Le 5 isole assolutamente da non perdere in Grecia

Quando si parla di Isole Greche, c’è sempre l’imbarazzo della scelta. Come Travel Advisor vi porterò alla scoperta di 5 isole magiche. Alcune già note, ma che tanto ancora hanno da offrire, ed altre tuttavia poco conosciute e selvagge

 

Quando si parla di Isole Greche, c’è sempre l’imbarazzo della scelta. Come Travel Advisor vi porterò alla scoperta di 5 isole magiche. Alcune già note, ma che tanto ancora hanno da offrire, ed altre tuttavia poco conosciute e selvagge.Tutti conoscono il paesaggio irreale della caldera, le case bianche, le cupole blu cielo, il tramonto visto da Oia.

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Ma Santorini ha anche un volto autentico, fatto di villaggi rurali,campagna e baie defilate. Celebre per la vista del tramonto sulla caldera, una “ cerimonia” a cui partecipano centinaia di persone, ammassate sulle terrazze dei caffè. Ma altrove la magnificenza del tramonto è ancora uno spettacolo per pochi: basta avventurarsi sulla scogliera che porta al faro di Akrotiri, all’estremo sudovest, difficile sfuggire al fascino magnetico dell’antico vulcano collassato nell’Egeo 3500 anni fa.

Se da un lato la caldera incanta, sicuramente l’isola può svelare la parte più autentica nell’interno. Da Oia si può raggiungere il villaggio di Finikia, di origine medievale, con le sue abitazioni parzialmente scavate nella roccia. Altri paesi più tradizionali e scenografici si trovano a sud come Pyrgos, posto in cima ad una collina, tra i vicoli spuntano cupole di chiese bizantine, la vicina Megalochori, circondata dai vigneti ha una deliziosa piazzetta dove il tempo sembra essersi fermato agli anni cinquanta. Caratteristico è Exo Gonia, minuscolo borgo fra le viti, dove si gira solo a piedi. Menzione speciale anche per le spiagge. A sud ovest troviamo la Red Beach così chiamata per il colore della sua sabbia, si raggiunge a piedi dopo un breve sentiero; Per gli intenditori ci sono lidi meno conosciuti.

Se ne sta solitaria al largo del golfo di Laconia, a sud del Peloponneso, l’isola contesa tra il mar Ionio e l’Egeo, Kythira, detta Citeria dai poeti e battezzata Cerigo dai Veneziani, forse per l’abbondanza di c’era d’api e miele che qui si producono.

Un’isola insolita, con un paesaggio aspro,roccioso lungo la costa mentre diventa più rigoglioso e verde nelle valli dove troviamo ulivi e viti. Sfodera una Chora, il capoluogo, arrampicata ai piedi di una rocca sulla quale troneggia il kastro veneziano. Quello che seduce è che qui gli estremi si stemperano, a partire dal turismo, arrivato con moderazione senza stravolgere il ritmo dei 3000 abitanti. Se si sale di quota capita di imbattersi in un singolare fiore giallo acceso: è l’elicriso, detto “semprevivo” per la straordinaria proprietà di non appassire. Vale sicuramente la pena soffermarsi in un Kaferion ( tipico caffè greco) magari per assaggiare un bicchierino di fatourada, il liquore locale aromatizzato con cannella e chiodi di garofano. L’isola è disseminata di villaggi, da quelli marinari come Aghia Pelaghia, porto dove approdano i traghetti, a quelli dell’interno come Livadi, annidato in una valle tappezzata da uliveti e vigne. Una menzione anche per le spiagge, tra le più belle quella di Chalkos che alterna, ciottoli a strisce di sabbia.

Spostandosi più a nord, giungiamo nella più atipica isola delle Cicladi: Andros. E’ la più settentrionale, con un entroterra verdeggiante, una Chora ricca di palazzi neoclassici e distese di sabbia amate dagli abitanti della capitale. La Chora si allunga morbida e bianca su un promontorio roccioso che galleggia nel blu. Anche se la terraferma è a sole due ore, quest’isola rimane un segreto ben custodito, con i suoi borghi tradizionali, le lunghe spiagge accarezzate dal vento e l’entroterra insolitamente verde, grazie alla presenza di corsi e sorgenti d’acqua.

La capitale turistica è Batsi, ma tranquilli, le alternative non mancano e se volete un po’ più di tranquillità basterà spostarsi nella Chora sul versante opposto. La cittadina è deliziosamente tranquilla di giorno e piacevolmente animata nelle sere d’estate. Il cuore del borgo è la piccola e graziosa piazza Kairi, con i tavolini all’ombra dei platani. La spiaggia urbana della Chora è Nimborio, con taverne e locali; subito a nord troviamo Ghialia, di sabbia e ciottoli e Piso Ghialia, a cui si accede per una lunga scalinata.

A metà tra Milos e Santorini, il tempo scorre a un’altra velocità: tra spiagge da raggiungere a piedi o in barca e serate da passare al tavolo di una taverna, con una caraffa di retsina ghiacciato. Ci troviamo a Folegandros, nessuno va’ di fretta in quest’isola che ha tre villaggi e un’unica strada asfaltata. Distesa su una rupe scoscesa, la Chora è una delle più scenografiche delle Cicladi. Le croci delle chiese ortodosse si innalzano dalle cupolo mentre cascate di bouganville affrescano di viola e fucsia i muri del Kastro medievale.

Poco più in alto la chiesa della Panaghia, da conquistare salendo una scalinata a zigzag. Piazza Kontarini è il centro della Chora, con le sue taverne dalle sedie di legno e paglia. Mulattiere panoramiche permettono di raggiungere le insenature più spettacolari come Katergo e Livadaki. Autentica e intima,antica e contemporanea, al tramonto è facile farsi inebriare da copiose quantità di retsina, il vino resinato greco da bere rigorosamente ghiacciato, tra le numerose taverne e i caratteristici caffè.

Con 16 km quadrati e 700 abitanti, Lipsi è uno spicchio di Grecia rimasto fuori dai flussi turistici. Punta ad attirare un turismo sostenibile, fatto di mare splendido, relax e buon vino. L’isola è talmente piccola che conviene arrivarci senza mezzo. Per chi ama camminare, può girovagare a piedi tra spiagge e paesini, Atmosfere selvagge su spiagge sempre diverse, si passa dalla spiaggia sabbiosa con mare cristallino di Platis Ghialos, a Chochlakura, rinomata per la sua ghiaia bianca, per arrivare sulla punta orientale dove si trova kamaris, pura roccia e mare da sogno. Per una giornata al mare con qualche comfort in più la meta è Lientou, a un chilometro dal paese principale. Mare e vino (qui potrete bere il Fokiano, un vino rosso di antichissima tradizione, esportato fino agli anni cinquanta anche in italia) sono elementi fondamentali dell’identità di Lipsi.

Di Piero Follacchio Travel Advisor Wanderoo

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