Va dove ti portano i Pokemon!

Un viaggio nel passato delle tradizioni fino alla follia tecnologica, ove ciò che credi sia impossibile diventa reale.

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  • di Romy Crystal
    pubblicato il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Immagina di poter osservare un infinito sentiero di steli verdi altissimi sopra la tua testa, ove la luce del sole filtra delicatamente, guardarti davanti e non vedere la fine … e grazie ad un piacevole venticello ascoltare un magico suono. Sei catapultato nella suggestiva foresta di bambù Bamboo Grove Sagano di Arashiyama; possiamo solo che confermare che è stata un’esperienza ultraterrena, serena e onirica. Queste piante sono considerate simboli di forza, in grado di tenere lontano gli spiriti malvagi, Infatti non è una coincidenza che nei pressi delle foreste si troviamo santuari e templi. Abbiamo la fortuna di imbatterci in un gruppo di donne con gli abiti tipici yukatae i sandali geta, e vai di scatti fotografici a raffica. Con i loro ombrellini para-sole e i guanti, ci trasmettono la loro raffinatezza sia con i vestiti tipici, che casual.

Mamma e figlio da soli in giro per una città in totale tranquillità in tarda serata, qui in Giappone si può (non lo farei mai da noi) attraversiamo un centro commerciale coperto, immenso … tanto da esserci persi, o meglio avevo perso il senso dell’orientamento, dopo un momento di panico, e qualche km a vuoto rieccoci sotto il nostro hotel. Dopo questo “choc” decidiamo di cenare in hotel con una zuppetta gelata servito da un sosia di Ghemon.

Una coppia di amici, quella mattina erano particolarmente distrutti, avevano prenotato l’esperienza di dormire presso la locanda tradizionale giapponese, dalla stile immutato nel tempo “Ryokan”… credo che per noi italiani riposare sui loro letti tradizionali (futon) cioè tatami ricoperti da coperte e cuscini, non sia positivo per la nostra schiena, tanto che durante la notte hanno chiamato un taxi e si sono fatti riportare al nostro hotel.

Dal film “Memorie di una Geisha” eccoci a fare visita al famoso Santuario shintoista Fushimi Taisha dedicato ad Inari, divinità connessa al riso e alla fertilità, ma sopratutto protettrice degli affari, infatti gli infiniti Torii rossi qui presenti, nonché portali d’accesso all’area sacra, sono stati donati da aziende giapponesi, artigiani e commercianti devoti al culto (le varie scritte pensavamo fossero preghiere o simili invece erano sponsor) la bellezza del luogo, il rosso e lo sfondo verde delle colline è impagabile, suggestione e spiritualità si percepisce. Mentre ci accingevamo ad un selfie con la macchina fotografica alle nostre spalle ecco arrivare un sacerdote, un’immagine impressa anche nella nostra mente; Oscar incuriosito si domanda perché le varie statue di volpi raffigurate con in bocca una chiave del granaio di riso portassero un bavaglino, ad oggi rimane un mistero. Proviamo anche l’emozione di pescare i fatidici bigliettini della fortuna “Omikuji”; l’oracolo scritto per mio figlio era che avrebbe avuto fortuna nella vita, ma se avessi fatto solo uno sgarbo … Il mio non me lo ricordo purtroppo!

Lungo le strade, nei parcheggi, insomma ovunque si possono trovare i distributori automatici di bibite varie, integratori, acqua di vari gusti, insomma di tutto di più … all’inizio pensavamo che fosse solo un grande business, ma durante il tour e al caldo atroce che abbiamo vissuto, abbiamo compreso la necessità di acquistare spesso bibite per dissetarci.

Si prosegue alla volta di Nara per la visita del Tempio Todaiji detto anche "Tempio del Grande Buddha" patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, culla dell’arte, della cultura e della letteratura giapponese. Eravamo stati avvisati che saremmo stati accolti da centinaia di cervi “Sika”, ormai divenuti veri e propri "abitanti della città", considerati messaggeri divini, per noi mangiatori di biscotti dallo sguardo dolce, è stato una vera sorpresa, la semplicità con cui si muovono in libertà. Ma che dire del grande Buddha di bronzo di 14 metri, imponente, maestoso da togliere il fiato, all’interno di una costruzione tutta di legno. Nonostante la sua posizione urbana, il parco è un’oasi di pace

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