Albania, terra bellissima ma controversa

Un giro dell'Albania, due persone, una macchina e pochi soldi: undici notti e una spesa a testa di 550 euro compresi traghetti di andata e ritorno

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  • di verotep
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

16-17 AGOSTO

Il nostro viaggio inizia da Ancona, dove prendiamo il traghetto (della Minoan, ottima scelta, nave stupenda, buon servizio) diretto a Igoumenitsa, a nord della Grecia, dove arriviamo in mattinata dopo 17 ore di navigazione. Un po’ storditi dalla notte sul passaggio ponte, cerchiamo di trovare dal porto indicazioni verso il confine con l’Albania, ma non ce ne è traccia. Così ci orientiamo con le mappe dell’I-phone (che ci hanno salvato per tutta la durata della vacanza, le mappe cartacee albanesi non sono affidabili) e arriviamo al confine interno, sulla strada che da Ioannina porta a Gjirokaster (2 ore e mezza in tutto). Qualche storia al confine, poiché la macchina non è intestata ne a me ne a Stefano, ma ci fanno passare. Assicuriamo la macchina (è obbligatorio, purtroppo però agosto è alta stagione e piuttosto dei 27€ aspettati ce ne chiedono 42), e ripartiamo verso Gjirokaster. Rimaniamo un po’ perplessi dalla guida spericolata (e questo non era niente!), veniamo fermati da due simpatici poliziotti che ci chiedono nomi e destinazione e ci lasciano andare con un ‘very good’ e arriviamo stravolti a Gjirokaster. Ci inerpichiamo in macchina al paesello alla ricerca dell’ufficio turistico (in ristrutturazione, nessun materiale utile), di una banca (dove cambiamo i soldi senza spese di commissione) e poi rimaniamo incastrati per quelle stradine pendenza 20%, ciottoli d’asfalto liscissimo, strade strette, macchine parcheggiate ovunque, gente che attraversa a caso... Stefano che è alla guida si deve riprendere, e ci fermiamo a bere una cocacola. La nostra prima spesa: 100 lek (70 centesimi) per una lattina servita al tavolo in un bar, non riusciamo a crederci. Ci rimettiamo in marcia alla ricerca dell’Hashorva Guesthouse (consigliataci da un amico): un po’ difficile da trovare nella cittadella antica, ma assolutamente consigliata, 20€ a notte per una stanza pulita e grande, frigo, bagno comune pulito e spazioso (e con il box doccia!), padroni gentilissimi. Gjirokaster è una cittadella carina, con un castello tenuto abbastanza bene da cui si gode un ottimo panorama della città e dei dintorni. Aperitivo con birra (alla spina da 0,5 150 lek, 1,1€!), formaggi e patatine a una cifra irrisoria. Per cena mangiamo piatti tipici (formaggio con peperoni e polpette di riso) in uno dei due ristoranti sulla via principale e crolliamo a letto pensando a quanto poco abbiamo speso.

18 AGOSTO

Ci muoviamo verso Saranda (1 ora e mezza), la strada è montagnosa ma bella, l’asfalto buono. Nel percorso ci fermiamo a vedere la Blue Eye Spring (Occhio Blu), una sorgente che sale da sottoterra dal nulla da cui parte un fiumiciattolo, profondissima, con svariate tonalità di blu. I visitatori più audaci si tuffano dal balconcino sopra questo buco. Vale davvero la pena, per accedere a visitare bisogna spendere 200 lek a testa (1,5€). Arriviamo poi a Saranda, l’infopoint sul lungomare ci consiglia l’albergo Palma&Arte (gestito dal signor Colombo che parla un ottimo italiano), sulla prima parallela al lungomare. Bella stanza pulita, frigo, aria condizionata, bagno privato e balcone vista mare a 30€ a notte! Pranzo veloce e nel pomeriggio ci svacchiamo sulla spiaggia di Saranda. C’è pochissima gente, pochi ombrelloni e lettini attrezzati tutti vuoti. Dato il basso costo della vita proviamo a chiedere il costo: 300 lek (2,2€) per due lettini e ombrellone a mezzo metro dal mare. Mare sassoso ma pulitissimo. La sera mangiamo ottimi spaghetti e risotto ai frutti di mare, un buon fritto misto e acqua (2000 lek in totale, 15€ per essere pieni da scoppiare)

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