La crisi e la voglia dei greci di risorgere

Patrizio ci racconta la dimensione reale (vacanziera e non) del Paese. Che, nonostante il disastro economico e sociale, non molla e lotta

 

Qualche settimana (maggio) fa ho avuto occasione di andare a fare un giro in Grecia, per girare un servizio televisivo. Come sempre capita in queste occasioni, da una parte ci si gode un po’ meno il sapore turistico in senso stretto, ma in compenso si viene in contatto per forza con tante persone e molte realtà diverse. Quindi – con tutti i limiti del caso – si riesce a penetrare un poco di più nella realtà. E devo dire che quello che ho visto e sentito mi ha sorpreso. Quando c’ero stato, qualche anno fa, in barca con Syusy, sulle tracce dei Popoli del Mare e delle vestigia archeologiche, la Grecia m’era apparsa squisitamente... mediterranea. Cioè un Paese rilassato, ben assestato sulla sua ricchezza storica e turistica, con una buona qualità di vita, adagiato sulle proprie tradizioni e cullato dalla bellezza del proprio territorio, e ben conscio della ricchezza del suo patrimonio storico. Ma innanzitutto era piena stagione estivo-turistica, ed era la Grecia spensierata che (lo si sarebbe saputo dopo) stava accumulando allegramente il suo debito pubblico (come e forse più di noi). Ora ho visitato una Grecia fuori-stagione turistica, quindi più reale. E soprattutto un Paese in piena crisi economica. E infatti non ho certo respirato un’atmosfera “spensierata” (a parte qualche strada turistica della Plaka, il quartiere ai bordi del Partenone). Ma non posso dire di aver trovato nemmeno un’aria di disperazione: piuttosto ho avuto l’impressione di una reazione composta e molto determinata. Ho trovato gente preoccupata, magari incazzata, si può dire in tensione, ma m’è sembrata (col beneficio d’inventario) una tensione molto positiva. Devo dirlo? Lo dico: molto meglio che da noi...

ORIGINI E CONSEGUENZE DELLA CRISI

Non si può, oggi, andare in Grecia senza rendersi conto dei numeri della catastrofe economica, senza saperne nulla. La crisi greca scoppia alla fine del 2009, quando qualcuno “scopre” che il debito è il 200% del PIL. La Grecia rischia di fallire e allora la cosiddetta Troika (Fondo Monetario Internazionale, Unione Europea e Banca Centrale Europea) per concedere dei prestiti impongono delle misure straordinarie di austerità (misure secondo molti praticamente insopportabili). Qualcuno commenta che i soldi vanno allo Stato perché a sua volta li versi alle banche (soprattutto tedesche). Fatto sta che vengono messi in mobilità prima 30mila e poi altri 15mila dipendenti pubblici. I consumi al dettaglio diminuiscono del 15%, per cui tutta l’economia ne risente. Viene bruciato il 25% del famoso PIL. I greci perdono il 40% del loro reddito e un milione di posti di lavoro. La disoccupazione è oggi al 27%, quella giovanile al 65%. Per darvi un’idea: la nostra disoccupazione è al 13%, quella giovanile al 41%. L’Unicef certifica che oggi in Grecia il 27% dei bambini vive sotto la soglia della povertà. E a proposito di rischio-povertà: in Grecia è a rischio il 35% della popolazione (in Italia siamo lì: il 30%). Tanto per tenere i greci di buonumore, tra le altre cose l’Europa spinge perché in Grecia sia commercializzato il latte definito “fresco” anche vecchio di 10 giorni, cosicché anche un prodotto che viene da lontano, dall’estero, possa far concorrenza al latte locale. Nei supermercati si possono vendere anche prodotti scaduti, purché scontati (tanto per dare l’idea di povertà).

LA MAMMA & LA TERRA

Eppure l’impressione è che nessuno abbia mollato. Mentre ero ad Atene, è passata in Piazza Syntagma l’ennesima manifestazione contro il Governo di Antonio Samaras, una sorta del nostro Governo di larghe intese. Ma tutto funziona, almeno apparentemente. Funziona il traffico, funzionano le navi e i traghetti, funziona l’aeroporto, funziona il commercio. Sembra quasi che i greci in realtà – nonostante i contrasti e le accuse contro la Merkel e le banche – abbiamo preso molto dai tedeschi: vanno avanti con grande, apparente ed ostinata efficienza. Parlando con qualche conoscente, mi dicono che la rabbia sia tanta, qualcuno si è fatto prendere dalla depressione (come da noi), ma non si è caduti nella disillusione cinica e nell’autolesionismo (tipico dell’Italia di oggi), anzi. Il segreto di questa reazione sta nella composizione sociale e anche economica della Grecia. Innanzitutto ha retto bene la solidarietà famigliare. Nei quartieri residenziali, dove una volta abitava una media borghesia, sono tanti quelli che hanno dovuto rinunciare a una casa “da benestanti” e che poi hanno trovato un tetto (e un piatto di suvlaki) dalla mamma o dai nonni. E questo in parte succede in effetti anche dalle nostre parti (anzi, qualcuno non si è mai potuto muovere da casa dei genitori). Poi c’è l’economia greca, che ha sempre mantenuto una sua base contadina, locale, legata al territorio. E che quindi ha rappresentato una base abbastanza solida, assieme ai proventi del turismo. E a proposito di turismo (siamo qui per parlare di questo), la Grecia resta una delle mete più belle del mondo..

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Commenti
  1. Mileno Spinadin
    , 29/11/2014 08:53
    Dimenticavo,in Grecia vi è la cultura dell'anziano e del bambino,cioè hanno la massima attenzione per le persone anziane e per i bambini,ai quali insegnano già da piccoli il rispetto per gli anziani. Assai spesso quando uscivo a far delle spese,lungo la strada era tutt'uno " iassu paidià" che in dimotikò (greco parlato dal popolo) significa ciao bambini,perché tutti i piccoli che stavano andando a scuola mi salutavano "iassu papù" cioè ciao nonno.E questa è una bella cosa che da noi non esiste praticamente.
  2. Mileno Spinadin
    , 28/11/2014 16:21
    Bella descrizione della Grecia;io che ho iniziato ad andarci nel 1970,epoca dei colonnelli,e ci sono sempre stato circa 40 gg.ogni settembre fino al 2011 (poi si è infermata mia moglie)posso dire che ha fatta un magnifico reportage del suo viaggio. Spesso venivano con noi amici che volevano visitare la Grecia con calma e vedere i più bei siti archeologici. Ricordo che un giorno una amica mi disse,alla tomba degli Atridi,di chi è? io risposi la mia tomba di famiglia (era la settima/ottava volta che ci andavo) Bellissimo è il Peloponneso<.la penisola ad est ha una bellissima griotta che si percorre in barchetta (gotta di Dirou).La vita è come l'ha descritta lei,secondo stagione. La penisola ad est è ricca di uliveti e di agrumeti (due stagioni per le arance),la zona a metà,un borgo chiamato dalla gente "skilo kori,prché è pieno di cani randagi,ha una produzione limitata di eccellente olio di oliva. Kalamata tra le due penisole est è famosa per le sue olive.La penisola ad W ci fa visitare Methoni,che nel 1953 subì un forte siama che distrusse quasi tutte le vecchie case veneziane.Insomma i greci,pur nelle ristrettezze attuali sanno prenderla con filosofia. Nell'Argolide vi è grande produzione di mele che vanno in gran parte verso l'Olanda.Nel 2008 sono stato,dopo 16 anni di assenza,a Leros e Kos con amici che volevano sapere dell'epoca di guerra e li ho messi in contatto con gente anziana che aveva vissuto il periodo. Persone in pensione trovano lavoro come colf per tirare avanti,però la vita per noi,in Grecia,specie nei borghi,è molto meno costosa che da noi.Ik mare da possibilità a pescatori dilettanti di provvedere al cibo gratuito! perchè è pescoso e l'acqua è con inquinamento bassissimo (a suo tempo ho prelevati campioni per l'analisi) .Non mi dilungo altro,se no mi ci vorrebbero cento pagine) Comunque bellissima e reale la sua descrizione,glielo dico sinceramente;purtroppo io,oltre le 90 primavere,non posso più muovermi con tranquillità. Cordialità M.S.
  3. artemisia59
    , 28/11/2014 16:21
    Completamente d'accordo con le considerazioni di Patrizio, riguardo il modo "greco" di affrontare la crisi. Sono anche contenta che in questo articolo si parli del territorio più interno, per me la vera anima della Grecia. Non esistono solo le incantevoli isole, che tutto sommato sono quasi un mondo a parte, anche rispetto le problematiche economiche. Aiutiamola, questa Grecia, con un turismo pero' rispettoso di un mare tra i più belli al mondo, e un patrimonio archeologico da salvaguardare.

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