Lefkada: sapori semplici per forti emozioni

Grecia, Isola di Lefkada, 14-28 agosto 2004 14 agosto, giorno di partenza Sveglia all'alba per il rush finale dei preparativi: giù i sedili della macchina, valigie e cane scaraventati dentro (in ordine sparso), chiudi il gas, spegni le luci, togli ...

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  • di Diego Semino
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Grecia, Isola di Lefkada, 14-28 agosto 2004 14 agosto, giorno di partenza Sveglia all'alba per il rush finale dei preparativi: giù i sedili della macchina, valigie e cane scaraventati dentro (in ordine sparso), chiudi il gas, spegni le luci, togli la sveglia dalla radio sennò i vicini ti rintracciano pure in Amazzonia tramite satellite per dirti di "tornare a spegnerla immediatamente che si accende alle 5 di mattina al volume che hai lasciato la sera prima per far baldoria in vista della partenza", e arrivederci casa dolce casa.

A giudicare dal bellissimo quanto improbabile discorsetto di Diego dal tema "voglio partire entro le 8!!!", mi aspettavo uno scatto iniziale da far schiumare la bocca a Schumi, MA: partenza alle 9.30 e grosse risate mie. Accendo il mio gps (apro il librone giallo con le strade e autostrade d'Italia) e filiamo tranquilli e lisci come l'olio fino ad Ancona. Il pezzo più impressionante è all'uscita dalla galleria che passa proprio in mezzo al Gran Sasso. Te lo ritrovi là fuori in tutta la sua altezza e ti passa per la testa un solo poco poetico pensiero: "speriamo non cada proprio adesso".

Andando contro ogni legge delle probabilità, Ancona si rivela piena zeppa di indicazioni stradali che ci aiutano ad entrare in porto senza nessuna difficoltà. Ci mettiamo in coda ad una fila già lunga per l'imbarco della macchina, ma manca un'ora e mezza perciò andiamo al check in per il cambio vaucher-biglietti della nave e facciamo fare un giretto bisognifero alla Lea nella speranza che sia produttivo. Macché... se la tiene buona per battezzare il ponte, la bastardina.

Alle 16.00 ci imbarchiamo e quasi quasi sfascio la faccia... ops... ridisegno i tratti facciali ad un carissimo signore greco che mi scaraventa fuori dalla macchina e ci voleva perfettamente parcheggiati, col cane e i sacchi a pelo in mano e fuori dalle balle nel giro di 20 secondi scarsi. Il tutto senza proferire parola, solo urla incomprensibilmente greche.

Grande soddisfazione mia e di Lea quando Diego gli lancia una "benedizione" molto italiano! Troviamo un posticino niente male sul ponte, che sarà la nostra camera da letto a cielo aperto per la prossima notte, e scopriamo che i nostri "vicini di camera" hanno montato una tendina igloo per stare più riparati. Idea da copiare per un prossimo viaggio sul ponte di una nave.

Ora sono le 21.30, abbiamo cenato con panini, biscotti e succo di frutta... e siamo al vento da 7 ore!! Beh, infiliamoci nei sacchi a pelo e aspettiamo di arrivare... tra altre 11!! Tutte al vento.

15 agosto, Ferragosto 2° giorno Ci svegliamo alle prime luci dell'alba senza aver dormito mai più di due ore di fila. Il vento si era un po' calmato verso le 23 per un paio d'ore, ma dopo è ripreso peggio di prima. La cosa carina è che Lea ha dormito dentro al mio sacco a pelo, perfettamente a suo agio. La giornata inizia alla grande: ho gli occhi infuocati dal vento, perdo una lente a contatto (ho il cambio in macchina, ovviamente, dove non serve a nessuno), sono di pessimo umore e vedo il mondo sotto due diversi punti di vista: uno a fuoco, l'altro no. Diego cerca di farmi rilassare, ma alla fine il suo umore fa a cazzotti col mio. Per fortuna non dura molto perché siamo quasi arrivati. Approdiamo al porto di Igoumenitsa con puntualità svizzera alle 8.30, dopo aver fatto una sauna nella stiva macchine: ci hanno fatto scendere alle auto prima del previsto nell'ansia di farci sbarcare in fretta e furia e proseguire verso Patrasso.

Da Igoumenitsa a Preveza c'è un'unica strada, tutta dritta e con poco intorno: qualche sterpo rinsecchito, un po' di terriccio franato e un sacco di edicole: delle specie di "casette" su colonnine, di varie forme e materiali, costruite ai lati della strada, con uno sportelletto contenente un lumino a olio e l'icona della Madonna, un panno per ripulirlo e fiammiferi. In alcuni abbiamo trovato anche offertine simboliche in denaro. Credo sia una specie di offerta da parte di chi si trova in viaggio per la strada, un portafortuna

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