo una certa ora si può solo bere….ci sono locali per mangiare al terminal sud. Ora, non ci sembra il caso di prendere il treno per andare al terminal sud per questo, quindi ci accontentiamo di un panino confezionato al Costa Caffè. Andiamo in albergo e prendiamo possesso della nostra camera, bella e spaziosa, con vista parcheggio ma silenziosissima. Doccia e nanna. Abbiamo un po’ di confusione con l’orario, i nostri cellulari fanno orari diversi e non sappiamo se sia dovuto all’ora legale o meno. La seconda domanda è: ma perché abbiamo prenotato un hotel al terminal nord se domattina dobbiamo partire dal terminal sud? Non abbiamo pensato a verificare prima il terminal di partenza. Pazienza, ci muoveremo 10 minuti prima, al piano sotto all’hotel c’è la stazione con il treno che fa continuamente la spola e in 3 minuti ci porterà gratuitamente. Adoro l’Inghilterra!

Venerdì 26 gennaio – Londra/Saint Lucia

Venerdì alle 7 (orario giusto), suona la sveglia, ci prepariamo velocemente e andiamo a fare un ottima colazione inglese, che amo, facciamo check-out all’hotel e usciamo, varchiamo una seconda parta dallo stesso atrio su cui si affaccia l’hotel e siamo direttamente dentro la stazione per prendere il treno che nei promessi tre minuti ci porta al terminal sud dove sbrighiamo le veloci formalità di imbarco utilizzando il check in automatico che fa recapitare una mail per il codice identificativo dei bagagli. Praticamente manovalanza gratuita, ma efficiente. Affrontiamo un tranquillo volo di 8 ore e finalmente sbarchiamo al caldo, ci saranno una trentina di gradi e dopo il freddo inverno lasciato alle spalle è veramente piacevole!

All’aeroporto di Saint Lucia ci si muove a piedi, è piccolo e percorriamo il percorso pedonale coperto da una pensilina per riparare dal sole, all’interno dopo un po’ di fila all’immigrazione abbiamo qualche difficoltà a farci capire perché non ci aspettiamo che ci chiedano così tante informazioni: il nome della barca, il nome del capitano, in che porto saliremo….scartabelliamo un po’ tra i nostri documenti e alla fine ce la facciamo, quindi andiamo a ritirare i bagagli che ancora una volta sono arrivati prima di noi e usciamo alla ricerca del nostro tassista, che si rivela essere una donnetta piccola e tonda che ride sempre

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