Toccata e fuga in Giordania

Cinque giorni per assaporare le bellezze di Petra e Wadi Rum

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  • di Giovanna C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Fino a 500 euro

Arrivati in prossimità del Qasr al-Bint facciamo una sosta per fare uno spuntino e poi prendiamo il sentiero che conduce alla soprastante chiesa bizantina. Procediamo in direzione delle meravigliose tombe reali, scavate nella falesia rocciosa ed infine riscendiamo al sentiero principale per dirigerci verso l’uscita. Alla fine avremo percorso circa 23 km e siamo piuttosto stanchi.

Torniamo in hotel, ci facciamo una (meritata) doccia calda, andiamo a cena e stramazziamo sul letto per una lunga dormita. La costante di questo viaggio saranno appunto le sveglie all’alba e l’andare a dormire come le galline, ma consiglio di fare in questo modo perché a metà mattina nel sito arrivano i gruppi organizzati e la magia si stempera di fronte a orde di turisti con bastone da selfie o turiste con improbabili minigonne e sandaletti argentati che si arrampicano sui sentieri per fotografarsi, tutte cose viste veramente!

Il secondo giorno si ripete: sveglia alle 6, colazione e ingresso verso le 7. Ci dirigiamo lungo il sentiero principale fino al Qasr al-Bint senza fermarci troppo e imbocchiamo subito il sentiero che conduce al Monastero (al-Deir). Salita sicuramente faticosa, ma non così dura come temevamo, in circa 45 minuti siamo in cima con pochissima gente intorno e se possibile lo spettacolo è ancora più grande perché questo tempio non è così famoso come Il Tesoro… tutto intorno poi una serie di tracciati minori porta a diversi punti panoramici. Ci sediamo di fronte al Monastero e stiamo lì ammirando e bevendo dell’ottimo tè beduino aromatizzato al cardamomo. Man mano la grande spianata si anima, arriva tanta gente e noi iniziamo la discesa per ripercorrere il sentiero principale passando davanti al Teatro ed al colonnato; verso le 15.30 usciamo e alle 16 partiamo in direzione Wadi Rum.

Impiegheremo circa 2 ore arrivando ormai con il buio al parcheggio che si trova vicino al Visitor Center, dove ci sta aspettando il nostro padrone di casa per le due notti successive. Alloggiamo al Panorama Wadi Rum, un campo tendato non lussuoso, ma comunque molto confortevole, il cui valore aggiunto è proprio Hani, che ci accoglie come se fossimo a casa sua, sempre sorridente ed attento ai bisogni dei suoi ospiti.

Le tende sono in muratura e molto pulite come può essere una struttura in mezzo al deserto, nella mia c’è il bagno privato con doccia con acqua calda mentre alcune altre hanno il bagno in comune (comunque pulito).

La vita nel campo si svolge sempre uguale, colazione nella tenda comune alle 7 poi partenza per l’escursione scelta. Noi dedichiamo l’intera giornata successiva a visitare il deserto in jeep, 4 ore al mattino e 3 al pomeriggio e devo dire che è stata una scelta molto azzeccata. Se si fanno escursioni brevi, ci si trova spesso con altre jeep e molte altre persone perché le prime soste sono uguali per tutti, invece noi per la maggior parte della giornata eravamo da soli e abbiamo potuto godere al meglio gli spettacolari panorami che ci si presentano di fronte. Rocce di bellissimi colori variabili tra il giallo e il rosso, dune sabbiose sulle quali ci inerpichiamo con la jeep, sparuti arbusti rinsecchiti, ogni tanto si incontra qualche beduino con i suoi cammelli o dromedari e sembra di stare nel film su Lawrence d’Arabia; archeologo, scrittore e ufficiale dei servizi segreti di Sua Maestà britannica e paladino del nazionalismo arabo di inizio Novecento, proprio qui fissò la sua base operativa durante la Rivolta Araba del 1917/18.

Dopo avere ammirato il tramonto sulle dune che ci circondano, rientriamo al campo e ci dirigiamo alla tenda più grande dove viene offerta una cena beduina. Il sottilissimo pane beduino accompagna lo Zarb, il barbecue del deserto fatto di verdure e pollo cotti su carboni ardenti sotto la sabbia. Si chiacchiera a bassa voce sorseggiando tè aromatizzato al cardamomo, non ci sono rumori molesti né musica, solo la volta stellata a farci da soffitto… momenti davvero unici di totale libertà

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