Granada la hermosa!

Week end lungo in una delle più belle città dell'Andalusia e della Spagna nonché meta internazionale non solo per la presenza dell'Alhambra ma anche per i caratteristici quartieri dell'Albaicìn e del Sacromonte.

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  • di Tonyofitaly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 13
    Spesa: Fino a 500 euro

Ho organizzato, per la fine di marzo 2019, un soggiorno di quattro giorni a Granada, approfittando dei buoni prezzi dei voli e del mio status di “genius” su Booking, che mi permette di avere un po’ di sconto sulle prenotazioni alberghiere. Il tutto è nato a settembre passato quando le mie colleghe, sollecitandomi un nuovo fine settimana da trascorrere insieme per la primavera, hanno deciso tra quattro città (Lisbona, Porto, Granada e Madrid) dove voler soggiornare per la consueta annuale esperienza di viaggio insieme (dopo i successi di Marrakech e Siviglia): dal sondaggio, è uscita vincitrice Granada. Allora ho immediatamente prenotato sul sito della Easyjet ben dieci biglietti a/r per un equivalente a persona di € 58,50, comprensivo del posto e di una valigia da stiva per le trousses e le scarpe alla moda di tutti i passeggeri (circa 2 kg cadauno di spazio). Al gruppo si sono unite poi altre tre persone, con prenotazioni proprie, e quindi ho riservato una serie di camere presso l’Hotel Anacapri, per una spesa a persona di € 135,50 con colazione. Agli inizi dell’anno in corso, tassativa ed obbligatoria è stata la prenotazione dei biglietti per l’ingresso all’Alhambra: appena rientrato dalle ferie natalizie, ho provveduto all'acquisto (una trafila incredibile per la prenotazione!) per una spesa cadauno di € 14,50. Il grosso è stato fatto, quindi non è rimasto che partire.

23 marzo

Il raduno e la raccolta dei partecipanti avviene tra le 7.45 e le 8.15 poi, con un pullman G.T. appositamente noleggiato, ci siamo diretti a Malpensa T2, dove arriviamo esattamente due ore prima della partenza, prevista per le 12.15. Lasciato celermente il bagaglio da stiva (due valige) al check-in, affrontiamo i controlli e poi attendiamo al gate: il volo è in perfetto orario e decolla nei tempi previsti. Il viaggio è tranquillo, a bordo il morale è alto e il gruppo in fervente attesa di far visite in una delle città più belle e visitate di Spagna. All’arrivo, dopo il ritiro dei bagagli, ci dividiamo in gruppetti e raggiungiamo l’hotel Anacapri in taxi (circa 5/7€ a persona dato che la corsa cosa sui 20€), dove veniamo poi suddivisi nelle nostre stanze: tempo un’oretta scarsa di sistemazione e riposo che siamo già pronti per andar in giro. L’hotel si trova a pochi passi da plaza Isabela la Catòlica, punto nevralgico del centro città, nonché a due minuti dalla Cattedrale, da plaza Nueva e dalle stradine che conducono all’Albaicìn: a parte il prezzo, è stato scelto anche per la sua ottima posizione strategica. Comunque, dopo una breve sosta per un piccolo spuntino da La Cueva de 1900 (7€ per tapas e una serie di drinks), iniziamo le visite proprio dalla plaza, in cui troneggia la statua della famosa regina con Colombo. Saliamo per un brevissimo tratto la calle Pavaneras fino alla Statua di Yehuda ben Saul ibn Tìbon, considerato il padre dei traduttori (tramite i suoi lavori sono entrate nella nostra cultura la geometria e l’algebra), poi ci inoltriamo nella calle San Matias, dove ci fermiamo subito nella plaza de las Descalzas per ammirare il Convento di San Francesco o Casa Grande, l’esterno della Chiesa del Convento di San José de las Descalzas e la nicchia scultorea de la Casa del Gran Capitàn, decorata con motivi vegetali ed araldici. Proseguiamo lungo calle San Matìas, fermandoci a vedere i begli ingressi della Casa Palacio de los Salazar (ora sede del Museo della Stampa) e la maestosa Chiesa di San Matìas, che da’ il nome al quartiere: sbuchiamo così nella plaza Mariana Pineda, proprio alle spalle del Castillo de Bibataubìn, un edificio dall’aspetto barocco che è la sede del Consiglio Consultivo d’Andalusia. E’ ormai pomeriggio inoltrato e la passeggiata volge quasi al termine: scendiamo lungo calle de la Virgen fino alla maestosa mole della Basilica de Nuestra Senora de las Angustias (Nostra Signora dell’Addolorata), il cui interno si rivela di una bellezza unica nel suo stile barocco. Per fortuna la chiesa è aperta quindi possiamo effettuare la visita in tutta calma, ammirando la statua della Vergine, patrona di Granada, l’altare con il baldacchino in pregiato marmo e la bella croce d’argento. Usciti, raggiungiamo il Paseo adiacente, adorno di fontane come quella de las Granadas (melograno in spagnolo) e del Puente Romano, l’antico ponte che collegava con l’altra riva del Genil, uno dei due fiumi che attraversa la città. Completate le visite, prima di recarci a cena (abbiamo prenotato dall’Italia un tavolo presso un famoso ristorante granadino), ci perdiamo un po’ tra negozietti e centri commerciali: una parte di noi entra ne El Corte Inglés (la Rinascente spagnola), un’altra si accomoda da Luxury Gastro-bar, per un aperitivo a base di mojito e sangria. Alle 21 ci presentiamo da El Pescaito de Carmela, sito in calle Marqués de Gerona (nei pressi della Cattedrale), dove troviamo il tavolo pronto: le ordinazioni sono rapide ed appaiono sulla nostra tavola paellas e entradas a base di pesce, con accompagnamento di sangria e tinto blanco. Completano delle buone postres e il caffè, il tutto per poco più di 20€ cadauno

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