Giappone, Bali, Malesia

Due settimane in Giappone, breve visita a Bali e assoluto relax alle Isole Perenthian

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  • di Marzia Paolo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Sopraffatti dal caldo decidiamo, il giorno successivo, di visitare le Alpi giapponesi e ci dirigiamo a Takayama, ma anche qui il caldo non ci ha dato tregua. Il viaggio in treno ci ha regalato dei bellissimi paesaggi. Takayama è una piccola cittadina in montagna ma che di montagna ha ben poco. Le due vie centrali sono carine, caratteristiche anche se forse ormai, questa destinazione è diventata troppo turistica.

Il giorno seguente, visitiamo il castello di Himeji. Purtroppo gran parte era in ristrutturazione e siccome era in corso un festival l’entrata era gratuita. Il castello è molto bello, in perfetto stile giapponese, ma la parte che ci è piaciuta di più è il giardino giapponese adiacente al castello. Un luogo di assoluta pace e relax, dove si possono ammirare piccole cascate, carpe giganti tutto in perfetta atmosfera Zen.

Riprendiamo il treno super veloce ed arriviamo a Hiroshima. La città è stata completamente ricostruita, solo la zona del Dome dove si trova il Memoriale e il Museo ricorda ciò che è accaduto, per il resto Hiroshima è la tipica città giapponese abbastanza anonima. Una tappa in questa città durante un viaggio in Giappone è comunque d’obbligo. Visitare il museo è molto toccante, tra l’altro noi siamo arrivati lì qualche giorno dopo il triste anniversario.

Fortunatamente Hiroshima non è solo famosa per eventi funesti ma anche per la buona cucina, qui abbiamo mangiato uno dei piatti più buoni e tipici del Giappone: Okonomiyaki…una vera delizia da provare! E qui sfatiamo il mito che in Giappone si mangia solo e sempre Sushi. La cucina giapponese è molto varia e ricca.

Il mattino seguente, prendiamo un treno ed un traghetto e raggiungiamo Mihajina, uno dei siti più visitati del Paese del Sol Levante. Mihajina è famosa per il Tori rosso in mezzo al mare. Attenzione però è meglio visitare questa località al mattino perché c’è l’alta marea e il Tori è ancora nell’acqua, al pomeriggio è circondato da melma. Qui potete gustare ostriche fresche a prezzi stracciati e passeggiare tra le vie piene di negozi che vendono souvenir.

L’indomani partiamo per Sendai la città più a nord che visiteremo. Purtroppo non avevamo abbastanza tempo per visitare l’isola di Hokkaido. Qui siamo gli unici turisti o almeno così sembra. E’ difficile trovare menu in inglese o scritte in inglese e qui ci destreggiamo a gesti! E’ una città molto giovane, i ragazzi sfoggiano pettinature cotonate all’ultima moda. I giapponesi ci hanno un po’ sorpresi per i loro gusti in materia di abbigliamento…fanno a gara per essere i più stravaganti possibili e ci riescono bene. Questa città è piena di sale giochi dove ragazzine possono, al costo di qualche Yen, modificare virtualmente il loro aspetto fisico. I ragazzi si divertono a suonare la batteria o le chitarre elettriche e gli adulti passano ore e ore nei Pachinko.

Da Sendai facciamo un’escursione a Matsushima, è famosa per la sua baia. Prendiamo una barca e visitiamo le isolette di svariate forme, ricoperte da pini. In questa zona il piatto tipico è la lingua di mucca.

Durante il viaggio di ritorno verso l’aeroporto Narita dal finestrino del treno scorgiamo il mitico Monte Fuji, l’ultimo bellissimo ricordo di un viaggio molto emozionante.

Lasciamo il Giappone stremati dal caldo, da nord a sud le temperature sono sempre rimaste costanti: intorno ai 38 gradi, ma molto soddisfatti e desiderosi di ritornarci un giorno per visitare ciò che abbiamo lasciato indietro. Ci è sembrato un paese molto vivibile, almeno per i turisti, ordinato, organizzato, pulito, corretto, moderno ma al tempo stesso ancora molto legato alle sue tradizioni. Il popolo giapponese, pur essendo molto riservato, è molto cordiale, corretto e sempre pronto a dare una mano

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