Tra Tsipouro e birra FIX

Salonicco e la Macedonia, un viaggio nato a caso e dettato dal caso

Diario letto 6526 volte

  • di sintoman
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Le vacanze fuori stagione sono le migliori, purtroppo come spesso accade a molti viaggiatori gli impegni della vita costringono a muoversi tutti in branco, in un esodo stagionale con ritorno già incluso, l’Odissea del turista dipendente. Non potendo rivoluzionare il sistema delle ferie bisogna far calzare la vacanza alle proprie necessità: date, soldi e trasporti. Nelle grandi città europee la Pasqua spesso si trasforma in un parcheggio per “turisti fast-food” e spesso mi sono ritrovato io stesso in questa parte: cercare di cogliere il più possibile di un posto nel minor tempo possibile. La vacanza diviene così una raccolta di diapositive da scorrere rapide coi colleghi, con i parenti o gli amici.

TA-TLAC. “Questo sono io sotto la Torre Eiffel”. TA-TLAC. “Guarda che bello il tramonto sul Bosforo”. TA-TLAC. “Che coda ho fatto qui, è il Prado. Bellissimo, ci siete stati?”. TA-TLAC. Questa volta no, non poteva esser così. Il budget per il viaggio? Minimo. D’accordo guardiamo tutti i voli che partono dall’Italia nelle date concessemi per Pasqua. Ed è questo che ci ha portato a Salonicco. Molte guide sconsigliano la visita della città, troppo diversa dalle isole con casette bianche e tetti blu. La Pasqua ortodossa era già passata da un mese, la città in quel periodo non ha nessun evento particolare. In un posto così il turista è solo di passaggio per visitare altro, ciò era perfetto: il punto di passaggio sarebbe stato il nostro fulcro. Nessuno ci avrebbe aspettato, saremmo stati un’incognita vagante.

Volo Ryanair da Bergamo, arrivo all’aeroporto di Salonicco. Piove. Eh, quando Pasqua cade a marzo si è anche preparati a quest’eventualità. Appena usciti il noleggiatore ci aspettava col nostro bolide, una Kia Picanto. Estraiamo dalla valigia il navigatore e via alla volta dell’hotel, ma non è tutto così semplice. L’hotel in cui alloggiamo, il Nea Metropolis, si trova in centro; il foglio di prenotazione dice Sigrou 22, il navigatore no. Cartina alla mano si comincia a cercare la via.

“Signomi kure, pou einai to xenodoceio Nea Mhtropoliς?” (greco maccheronico per chiedere ove fosse l’hotel).

Giriamo a caso, quand’ecco che tugcanw, ovvero mi trovo per caso di fronte all’hotel. A questo punto parole indicibili escono dalle nostre bocche, il navigatore traslitterava diversamente il nome della via: Συγγρού 22 diventava giustamente Syngrou… L’hotel oltre ad essere molto economico, era davvero suggestivo. Era un vecchio hotel di pregio che accusava gli anni, era splendido. Lo staff gentilissimo e simpatico, la camera enorme. L’unico neo era il bagno, ma non si discostava dalle foto viste in internet e comunque la pulizia era impeccabile.

Pranzo coi famosi Pita gyros e poi via! Ci dirigiamo a Sarti, in Calcidica e più precisamente nella penisola di Sithonia. Il tragitto è suggestivo appena abbandonata l’autostrada si è immersi nella Grecia, che in primavera è esageratamente verde, mi ricorderò sempre una sosta quasi inchiodando su una piazzola per vedere il Golfo di Kassandra, tra pini che spaziavano di verde in verde, il grigio delle rocce, il blu del mare e il cielo plumbeo. Era un accostamento forte, sublime. Ridestati dal momento riprendiamo la nostra strada curva dopo curva. Raggiunta Sarti parcheggiamo sul lungomare il nostro bolide, ci liberiamo delle scarpe e ci perdiamo in una corsa sulla sabbia. Sì, siamo in Grecia. La spiaggia, come tutto il paese, molto probabilmente subisce un selvaggio e snaturante turismo estivo, ma a marzo aveva un fascino tutto suo. Dei pescatori greci e noi, il mare e il monte Athos davanti a noi che sparisce tra le nuvole. La sera si avvicina, un bel caffè greco in un bar del centro e poi via, avevamo deciso di mangiare a Salonicco o meglio nella città alta, dove sapevamo trovarsi uno ristorantino speciale, l’Ouzeri to Yenti in Odos Papareska 13. Questo locale l’avevamo scoperto l’estate prima per puro caso, rivederlo fuori stagione è stata una sorpresa. Salonicco d’estate è una città vuota; nessuno per strada, negozi chiusi e turisti che si ammassano negli stessi posti, addirittura i suoi abitanti emigrano verso le località balneari, invece fuori stagione i turisti vengono sostituiti dai locali che comunque popolano le vie dello shopping, i locali ed i musei. E così anche la nostra ouzeri si era riempita: c’erano gran tavolate che mangiavano da piatti comuni e bevevano il buon vino della Macedonia

  • 6526 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Ilaria Squarise
    , 12/9/2013 12:29
    Che peccato perdersi ogni tanto certe avventure per colpa di lavoro, budget, impegni..
    La Grecia è meravigliosa e l'ospitalità che vi si incontra non ha rivali. Mio caro, questo racconto fa venire l'aquolina in bocca. Bisognerà risolvere il problema cominciando a spulciare i le offerte sui voli ;)
    Intanto, complimenti.

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social