Da Tokyo a Hiroshima in 10 giorni

Un viaggio alla scoperta delle mille facce del Sol Levante

  • di simosimo75
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno la scelta della vacanza va al mio compagno e lui punta al Giappone da anni. Quindi Giappone sia. Non conoscendo assolutamente nulla e non sapendo cosa aspettarmi, vado nel panico sin da subito e inizio a leggere forum sparsi qua e là sul web, fino a quando inizio a farmi una idea più precisa di cosa vedere e di cosa sia necessario fare per organizzare un viaggio in Giappone. Il periodo scelto è forzato per motivi lavorativi, andiamo a metà ottobre e , fortunatamente , schiveremo per pochi giorni uno dei tifoni più forti sull’isola da 25 anni a questa parte… speriamo che il clima sia clemente! Le mete saranno quelle classiche per un primo approccio al Giappone: Tokyo, Kyoto, Hiroshima.

Iniziamo con la prima fase dell’organizzazione: l’acquisto del biglietto aereo. Partiamo col verificare costi e modalità diversi mesi prima e alla fine optiamo per un diretto da Milano Malpensa con Alitalia. Il volo sarà interminabile ma almeno non avremo problemi di scali o altro. In poco più di 12 ore arriveremo a Tokyo Narita, l’aeroporto internazionale. Idem per il ritorno. Costo : 680 Euro a testa, un buon prezzo per un diretto. I passi successivi sono: acquisto del JRP, il pass per i treni giapponesi. Considerando la durata della vacanza, optiamo per il pass di una settimana, acquistato circa un mese prima della partenza sul sito marcotogni.it, che si rivelerà anche ottimo sito/guida per il nostro viaggio. Costo : 227 Euro a testa più spese di spedizione. Wifi portatile, fondamentale per essere sempre connessi, utilizzare social, chat ma soprattutto google maps! Lo prenotiamo su japan-rail-pass.it. Va indicato il periodo di noleggio e il luogo del ritiro e ti garantiscono una connessione veloce e illimitata. Noi scegliamo il ritiro all’aeroporto. Serve poi l’immancabile assicurazione onnicomprensiva che stipuliamo anche questa volta con Columbus.

Capitolo hotel: prima di prenotare gli alberghi è fondamentale avere una idea del percorso che si vuole seguire. Visto che il nostro aeroporto di partenza –arrivo è sempre il Narita di Tokyo, abbiamo suddiviso la nostra permanenza a Tokyo in 2 parti, trascorrendovi 3 notti nella prima parte del viaggio, spostandoci poi a Kyoto per altre 3 notti, una ad Hiroshima e di nuovo 3 notti a Tokyo. Col senno di poi, avremmo potuto benissimo evitare la notte ad Hiroshima trasformandola in semplice escursione da Kyoto, e spostare in avanti di un giorno la permanenza a Kyoto per sfruttare ancora meglio il JRP..ma con i se e con i ma…

Partiamo il 5 ottobre, di buon’ora verso Malpensa. L’aereo è alle 15.35, possiamo quindi arrivare con una discreta calma. Il volo è Alitalia, classe economica, cibo triste, ma almeno un sacco di film da vedere. Cerchiamo di riposare il più possibile durante il viaggio , anche perché l’arrivo è previsto per le 10.25 del mattino e una volta a Tokyo si deve essere già super attivi, senza incorrere nell’errore di volersi riposare. L’aeroporto internazionale di Tokyo è immenso ma l’efficienza è garantita. Recuperati i bagagli cerchiamo subito di sbrigare le pratiche turistiche: recupero del pocket wifi presso l’ufficio postale (meno male che sul sito era chiaramente indicato dove recarsi, ma abbiamo preferito chiedere una mano), recupero del JRP presso l’ufficio turistico e acquisto, sempre all’ufficio turistico, dei biglietti per il Keisei Skyliner, il mezzo più costoso ma indubbiamente più veloce per il trasferimento dall’aeroporto al centro città. Con questo biglietto abbiamo abbinato anche un biglietto3 days- all-inclusive per la metro di Tokyo (Tokyo Metro e Toei, no linea JRP). Questo ci ha permesso di non dover più pensare alla ricarica di tessere o altro. A differenza di molti altri turisti infatti, abbiamo preferito acquistare sia per Tokyo che per Kyoto i biglietti all inclusive, comprensivi di bus e metro per evitare di dover ricaricare continuamente le tessere e doverci sempre preoccupare del sufficiente credito. Il biglietto ci è costato 3500 Yen a testa. Siamo scesi a Ueno e da qui, con il nostro biglietto metro, abbiamo preso la Ginza Line per dirigerci al nostro hotel. La metro di Tokyo è un tantino complessa, con le sue 13 linee più la Yamanote Line (della JR), ma i treni sono sempre puntualissimi. Quello che più sconvolge noi italiani abituati al caos e al disordine, è l’educazione e il silenzio che regna su questi treni. Sin dall’attesa, i pendolari sono disposti su singole file ai lati dell’aperture delle porte. Sui treni, tutti indossano cuffiette per non disturbare i vicini,chi dorme, chi legge manga sullo smartphone. Al momento della discesa, tutti di nuovo in fila indiana per prendere la scala mobile, nessuno spinge, nessuno urla: il paradiso. Sin da subito diviene naturale adeguarsi a questo clima di educazione e rispetto reciproco. Quello che è veramente importante, nel viaggiare con la metro, è indovinare l’uscita corretta. In stazioni come Shinjuku, Shibuya, Tokyo, Shimbashi sbagliare uscita significa trovarsi anche a 800/1000 metri dal punto cercato. Tokyo ha una vera e propria città sotterranea: si potrebbero trascorrere ore nel sottosuolo, tra ristoranti e centri commerciali senza mai uscire all’aria aperta. Quindi, quando su google Maps cercate il percorso ottimale con la metro, individuate da subito anche l’uscita corretta e non ve ne pentirete!

Superato il trauma aeroporto/metro, arriviamo al nostro primo hotel, il b Tokyo Shimbashi, un hotel inaugurato da poco, in zona tranquilla, ma abbastanza vicino alla metro di Shimbashi. La camera è mignon ma è quello che ci si deve aspettare da una camera di hotel in Giappone: il letto matrimoniale alla francese appoggia alle pareti per 2 lati su quattro, il bagno invece è spazioso, la doccia splendida, il water è di quelli futuristici che ti aspetti in Giappone. E’ ovvio che esistono anche camere più grandi con letti matrimoniali king size, ma tutto dipende dal budget che si è disposti a spendere. Il quartiere è ancora molto caratteristico, sono pochissimi i turisti che girano per le strade, le tavole calde sono spartane e piene di gente del luogo. Proprio quello che cercavamo per un pasto veloce ed economico! Premetto che io non sono un’amante del cibo giapponese, così come inteso in Italia, non so mangiare con le bacchette, ma in Giappone me la sono cavata, ho imparato piano piano ad utilizzarle e il sushi è solo una minima parte di quello che si può trovare. Ormai è pomeriggio avanzato e ci dirigiamo verso il palazzo imperiale, senza aver fatto i conti con gli orari giapponese: qui per le 17 chiude tutto. Arriviamo in prossimità del ponte di ingresso , ormai in chiusura.. pazienza, ci rifaremo. Ci dirigiamo allora verso la Tokyo Station, struttura storica della città e da lì poi verso il Tokyo forum dove vediamo centinaia di ragazzi in fila per entrare ad un concerto pop. Fuori street food ed esibizione di gruppi musicali del luogo! Splendido! Ideale per chiudere la serata in allegria, ma ci ritiriamo presto..il fuso si fa sentire!

Il secondo giorno, ci rechiamo da subito al palazzo imperiale con la metro (stazione Otemachi) dove visiteremo il giardino. Siamo ai primi di ottobre ma fa un caldo esagerato! Ci saranno circa 30 gradi, ma è l’umidità quella che pesa di più. Terminiamo il giro del giardino, zompettando da un’ombra all’altra e per pranzo decidiamo di dirigerci verso Shibuya, dove ci attende l’incrocio più frequentato al mondo. Dalla stazione scattiamo qualche foto, omaggiamo la statua di Hachiko, e via per il Center-Gai , la via principale del quartiere, dove rimaniamo a bocca aperti per i suoni, le luci, le decine di ragazzi che vagano da un negozio all’altro. Ci addentriamo in una delle librerie manga, dove si susseguono decine e decine di scaffali con video e fumetti, un paradiso per gli appassionati. Decisamente un impatto notevole con il Giappone dalle mille luci. Mangiamo qualcosa in un fast food e prima di spostarci, approfittiamo dell’ufficio JR della stazione per attivare il JRP e prenotare i treni che ci serviranno nei giorni seguenti. Il personale è molto gentile, professionale e, incredibilmente, riusciamo a capirci perfettamente in inglese. Da Shibuya poi ci spostiamo a Akihabara, patria degli appassionati di elettronica e manga. Qui ci sono decine di palazzi interamente dedicati ad essi, con mille curiosità e ragazzi travestiti da personaggi manga che invitano alla visita. Verso sera, facciamo un salto in albergo (santa metro) e decidiamo di cenare a Rappongi, da Ippudo. Pare sia uno delle migliori catene specializzate in ramen, da provare

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