Toccata e fuga in Giordania

Cinque giorni per assaporare le bellezze di Petra e Wadi Rum

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  • di Giovanna C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 8
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Sfruttando l’ottimo prezzo dei voli Bergamo-Aqaba con Ryanair (non altrettanto ottima con gli orari purtroppo…), abbiamo organizzato una puntatina in Giordania per visitare Petra e il parco del Wadi Rum, entrambi inseriti nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Scrivo queste poche righe per dare qualche suggerimento pratico a chi sta pensando di fare la stessa cosa.

Innanzi tutto, il viaggio è stato organizzato nella più completa autonomia, prenotando gli alloggi dall’Italia e muovendoci con auto a noleggio. Partiamo in un gruppo di 8 persone quindi noleggiamo due auto che ci costeranno a testa 42€ per i cinque giorni. Le strade sono ben tenute, bisogna solo fare attenzione ai numerosi dossi che non sono sempre ben segnalati. Entrambe le auto avevano il cambio automatico, è possibile chiedere una vettura con cambio manuale se non si è molto pratici. Lungo la strada incontriamo alcuni posti di controllo, nei quali ci viene chiesto di aprire il bagagliaio o di mostrare il passaporto, ma tutto si sbriga in pochi istanti.

Abbiamo deciso di alloggiare due notti a Wadi Musa e due notti a Wadi Rum, in modo da avere due giorni pieni per la visita di Petra e un giorno pieno per il deserto. Scelta ideale come verificheremo a posteriori.

Atterriamo mercoledì 13 novembre verso le 13 (con un’oretta di ritardo), ritiriamo le auto a noleggio e partiamo subito per Wadi Musa. Impieghiamo poco meno di due ore per raggiungere la cittadina, ci sono i cartelli stradali quindi non c’è possibilità di perdersi, nonostante la strada attraversi per km distese di sabbia delimitate da catene rocciose rosate. Un paesaggio davvero incredibile per noi che non abbiamo mai visto il deserto!

A Wadi Musa alloggiamo due notti all’hotel Esperanza Petra, una buona struttura confortevole (anche se non di lusso) che si trova a 10 minuti a piedi dall’ingresso del sito archeologico.

Prima di cena ci rechiamo alla biglietteria e acquistiamo gli ingressi per i due giorni successivi, pagando 55 Jod. Apro una piccola parentesi: leggo di gente che pensa di visitare Petra in giornata, magari arrivandoci da Aqaba per poi andarsene la sera stessa… inutile dire che in questo modo non si può godere nulla di quello che il sito offre, occorre un giorno intero come minimo, meglio due giornate come abbiamo fatto noi.

L’ingresso apre alle 6, il giorno successivo ci presentiamo alle 6.30 ed entriamo con poche altre persone. Dalla biglietteria si percorre il siq, il canyon che costituisce l'ingresso principale all'antica città di Petra. E’ una lunga camminata tutta in discesa all’andata e al ritorno (purtroppo) in salita. Lo spettacolo è unico, la gola si apre e si stringe, in alcuni punti quasi le due pareti verticali sembrano toccarsi e le arenarie che le costituiscono hanno colori incredibili che variano dal giallo al rosso al bianco al nero.

Ed infine quando allo sbocco del siq appare la facciata del El Khasneh al Faroun l’emozione sale a mille... E’ ancora presto e non c’è molta gente intorno, sulla destra c’è un sentiero che sale proprio di fronte al Tesoro, da lì si possono scattare bellissime foto, anche se occorre fare un minimo di attenzione nel salire.

Restiamo ad ammirare il panorama, cercando di imprimerci nella retina quello che abbiamo davanti e mi dico… finalmente sono qui!

Poi usciamo dalla catalessi che ci ha preso, scendiamo e riprendiamo il cammino. Abbiamo deciso nella prima giornata di dirigerci subito all’altare del sacrificio, da cui si ammira un panorama a 360°. La salita è piuttosto ardua, scalini un po’ sconnessi e un gran caldo mettono a dura prova i nostri muscoli, ma una volta in cima tutto passa. Ci riposiamo un po’ poi iniziamo la discesa, percorrendo il Wadi el Fasara che riporta alla piana sottostante. Questo sentiero non è ben segnalato quindi chiedete alla gente locale che potrà indicarvelo, non è particolarmente difficile né pericoloso, ma occorre sempre fare attenzione sia nella salita che nella discesa a dove si mettono i piedi

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