Impressioni sul Giappone, viaggiando con infant

Il nostro primo viaggio a tre, con la nostra cucciola di quattro mesi e mezzo, nella terra del Sol Levante

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  • di daniluca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Un altro luogo comune sul Giappone è che sia una meta troppo lontana. In realtà sono 12 h di volo da Londra, beh da Venezia a Patrasso sono oltre 30 h di traghetto, ma nessuno con un bimbo ti dice nulla se parti da Venezia per andare in Grecia, considerato anche che l’aereo è un mezzo più sicuro sia di auto che di traghetto ancora oggi mi chiedo perché alcuni genitori ci guardino basiti.

Ad onor del vero poi prima di partire oltre ad aver stipulato la classica polizza sanitaria senza franchigie per l’intero nucleo familiare (134€ totali), abbiamo acquistato una sim locale per 30€ che ci garantiva accesso ad internet 24h per 1 G di traffico. Per noi questa scheda è stata utilissima per le app, da noi molto usate in particolare quella dei treni, booking, google maps e soprattutto , motivo primario per cui abbiamo acquistato la sim, google traduttore, cosicché se avessimo avuto necessità di dover chiedere aiuto a personale medico per noi o nostra figlia e non avessimo avuto modo di comunicare in inglese (in Giappone l’inglese non è molto parlato) lo avremmo potuto fare in giapponese in qualsiasi momento. Si può anche fare a meno e spesso facevamo finta di non averlo per cercare di interagire con le persone del posto, però ci si è rivelato anche utile in diversi momenti. Ripeto non è basilare anche perché negli alberghi c’è sempre il wi fi, noi lo abbiamo fatto perché viaggiavamo in condizioni particolari e per noi è stata una fonte di sicurezza in più. Per cui riteniamo che si possa partire per questo paese spendendo relativamente poco ed in tutta sicurezza.

Ma in Giappone cosa c’è da vedere? Beh, ci sono città moderne costruite con la logica del capitalismo più aggressivo, templi secolari, abitazioni in legno, castelli, monti e campagne in cui la quiete regna sovrana ed il tempo sembra essersi fermato. Ci sono anche luoghi termali e spiagge ma soprattutto ci sono i Giapponesi, quel popolo misterioso che per noi occidentali è davvero difficile da capire. Basta leggere un paio di libri di occidentali che vi si sono trasferiti o che ci hanno soggiornato per capire quanto duro sia entrarci dentro. Ed oggi ecco io ne capisco il motivo. E’ stata una sfida avvincente!

Perché ci chiedevamo? Beh noi crediamo che non sia tanto la lingua o il modo di guidare, è proprio un modo di pensare completamente diverso e ricco di dicotomie. A partire dal cibo. Per noi europei ad esempio, soprattutto del sud Europa, il cibo è convivio, io ti invito a cena prima di tutto per stare con te, insieme a te e poi si mangia. Per i Giapponesi il cibo ci è sembrato più una necessità, mangio perché devo ma non condivido. Per cui quando vai nelle taverne non vedi famiglie (da noi al ristorante si va con il compagno, la famiglia gli amici ecc) ma vedi singoli individui lungo un balcone con la faccia al muro che soli mangiano, vedi che nessuno mangia un gelato per strada che non sia giapponese, per il gusto di dire assaporo ciò che vedo con il cibo. In strada non si mangia. Eppure è pieno di market che vendono cibo.

In Giappone si fa la fila per entrare nella metro o sui treni in maniera composta, c’è silenzio, i cellulari sono tutti in modalità silenziosa ma ..si siedono nelle poltrone dedicate agli anziani o infant o donne in gravidanza e col cavolo che ti cedono il posto. Poi esci fuori e vieni sommersa di carezze e coccole per la tua bimba..ma in treno o sulla metro ciò che ti spetta di diritto non ti viene dato. Forse questo rigore che da fuori pare etereo scricchiola un po’

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