Tra Shinkantzen e Onsen: capodanno in Giappone

Itinerario: Roma, Tokyo, Ikaho Onsen, Nagano, Tokyo, Nikko, Kyoto, Osaka, KIX (Kansai Int. Airport), Roma Spese principali: 1) Volo A/R (andata su Tokyo, ritorno da Osaka): 1088,00 Euro 2) Treni: Japan Rail Pass 7 gg.: 231,00 Euro 3) Ryokan Tokyo: ...

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  • di Stefano G.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Itinerario: Roma, Tokyo, Ikaho Onsen, Nagano, Tokyo, Nikko, Kyoto, Osaka, KIX (Kansai Int. Airport), Roma Spese principali: 1) Volo A/R (andata su Tokyo, ritorno da Osaka): 1088,00 Euro 2) Treni: Japan Rail Pass 7 gg.: 231,00 Euro 3) Ryokan Tokyo: 7000 Yen/notte – circa 55,00 Euro/notte 4) Ryokan Kyoto: 4200 Yen/notte – circa 34,00 Euro/notte 5) Vitto: circa 30 Euro/giorno Giovedi, 26 dicembre – La Partenza FCO – NRT 20.55 – 17:00 (del 27/12) Partenza in serale verso il “Sol Levante. Il Boeing 747-400 della JAL è praticamente vuoto. Mi assicuro un posto al finestrino anche se in realtà tutta la fila è deserta. Volo Non-Stop Roma-Tokyo, per 11 ore e 30 di volo e una distanza di 9919 Km.

Subito dopo il decollo, sull’Argentario attraversiamo l’Italia fino ad Ancona, quindi puntiamo verso l’Istria, Vienna e Varsavia. Il volo prosegue nella notte verso Mosca e quindi la transiberiana.

Venerdì, 27 dicembre – Arrivo a Ttokyo Mi sveglio 3 ore circa prima dell’arrivo a Tokyo. Fuori è giorno. Sotto di noi una distesa bianca, di neve. Ogni tanto un corso d’acqua gelata o coperto anch’esso da un manto di neve. Passiamo sopra la città russa di Khabarovsk e quindi sul Mar del Giappone. La parte ovest del Giappone (Niigata e dintorni) è tutta innevata. A Tokyo, annunciano, ci sono 5°, a Roma, 17°.

Passate le montagne, non c’è più neve.

Atterraggio a Narita. Narita, l’aeroporto di Tokyo è diviso in 2 terminal. Come mi aspettavo, è molto moderno e trafficato. Non so se sia a causa del momento della giornata favorevole alle partenze/arrivi dal Nord-America, ma pullula di aerei di compagnie americane. Nel tempo del rullaggio verso il parcheggio vedo schierati ben 9 diversi aeroplani della United Airlines, 3 della Northwest e altri dell’American e della Continental. Insomma, circa una ventina di aerei americani, e tutti di grosse dimensioni.

Incredibile, ma dove siamo ? in un aeroporto della West Coast americana o in Asia ? In compenso, nemmeno uno europeo (è sicuramente dovuto a motivi di orario; l’Alitalia arriva a Tokyo in prima mattina; così probabilmente faranno molte altre compagnie europee).

In coda all’Immigration, mi attardo un po. Quando arrivo al nastro riconsegna bagagli, il mio zaino non c’è più. I bagagli non ritirati entro un ora dall’atterraggio dell’aereo vengono efficientemente inviati al deposito bagagli, perché si presuppone smarriti. Ma io sono stato fino ad ora in coda ?! Chiarito l’equivoco (non solo mio, relativo a quasi tutti i pochi passeggeri non giapponesi del mio volo), ritiro il bagaglio e prendo il biglietto per il pulmann.

Primo contatto con il Giappone. Atterrando c’era ancora un po di luce. Dal finestrino non si vedeva nulla di particolare; un po come atterrare in un posto qualsiasi dell’Europa. Monti, boschi verdi, un po di mare. Niente grattacieli. In lontananza il profilo di un vulcano.

Il pullman ci impiega più di un’ora per arrivare in centro. Ed i grattacieli ci sono, eccome. L’hotel è a Shingawa, di fronte alla stazione.

Alle 20:00 il quartiere è ben trafficato, pieno di gente. Fa un bel freddo. Sono elettrizzato e per niente stanco per il lungo viaggio.

Mi fermo a cenare in un ristorante specializzato in ra-men (spaghetti in brodo di carne). Un cunicolo lungo e stretto; tutti i clienti sono seduti su sgabelli intorno al bancone, dove i cuochi, in un’atmosfera vaporosa, scodellano le zuppone. In vetrina, tramite le foto esposte, ho selezionato la zuppa “C” (maiale ?, alghe ?, funghi ?). All’interno del locale, tutto è scritto in giapponese, ed io sono l’unico occidentale. Uno dei cuochi, (la cucina è tutta li, a vista), grugnisce perché mi sono seduto su uno sgabello troppo al centro. Occupo troppo spazio, nel caso arrivassero 2/3 persone che volessero mangiare vicine. Mi invita a sedermi vicino a qualcun altro per “economizzare lo spazio disponibile”. Capisce che voglio la zuppa “C”

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