Diario di vita: Gran Canaria

Giovane, avventuriera e fotografa sfrenata: diario di tre mesi di vita tra cardones, mojo e dune a non finire (per la gioia di amici e parenti)

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  • di Blair
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Inverno al freddo? Non se ne parla. Quest’anno, decido, voglio passare i mesi più gelidi al sole, e proprio per questo scelgo le Isole Canarie come cornice del mio stage post-laurea all'estero. Lacrime e baci, stringo affetti ed effetti in venti chili di valigia, e parto: lo Sheraton Salobre Golf Resort sarà la mia casa e la mia famiglia da novembre fino al prossimo febbraio, ed è lì che trascorrerò sia festività natalizie che ventiduesimo compleanno.

Dopo i primi giorni di smarrito ambientamento, in cui ogni cosa è davvero nuova e la gente incredibilmente gentile, grazie agli amici-colleghi imparo a conoscere l'isola, la sua filosofia e il suo stile di vita, completamente diversi rispetto a quelli delle mie colline piacentine. A svegliarmi non è più la brezza delle foglie d’acero, ma la vista dei buggy tra le palme, guidati dai mattinieri dei golf; la sera non ci sono più libri e tv, ma passeggiate a strapiombo sul mare e lunghe chiamate via Skype. Quando il bancone della reception non reclama la mia presenza, e la mia testa non esplode fra problemi a cinque stelle strillati in mille lingue diverse, mi avventuro fra le bellezze dell’isola, proprio come una vera turista (quasi) per caso.

Ogni paese a Gran Canaria è piccolissimo, sviscerabile in mezza giornata, mentre i trasferimenti in pullman (per chi, come me, non possiede o non desidera noleggiare una macchina) richiedono più tempo e scienza: gli orari riportati su internet non sono mai quelli delle singole fermate, bensì calcolati sul capolinea, rendendo quindi necessario di volta in volta fare una stima dei minuti di partenza e arrivo, in base alle mappe e al proprio istinto.

Il mio primo giorno di libertà è dedicato all’esplorazione di Mogán, che col suo porticciolo raccolto e le viuzze drappeggiate di buganvillee costituisce una delle destinazioni preferite sia da abitanti che da vacanzieri. Vago a zonzo, mi godo la vista dell’immensa distesa oceanica dall’alto del mirador e compro gioielli e souvenir in pietra lavica, una delle tipicità di questa isola vulcanica. Proprio a causa di questa sua origine, il colore della sabbia a Gran Canaria si mantiene sempre su sfumature d’ocra, e di conseguenza il mare non colpisce per limpidezza, pur essendo uno fra i più puliti del mondo. Per i nostalgici delle tinte coralline diventa quindi d’obbligo la tappa ad Anfi, raggiungibile a piedi dalla fermata di Patalavaca, che con la sua distesa di granelli bianchi artificiali fa risaltare benissimo la trasparenza delle acque che la lambiscono. Una cosa che imparo dopo qualche settimana di permanenza è che, nonostante le sue modeste dimensioni, l’isola ha di tutto: lunghe dune del deserto e baie ristrette; oceano blu scuro e acque turchesi; colline bruciate dal sole e montagne rigogliose; calore intenso in spiaggia e freddo sferzante alle altitudini più elevate.

Nel tempo, mi passano a trovare la sorella e il fidanzato, felici di poter indossare il costume da bagno per l'Epifania, ma impressionati dalla Kalima, la tempesta di vento e sabbia che quest'anno si è imbattuta impietosa sulla spiaggia, rendendola semi-impraticabile per svariati giorni. Tuttavia, Sara non dimenticherà mai i canti che tutti i ristoratori di Meloneras le hanno dedicato in occasione del suo compleanno, e a Guido (nonostante la pessima memoria) sicuramente rimarranno impressi i chilometri di scivoloni sulle famose dune di Maspalomas che ci siamo fatti insieme. Per tutti noi, i colori del cielo visti a Gran Canaria sono e rimarranno i più sensazionali che abbiano mai colpito le nostre pupille nella serie dei nostri grandi viaggi, e notiamo che il golf è decisamente lo sport più apprezzato sull’isola, dove ampi spazi vengono riservati a campi per grandi e piccini, esperti e principianti. Decisamente meno importanza invece viene data al cibo, che non offre niente di speciale e, ahimè, fa avvertire in modo acuto la mancanza del mio Bel Paese. Nonostante questo, mi innamoro dei pimientos padrón (peperoncini verdi al sale), dei gamberetti all'aglio e del ron miel (il liquore tipico dell'isola, ovvero rum al miele, che avrò il piacere di provare declinato in una miriade di varianti presso la ronería di Arehucas, piccola, ma pur sempre la più grande di Europa); reprimo presto la mia avversione iniziale per il mojo (la salsa all'aglio, verde/rossa, in cui a tutti i Canari piace intingere le piccole patate lesse tradizionali dell'isola, da mangiare rigorosamente con la buccia) e divento cliente affezionata de El Churrasco e Las Rías, i due locali, rispettivamente di carne e pesce, che con la loro eleganza illuminano dall’alto la passeggiata di Meloneras e con la loro qualità riescono immancabilmente a soddisfare ogni palato. Stringo inoltre amicizia col gestore della deliziosa griglieria El Asador di Puerto Rico, parlo con tantissimi italiani che qui hanno deciso di aprire un’attività o semplicemente di svernare (bergamaschi, veneziani, romani, friulani e persino sardi), e mi diverto al centro commerciale Yumbo di Playa del Inglés, celebre ritrovo gay dove ogni sera è festa, a suon di disco e cabaret. La vita notturna al sud non è particolarmente accesa: i locali sono tanti e diversificati, quasi tutti a ingresso gratuito e aperti ogni giorno, ma concentrati in pochi agglomerati decisamente poco chic, perlopiù centri commerciali (il Plaza col Pacha di Gran Canaria è di sicuro il più famoso e frequentato). Per questo è consigliabile spostarsi qualche volta al nord, nella capitale Las Palmas, a camminare sulla Playa de las Canteras, fare shopping e immergersi nel flusso dei party vacanzieri che culminano ogni giovedì sera con la ruta de los pinchos, quando i bar del bellissimo quartiere storico di Triana offrono stuzzichini e bicchieri di birra e vino a prezzi veramente stracciati. Così, fermandosi di volta in volta nell’uno e nell’altro locale, si è trascinati in un vortice di apericena che dura diverse ore e permette di provare tutte le tapas, le bevande e i formaggi tanto amati dai Canari. Per chi invece fosse in cerca di atmosfere più distese e stilose, è preferibile una serata a bordo piscina sulla terrazza dell’hotel Gloria Palace di Playa Amadores, spiaggia nella quale è piacevole soffermarsi anche di giorno per godersi il sole e fare uno splendido bagno

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Commenti
  1. Wrangler Dave
    , 20/7/2016 13:30
    Vorrei aggiungere la Compagnia del Biscotto " Compañía de la Galleta " sono nella zona più elegante dell'isola di Gran Canaria , in Meloneras e fanno biscotti artigianali con sapori tropicali in scatole bellissime !!Saluti allo staff!! http://companiadelagalleta.es
    https://www.facebook.com/companiadelagalleta
  2. Fiore5
    , 31/7/2015 22:29
    Ciao io a metà settembre parto per le gran canarie per fare un esperienza di viaggio da sola, vorrei stare lì per circa sei mesi. Inizialmente quale zona mi consiglieresti come primo appoggio? Non riesco a capire quanto sia realmente grande l'siola e di come girararla. Sapresti anche più o meno i costi di qualche appartamento/stanza?

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