Giro nell'angolo sud occidentale della Germania: il Baden-Württemberg!

Weekend lungo tra Stoccarda, Tubinga e Ulm

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  • di Libra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

“Dai ragazzi, facciamoci un weekend alternativo…”. “Beh, colleghiamoci al sito e vediamo il volo più economico.”. Detto, fatto. Bologna – Stoccarda 8/10 Marzo circa 20 euro andata e ritorno a testa! Beh, affarone! Non ci abbiamo pensato molto, click e via, prenotato. La destinazione non mi allettava molto e invece devo dire, ora che son rientrato, che è uscita anche una piacevole breve vacanzina!

Qualche giorno prima di partire abbiamo saputo che il venerdì 8 marzo, giorno della partenza, in concomitanza con la Festa della Donna, era stato proclamato uno sciopero nazionale generale, quindi voli a rischio. Cavolo, un’ansia fino a che non son entrato in aereo e ho capito che stavamo effettivamente partendo… Non era neanche per la questione economica, ma per il pensiero che ormai ci avevamo messo! Mai più idea di partire l’8 marzo! Per fortuna tutto ok, il nostro volo è partito, dopo aver fatto una coda infinita all’aeroporto, il nostro volo Laudamotion Bologna-Stoccarda prende il volo in orario. Volo perfetto, breve. Atterriamo all’aeroporto di Stoccarda in orario. Per fortuna, nonostante le previsioni risultassero non essere clementi per tutto il week end, c’è qualche nuvola ma niente pioggia. Abbiamo pagato qualche euro in più per avere il biglietto prioritario che ci permettesse quindi di salire prima in aereo e portare con sé il bagaglio. Abbiamo fatto bene, in questo modo appena atterriamo ci tiriamo dietro le nostre valigie e ci dirigiamo di corsa verso il bus 828 che ci porterà a Tubinga. Avevamo infatti deciso di visitare questa città, ma tutto sommato non ci conveniva arrivare a Stoccarda, andare in hotel, fare check in e poi ritornare in stazione per prendere treno. C’è difatti un bus (numero 828) che collega direttamente l’aeroporto di Stoccarda a Tubinga. Nel caso è possibile visualizzare e scaricare gli orari alla pagina https://www.bahn.de/regiobusstuttgart/view/angebot/buslinien/airport_sprinter.shtml . Il prezzo del ticket è di 7 euro a tratta (molto meno del treno, che ci impiega quasi lo stesso tempo). La tratta percorsa è Stuttgart-Flughafen/Messe - Echterdingen - Waldenbuch – Tübingen. Il bus si prende usciti dall’aeroporto andando a destra, in fondo. Dopo un’oretta e un quarto, attraversando colline e boschi e piccoli paesi, arriviamo all’autostazione di Tubinga, che si trova proprio di fronte la stazione dei treni. In stazione fermiamo i nostri bagagli nel deposito bagagli automatico, quindi, per soli 3 euro a giornata, ci eliminiamo il fastidio di portarci dietro in giro il bagaglio. Tubinga (in tedesco Tübingen) è una città di circa 90000 abitanti. Capitale di distretto governativo, è situata circa 35 km a sud di Stoccarda, alla confluenza dei fiumi Neckar e Ammer. Appartiene alla regione storica della Svevia. La città è sede di una famosa ed antica università, fondata nel 1477. Tra i residenti della città più del 30% è costituito da studenti (circa 25.000), dando una nota caratteristica alla vita sociale della città. Il centro storico cittadino è di rara bellezza tra le città tedesche, in quanto praticamente intatto dopo la seconda guerra mondiale. Gli edifici tipici del centro storico cittadino, spesso antichi, con inserzioni in legno, in particolar modo sulla riva del Neckar, danno l'impressione di una città uscita da una fiaba. Le origini della città vengono fatte risalire al VI-VII secolo. Le prime testimonianze della fortezza attorno alla quale si sviluppò l'insediamento risalgono al 1078 e fino al 1342 la città fu dominio dei conti del Palatinato e passò poi in quell'anno al Württemberg. Alla fine degli anni ‘90, il settimanale tedesco Der Spiegel pubblicò un sondaggio nazionale dal quale risultò che Tubinga aveva la qualità della vita più alta tra tutte le città tedesche. Passeggiando per le stradine di Tubinga ci si rende conto che è proprio una città da cartolina: ogni piazza, ogni strada, ogni palazzo o casa è talmente pittoresco, conservato e valorizzato alla perfezione che è impossibile non rimanerne folgorati. Il colore giusto, il dettaglio curato, l’abbinamento floreale perfetto: in ogni angolo qui si respira l’amore con cui questa città si presenta ai suoi abitanti, ai tanti studenti che popolano la sua amata università e ai turisti. Gran parte dell’affascinante città medievale fiorita a quel tempo sopravvive ancora oggi con le sue case a graticcio e le tortuose stradine del centro storico stretto intorno alla fortezza e alla cattedrale. Dalla stazione, dall’Europlaplatz, prendiamo la Karlstraße, girando a sinistra, e andando verso il ponte Eberhardsbrücke. Facciamo subito una pausa colazione, dolce, con un bel cappuccino. Ci fermiamo al Cafè L, sulla Karlstrasse 2. Una dolce pausa per rimetterci in sesto. Prima del ponte, sul lato destro, c’è l’Ufficio del Turismo. Dal ponte Eberhardsbrücke, sulla sinistra, scende una scalinata che conduce al Platanenallee, un lungo viale che si snoda lungo il fiume Neckar all'ombra dei platani e che offre la vista sulle case a graticcio dai colori a pastello e sulle ville abbellite da torri che sorgono sulla collina e lungo il fiume. Decidiamo però di proseguire per il centro città. Proseguiamo sulla Mühlstraße, la strada dei mulini, nome che deriva proprio dagli antichi tre mulini cittadini. Dopo aver superato la Mühlstraße ci ritroviamo su un incrocio con dei bei palazzi eleganti, molto particolari. Proseguiamo per la Am Lustnauer Tor fino ad arrivare in un angolino molto suggestivo e particolare, tra le piccole Metzgergasse e Beim Nonnenhaus. Qui c’è una costruzione molto particolare, il convento delle monache (Nonnenhaus) che risale alla seconda metà del XV secolo e che deve il suo nome alle donne che vivevano in comunità seguendo una vita simile a quella delle monache. L’edificio si distingue dagli altri per la scala esterna che si unisce, al primo piano, al balcone chiuso medievale che, posto proprio sopra il canale, fungeva da gabinetto. A partire dal 1535 qui abitò il professore di medicina di Tubinga Leonhard Fuchs. Esso piantò un giardino di erbe che gli serviva da campo sperimentale nel settore delle piante mediche. Nel XVIII secolo, la nuovamente scoperta famiglia di piante della “Fuchsia” venne designata col suo nome. In qualità di “padre della botanica”, nel 1542 pubblicò un libro sulle piante “de historia stirpium commentarii”, illustrato con oltre 500 xilografie, pubblicato nel 1543 in lingua tedesca col titolo “New Kreüterbuch” (nuovo libro sulle erbe). Il libro in pietra davanti alla casa delle monache ricorda tale opera. Procediamo poi verso la Neuegasse verso sud, andando verso la Holzmarkt (piazza del mercato del legname) che, prima del XX secolo, ospitava anche un mercato dei vasi. La piazza lunga rettangolare a nord della Collegiata (Stifskirche) è decorata dalla fontana di San Giorgio, il patrono più antico della chiesa. La Collegiata risale al 1476, quando il Conte Eberhard im Barte decise di trasferire da Sindelfingen a Tubinga il ricco Convento dei Canonici Regolari. I primi anni universitari, a causa dei fitti legami iniziali tra il Convento dei Canonici Regolari e l’Università, il coro fungeva come aula e fino alla riforma protestante come luogo di disputa e salone per festeggiare il dottorato di ricerca e altre festività. Si nota subito il tramezzo progettato nel 1490 dal maestro di Tubinga, Daniel Schürer, il quale fungeva, fino alla riforma protestante, da divisione tra coro e navata centrale, separando così il clero e i laici. Nel coro, inizialmente erano allestiti gli stalli del coro dei Canonici Regolari che oggi si trovano nelle navate laterali. Il Conte Ulrich che aveva riformato il Württemberg decise nel 1550 di trasformare il coro in un luogo di sepolcro per la sua famiglia. Si possono visitare i 14 monumenti sepolcrali in pietra dei duchi del Württemberg nonché dei loro familiari deceduti fino al 1593. Sotto il tramezzo si può vedere il polittico dell’artista di Nördlingen e discepolo di Albrecht Dürer, Hans Leonhard Schäufelein. L’arredamento più prezioso è costituito dalle vetrate realizzate da Peter Hemmel di Andlau tra il 1476 e il 1480 nel suo laboratorio di Strasburgo. Dal coro, volendo, si può accedere alla torre, dalla quale si ha una bellissima vista panoramica sui vicoli della città storica e sui dintorni. Proprio di fianco all’ingresso della Collegiata balza agli occhi anche un bell’edificio con timpano decorato: è l’aula antica (Alte Aula), realizzato nel 1547 come “casa universitaria”. Come edificio universitario centrale ospitava archivio, biblioteca e aule. Nei piani più alti si trovava il salone delle feste e le sale delle riunioni del senato accademico. All’angolo est della piazza c’è l’edificio del Bebenhäuser Pfleghofdel dove si trova la scultura della Patrona dell’ordine cisterciense. A destra, sulla Pfleghofstraße, si trova l’accesso alla cappella decorato con lo stemma dei cisterciensi e l’incisione “Soli deo 1492”. La dimensione dell’edificio la si vede appena dal cortile interno. Il monastero di Bebenhausen fu primo signore feudale che incassava la quota maggiore di imposte e tassi di interesse ed era esonerato da tutte le imposte comunali. La mansarda a più piani serviva allo stoccaggio di prodotti naturali nella carpiata del tetto dell’edificio, che venivano issati su con l’aiuto di una ruota e una corda. In passato, nella sala grande che una volta era aperta, si trovavano tre macchine per la torchiatura. L’edificio separato al di sopra della struttura fungeva da dimora per l’abate di Bebenhausen quando si trovava in città. Oggi, il Pfleghof ospita il Dipartimento di Scienze musicologiche dell’Università. La cappella è la sala di prove. Inoltre, l’edificio ospita uno studentato e una stazione di polizia. Prendiamo la Kirchgasse fino ad arrivare nella Am Markt, la Piazza del Mercato. Da non perdere assolutamente, la piazza centrale circondata da case antiche in pietra e dal municipio con la sua facciata affrescata dove si svolge il mercato all’aperto. È menzionata nei documenti già dal 1302. La fontana con Nettuno è stata progettata nel 1617 su modello di quella di Bologna, è stata poi ricostruita in bronzo dopo la seconda guerra mondiale: le figure femminili della scultura rappresentano le quattro stagioni, nei tubi dell’acqua si intuiscono i quattro volti dei cittadini di Tubinga che hanno contribuito a ricostruire la fontana. Sulla piazza si trova il Municipio. È l’edificio più antico di Marktplatz (1435), prima aveva due piani, ma poi ne fu aggiunto un terzo nel 1508. In questa fase è stato realizzato il bellissimo orologio astronomico, grazie a Johannes Stoffer, il primo docente di matematica e astronomia di Tubinga. Il quadrante originale del 1511 coi segni zodiacali è esposto al museo. Nel 1849 l’orologio astronomico è stato spostato nel timpano coronato da una piccola torre in legno, dove, oltre all’orologio ordinario, il quadrante indica con 3 lancette (sole, luna e drago) la data, le fasi della luna e alcuni fenomeni celesti come l’eclissi lunare e quella solare. Una baccante ubriaca nell’angolo dell’edificio nell’atto di spogliarsi celebra l’importanza della viticultura a Tubinga. Nel medioevo al pian terreno veniva venduto il sale e c’erano una prigione e una galleria dove fornai e macellai vendevano la merce. Nella sala Grande al primo piano si possono ancora ammirare gli arredamenti in legno del XV secolo mentre nella sala di ricevimento potrete osservare i dipinti della giustizia del 1596. Dalla Piazza del Mercato prendiamo verso nord la Hirschgasse. Qui dopo poco sulla destra si apre la Collegiumsgasse dove si ammira il palazzo Wilhelmsstift. L'istituto cattolico prese il nome dal Re del Württemberg, Guglielmo I, che, per il giovane Regno del Württemberg ampliato da numerose aree cattoliche, nel 1817 fece instaurare presso l’Università la Facoltà di Teologia Cattolica nonché il seminario Wilhelmsstift. Al posto del monastero dei francescani sciolto nel 1535 e ridotto in cenere nel 1540, l’edificio rinascimentale è stato costruito dal 1588 al 1592 dall’architetto Georg Beer e dal suo aiutante Heinrich Schickardt. Sopra l’entrata, sul portale sud-est, all’angolo dei vicoli Collegiumsgasse/Lange Gasse, accanto allo stemma del Württemberg suddiviso in quattro parti si legge una frase del 1593 risalente al dominio del Duca Ulrich: “Qui studieranno in qualsiasi momento nobili e anche persone di ceti più bassi.” Tuttavia, a partire dal 1596, “le persone dei ceti più bassi” non vennero più accettate nell’accademia per nobili, pensata inizialmente come luogo di formazione per funzionari statali e funzionari amministrativi di alto grado. I figli nobili protestanti provenienti da tutta l’Europa vennero istruiti da allora nel Collegium illustre in materie come politica, scienze naturali, lingue straniere moderne, equitazione, scherma, danza e tennis. Alle spalle del Wilhelmsstift, sulla Froschgasse, è ubicata la Chiesa di San Giovanni (Johanneskirche). La chiesa di San Giovanni, dedicata nel 1878 all’apostolo ed evangelista San Giovanni, sostituì la chiesa parrocchiale. Per la costruzione di quest’ultima, nel 1818 era stata trasformata la vecchia sala da ballo del Collegium illustre. A causa dell’ampliamento a territori cattolici nel Württemberg che era diventato Regno nel 1806, le confessioni nella popolazione si mescolavano sempre di più. Dopo l’instaurazione della Facoltà di Teologia Cattolica presso l’Università, nel 1817 è nata la prima comunità ecclesiastica cattolica dopo la riforma protestante. Le vetrate impressionanti nel coro della chiesa riportano la testimonianza di San Giovanni Battista, scene della vita di Gesù e rappresentazioni dalla vita del Patrono della chiesa. Dalla Froschgasse ritorniamo poco indietro e prendiamo la piccola Neustadtgasse dove spuntiamo sulla Bei der Fruchtschranne. Qui all’angolo c’è il Fruchtkasten, un bell’edificio che era il magazzino della frutta, costruita nel 1474. L'edificio è uno degli edifici a graticcio più antichi e più belli della città. Per la conservazione dei prodotti agricoli c'era spazio per le forniture di grano nella soffitta a più piani. Al piano terra, lungo oltre 28 metri e largo 18, si ergevano i torchi in cui venivano pigiate le uve. Anche nel seminterrato c'era un torchio per l'uva. Nel 2003 c’è stato un ampio restauro. Da allora, il Bürgeramt della città universitaria di Tubinga (che equivale al nostro URP) è stato collocato nell'edificio e le stanze hanno riacquistato il loro carattere originario. Proseguendo sulla Schmiedtorstraße c’è un altro edificio notevole che ospita il vecchio Ospedale (Spital). La costruzione a traliccio odierna nonché il complesso sito attorno ad un cortile interno, facevano parte dell’ospedale comunale fondato verso il 1260/70 dai Conti Palatini di Tubinga ed è considerato il più antico del Württemberg. Con questo, la città prestava assistenza pubblica “accogliendo i poveri, dando da mangiare agli affamati, fornendo alloggio ai viaggiatori, visitando i malati, assistendo le donne povere durante il parto e educando i trovatelli”. Nel tardo medioevo, invece, diventò istituto previdenziale per cittadini benestanti che, in qualità di prebendari, acquistarono una quota di ricche istituzioni comunali per esservi assistiti durante la loro vecchiaia. Alla fine della strada giriamo a destra sulla Jakobsgasse, dove dopo poco si incrocia la Chiesa di San Giacomo (Jakobuskirche). È sita in mezzo al quartiere dei viticoltori ovvero dei “Gôgen” del quale Goethe scrive nel 1797 che “è costruito malissimo e soltanto con gli edifici strettamente necessari”. Sino ad oggi si ignora l’origine del nome “Gôgen”, la denominazione dei viticoltori locali. L’Oberamt di Tubinga descrive i viticoltori di Tubinga come gente rozza e ruspante e li caratterizza nel 1867 nella seguente maniera: il viticoltore è “fatto di pasta dura e robusta; lavora in modo straordinario con una forza da cavallo, in compenso gli mancano tutti quei sentimenti che vengono raccolti sotto il concetto pietà …”. La chiesa di San Giacomo è una chiesa semplice. La sua navata romanica realizzata nel 1200 è stata ampliata verso est in stile tardogotico. Sulla navata centrale si vedono ancora i tratti di passaggio da uno stile all’altro. Sulla parete esterna del coro sotto la finestra si legge: “ano dmi 1500 in dem 10 tag des brach mond [10 giugno] ist gelegt der est stein an dissen kor” (anno domini 1500, 10 giugno fu posta la prima pietra di questo coro). La realizzazione della chiesa di San Giacomo probabilmente è legata al pellegrinaggio per la tomba di San Giacomo. È sita su una bretella delle grandi vie di pellegrinaggio che portano a Santiago de Compostela in Spagna. Prendiamo la Ammergasse, una stradina davvero carina, con case a graticcio colorate e un piccolo canale, sembra quasi di stare in Olanda…! Arriviamo dopo poco all’incrocio con il vicolo ebraico, la Judengasse. Qui nelle cantine delle case le cui fondamenta, in parte, risalgono ancora al XIII secolo, si trovano dei pozzi a forma di vasca che, eventualmente, fungevano da bagni rituali ebraici. Durante la prima ondata di peste negli anni 1348/49, gli ebrei vennero perseguitati. Quando, nel 1477 il Conte Eberhard fondò l’Università a Tubinga, fece espellere gli ebrei dalla città. Solo nel 1850 si reinsediarono a Tubinga degli ebrei i quali, nel 1852 costruirono una sinagoga nella via Gartenstrasse. Dopo la distruzione della sinagoga durante la “notte dei cristalli” la maggior parte della popolazione ebraica scelse l’esilio, quelli rimasti vennero deportati nel 1941 e nel 1942. Nel 1943 la Judengasse venne rinominata Schotteistrasse. Il nome del vicolo “Süßes Löchle” ricorda un cittadino che abitava qui denominato “Jud Süß” o “Süßlich”. Guardando verso l’alto si nota il colle Spitzberg di Tubinga, dove si eleva il castello Hohentubingen, rinascimentale, costruito su un precedente edificio medievale, a quattro ali con torri circolari. La sistemazione dell’edificio si deve al conte Ulrich che fece levigare la pietra della fortezza. Decidiamo di salire su, dall’adiacente piazza del Mercato saliamo la piccola salita e poi le scalinate che ci portano sulla via Burgsteige. Ci siamo, pensavamo di fare più fatica e invece devo dire che il percorso è stato molto breve. Da ammirare il portale rinascimentale del castello inferiore, progettato nel 1606 dall’architetto locale Heinrich Schickartd e realizzato dal tagliapietre Christoph Yelin. È stato costruito nello stile di un arco di trionfo romano e al centro è decorato con lo stemma ducale, circondato dalla collana dell’ordine francese di San Michele. Già nel XVI secolo venne abbandonato dai Wurttemberg e re Guglielmo I lo assegnò all’Università. La biblioteca universitaria con 60 mila volumi era sistemata nella sala dei cavalieri, il laboratorio chimico veniva sistemato nella cucina del castello e l’osservatorio astronomico nella torre di nord-est. Nel museo allestito nell’ala orientale ci sono oltre 4 mila reperti dei dipartimenti di Preistoria e protostoria, archeologia classica, egittologi ed etnologia. Usciti dal castello prendiamo dal portale del castello inferiore le scalinate verso il basso che ci portano sulla Neckarhalde. Proseguiamo tutta la strada che è in discesa che ci porta fino all’Alleenbrücke, l’altro ponte che sovrasta il fiume. Da qui scendiamo le scalinate e ci troviamo sulla Platanenallee, il Viale dei Platani, un'isola artificiale che divide il Neckar in due rami e crea una romantica passeggiata lungo un viale costeggiato da platani. Sul Neckar è possibile notare le Stocherkahn (gondola sveva), delle piccole barchette che si guidano con un’asta lunga quasi sette metri e compiono instancabili l’itinerario classico del fiume. Si narra che probabilmente il viale venne realizzato nel XIX secolo probabilmente dall’ultimo boia di Tubinga che, in mancanza di condanne a morte, veniva impiegato come ispettore delle vie comunali e cominciò a piantare gli alberi per abbellire questa zona. La zona divenne un’isola nel 1910, quando venne realizzato il piccolo canale che serviva come camera d’acqua e per il trasporto di merci a sud del viale. Quel che è certo è che da qui si vede la parte più pittoresca della città: il fronte del Neckar con i suoi edifici risalenti al XVI secolo costruiti, in parte direttamente sulla parte interna delle mura della città. Uno degli edifici visibili più importanti è la Borsa (Burse), è qui che gli scolari quattordicenni a sedicenni, i cosiddetti artisti, ricevevano la loro formazione universitaria di base. Conseguivano il loro diploma per le materie umanistiche nelle artes liberales (grammatica, logica, retorica, aritmetica, geo metria astronomia e musica) con il quale potevano frequentare le facoltà più superiori (medicina, giurisprudenza e teologia). Il denominativo “Borsa” (lat. bursa = sacchetto, borsa) rinvia alla “borsa” che il principe riempiva di denaro e dalla quale vivevano gli studenti e i professori. Nell’edificio si trovavano aule, dormitori e la mensa. Il regolamento della casa era severo: Il lupus (lupo), il capo della sorveglianza, faceva attenzione affinché gli studenti parlassero soltanto il latino. Adiacente c’è anche il vero simbolo di Tubinga: la torre di Holderlin, costruita nel tardo XVIII secolo sullo zoccolo di una torre fortificata. Prende il nome dal poeta Friedrich Holderlin che dal 1807 al 7 giugno 1843 abitava nella stanza della torre al primo piano. Colpito poi da una malattia mentale fu accolto nella torre dalla famiglia del falegname Ernst Zimmer. L’edificio della torre di Holderlin riappare oggi come una ricostruzione storica munita di tetto appuntito e ospita un museo. Decidiamo di mangiare qualcosa al volo vicino la stazione e poi di prendere il treno che ci porta a Stoccarda. Siamo rimasti entusiasti di Tubinga, si respira un’atmosfera medievale e un particolare charm storico. Nel caso si visiti la zona in automobile, da non perdere nelle vicinanze anche l’abbazia cistercense di Bebenhausen costruita intorno al 1183 da Rodolfo I conte di Tubinga. Dopo la riforma protestante gli edifici dell’abbazia furono utilizzati in tempi diversi come seminario, residenza di caccia dei Re del Wurttemberg e Landtag e dello stato dei Wurttemberg Hohenzollern. Dicono sia davvero spettacolare. Abbiamo giusto 8 minuti, facciamo il biglietto del treno per Stoccarda, 10 euro, alle macchinette automatiche, prendiamo le valigie e facciamo le corse per prendere treno. Al volo! Il tragitto è di circa un’oretta. Arriviamo a Stoccarda anche in orario davvero accettabile, siamo nei tempi di marcia abbondantemente, per cui usciti dalla stazione (lavori ovunque e gran casino) prendiamo subito di fronte all’uscita della stazione il bus 44 che va da Killesberg a Westbahnhof. Facciamo il biglietto dall’autista, 2,50 euro (un po’ caro…). Dalla fermata della stazione, Hauptbanhof (A.-Klett-Pl.), dopo solo 5 veloci fermate scendiamo alla fermata Österreichischer Platz, precisamente sulla via Christophstraße. Da qui in massimo 10 minuti di distanza, oltrepassando la Wilhelmsplatz, ci dirigiamo verso il nostro hotel. L’albergo dove abbiamo soggiornato si chiama Pension am Heusteig, ci siamo trovati molto bene, tutto sommato non molto lontano dal centro città, molto pulito, personale molto cortese, colazione inclusa… Ci siamo trovati bene devo dire! Facciamo il check in, posiamo le valigie e dopo 15/20 minuti siamo pronti a uscire di nuovo e iniziare il giro di Stoccarda. Stoccarda conta circa 600000 abitanti, è tra le principali e più ricche città della Germania, capitale dello stato federato del Baden-Württemberg e del distretto amministrativo omonimo. È una delle città tedesche più note per via della sua importanza culturale, amministrativa ed economica. Attualmente è la sesta città tedesca per numero di abitanti e la regione di Stoccarda è la quarta conurbazione della Germania (dopo la regione della Ruhr, quella di Francoforte sul Meno, e Berlino). Le grandi città più vicine sono Francoforte sul Meno (210 km a nord) e Monaco di Baviera (220 km a sud est). Stoccarda è una delle città guida della policentrica economia tedesca. La sua prosperità si basa su industrie manifatturiere, specie nei settori automobilistico, elettronico e componentistico. La città e i centri limitrofi ospitano le sedi principali delle aziende d'auto Porsche, Daimler, Bosch e Mahle (tra i maggiori produttori mondiali di componenti per auto, in città c’è anche proprio il Porsche Museum e il Mercedes-Benz Museum), della Celesio, di una sussidiaria della Lufthansa e delle filiali europee di Hewlett-Packard ed IBM. Stoccarda ha il più alto livello di benessere in Germania. Il nostro giro inizia dalla zona adiacente al nostro hotel, il quartiere a luci rosse della città. Detta così sembra una zona grande, ma in realtà parliamo di una strada, la Leonhardstrasse. La cultura tedesca approva e regola la prostituzione. Ancora oggi i bordelli sono tanti e aperti anche durante tutto il giorno. A pochi passi dalla via c’è la chiesa di St. Leonardo, la Leonhardskirche. Bella chiesa gotica che, alla costruzione, era la seconda più grande chiesa della città. Risale al 1330 ed è stata ingrandita nel XV secolo. Passata alla Riforma, ora è una chiesa evangelica. La facciata è piuttosto semplice e la parte più bella è l'abside dietro cui si trova un grande Crocifisso in pietra ricco di immagini simboliche. Piuttosto spoglio l'interno. Distrutta dai bombardamenti fu ricostruita nel 1949. Proprio adiacente alla chiesa c’è la Gustav-Siegle-Haus. Fondata da Gustav Siegle agli inizi del Novecento come sede per attività culturali aperte a tutti, indipendentemente dalle fedi religiose, fu distrutta dai bombardamenti e ricostruita mantenendo la storica facciata che si era parzialmente conservata. Oggi ospita la Filarmonica di Stoccarda. Subito dopo la chiesa ci inoltriamo a destra nel cosiddetto quartiere Bohnenviertel (Quartiere dei fagioli). Il quartiere più antico di Stoccarda. Fu fatto costruire nel XV secolo dal Conte Eberardo III su modello della Città Nuova di Praga per alloggiare artigiani, vignaioli ed ebrei. Il nome del quartiere deriva dall’alimento principale dei poveri dell’epoca: i fagioli coltivati nei giardini delle abitazioni. Oggi vi si trovano eleganti boutique, atelier, gallerie e accoglienti enoteche. Le strade da percorrere sono principalmente tre: Wagnerstrasse, Brennerstrasse e Rosenstrasse. Zona tranquilla, residenziale anche, ma carina, con alcuni edifici interessanti. Raggiungiamo Charlottenplatz, uno snodo centrale della città, più che una vera e propria piazza. La sezione che va verso nord, sulla Konrad-Adenauer-Straße, viene definita colloquialmente "miglio culturale" a causa del gran numero di musei e altri edifici culturali. A nord della piazza ci sono l'edificio del parlamento e il New Palace, a ovest c'è il vecchio orfanotrofio. Nel sud della piazza si trova il grattacielo Charlottenplatz, seguito dal quartiere Bohnenviertel. A est si trova il Wilhelmspalais, che ospitava la biblioteca centrale della biblioteca pubblica di Stoccarda fino a quando non si è trasferito nel suo nuovo edificio nell'ottobre 2011. Dall'aprile 2018, il Museo della città di Stoccarda è ospitato lì. Il Wilhelmspalais è sempre stato la scena della storia della città. L'architetto di corte Giovanni Salucci lo costruì nel 1840 per le principesse di Württemberg, Marie e Sophie. Fino al 1918 era la residenza del re Guglielmo II di Württemberg. Il museo non solo racconta la storia della città, ma è anche un luogo dove discutere del presente e del futuro della città. La mostra permanente "Stuttgarter Stadtgeschichten" illustra la storia della città a partire dal XIX secolo ad oggi. Mostre speciali fiancheggiano la mostra permanente. Da Charlottenplatz siamo adiacenti a quella che è la piazza centrale della città, la Schlossplatz, la Piazza del Castello. La Piazza del Castello di Stoccarda è il cuore pulsante della vita cittadina, punto di ritrovo e socializzazione per eccellenza. Sul suo perimetro si trovano molte attrazioni della città, tutte a distanza di pochi passi, oltre ai negozi più frequentati per lo shopping nella capitale del Baden-Württemberg. L’area della piazza un tempo faceva parte dei “giardini di piacere” dei Duchi del Württemberg, e a partire dal 1746 fu utilizzata come piazza d’armi per esercitazioni e parate. Solo a metà del XIX secolo fu trasformata in un giardino barocco accessibile anche alla cittadinanza. Al suo centro si staglia la Colonna del Giubileo (1841) sormontata dalla Concordia, dea dell’armonia con lo sguardo rivolto verso il Castello Nuovo, affiancata da fontane che rappresentano gli otto fiumi della regione del Baden-Württemberg. Il grande Neues Schloss è una esplosione artistica di stili barocchi e neoclassici, un tempo residenza reale (nella seconda metà del Settecento servì da dimora per i re di Württemberg) ed oggi sede dei ministeri governativi dello Stato federale di Baden-Württemberg. Dall'alto della sua collina, alle spalle di pregiati vigneti, il castello domina l'intera piazza e parte della città. Il palazzo sorge nelle vicinanze dell'antico castello reale e dopo anni di costruzione con ripetute interruzioni, venne completato nel 1806 sotto il regno di Federico I. Ad occuparsi del progetto architettonico fino al 1751 fu l'architetto Leopoldo Retti (a lui si deve l'edificio principale (Corps de logis o Hauptbau) e l'ala del giardino. Dopo la sua improvvisa morte, prese il posto l'architetto parigino, Philippe de La Guepiere. Il castello venne quasi completamente distrutto durante la Seconda guerra mondiale e in seguito sapientemente ricostruito negli anni '60 dello scorso secolo. Il palazzo è oggi aperto al pubblico solo in particolari occasioni e dietro speciale autorizzazione, essendo accessibile esclusivamente ad autorizzate guide turistiche o in occasione di particolari eventi e manifestazioni. Il vicino Castello Vecchio, residenza originaria dei Conti e Duchi del Württemberg, dà sede al Museo Storico del Land Württemberg. Nella corte interna del Castello Vecchio si tengono ogni anno le cerimonie d’inaugurazione della sagra del vino Stuttgarter Weindorf e del Mercatino di Natale di Stoccarda. Il Castel Vecchio di Stoccarda ha origine nel X secolo e nasce come costruzione utilizzata per le scuderie e allevamento di cavalli (in tedesco "Gestüt", da cui il nome originale "Stutengarten"). L'attuale edificio ha sembianze medievali e, da semplice stalla, fu ampliato fino a metà del XVI secolo fino a diventare la residenza dei conti e duchi di Württemberg. Nel 1931 il castello venne seriamente danneggiato da un incendio. Venne distrutto nel 1944 durante le devastazioni alla città durante la Seconda Guerra Mondiale e subito dopo ricostruito nelle sue forme originarie nel 1969. Le piazze e gli edifici che circondano il palazzo sorsero tutte insieme e segnano ancora oggi l'aspetto del centro storico di Stoccarda. Si racconta che anche Giacomo Casanova, in visita a Stoccarda, amasse trascorrere del tempo nel castello, ospite del duca Carlo Eugenio di Württemberg. La visita all'interno si apprezza anche per il bel museo statale Württembergisches Landesmuseum, di seguito, così come per le tombe monumentali di Carlo I di Württemberg e consorte. Non si manchi di visitare un altro piccolo museo residente, e quello dedicato alla memoria di Claus von Stauffenberg, che nel 1944 svolse un ruolo di primo piano nell'attentato contro Adolf Hitler. Ristrutturato e riaperto nel 2012, il Landesmuseum Württembergisches è il principale museo di storia e storia dell'arte della regione e ripercorre l'arte e la cultura di Svevia dall'età della pietra ai giorni nostri. Al suo interno è ospitata una collezione di valore che comprende un percorso storico, attraverso i secoli di oggetti in vetro e i gioielli della corona Il museo ospita anche una vasta collezione di sculture sveve, una mostra di orologi, monete, strumenti musicali, i tesori della tomba del principe celtico di Hochdorf (risalente al VI secolo d.C.), e una collezione del periodo merovingio. Si possono ammirare collezioni di archeologia, vetri intagliati di varie epoche, alcuni capolavori dell'orologeria e soprattutto la collezione di oggetti d'arte raccolti dai conti del Württemberg a partire dal XVI secolo. Il gioiello più recente della Schlossplatz è il Kunstmuseum; un cubo di vetro alto 27 metri, che rende la piazza ancora più spettacolare soprattutto di notte, quando l’illuminazione rivela nei dettagli il cubo di marmo racchiuso al suo interno. La collezione cittadina del Kunstmuseum comprende oltre 15.000 opere dal XVII secolo in avanti, ma soprattutto contemporanee. Sull’angolo opposto della piazza si trova il Kunstgebäude, ultilizzato per le mostre d’arte contemporanea organizzate regolarmente dal Württembergische Kunstverein. L’edificio si riconosce dal caratteristico tetto a cupola sormontato da un cervo dorato. Come gran parte di Stoccarda, fu distrutto durante la II Guerra Mondiale e ricostruito secondo i disegni dell’architetto Paul Bonatz, a cui si deve anche la stazione ferroviaria. Fra il Kunstgebäude e il Castello Nuovo iniziano i giardini del Castello, dominati dal neoclassico Teatro dell’Opera e dalla sede del Parlamento del Land, un campione di essenzialità modernista, realizzato nel dopoguerra a immagine e simbolo della democrazia: uguale su tutti i lati e trasparente. Adiacente alla piazza proprio dal lato del Castello Vecchio c’è la Schillerplatz di Stoccarda, dedicata al poeta e filosofo tedesco Friedrich Schiller. A mio parere è uno degli angoli più carini della città. La statua dedicata all'artista tedesco è collocata al centro della piazza ed è opera di uno scultore danese, Bertel Thorvaldsen. A circondarla sono alcuni dei monumenti storici della città, la Stiftskirche (Chiesa Collegiata), che fu sicuramente il primo edificio ad essere stato costruito nell'area; l'edificio Fruchtkasten (ora utilizzato dal Museo di Stato di Württemberg per ospitare una collezione di strumenti musicali); il Prinzenbau (che oggi ospita il Ministero della Giustizia), la Alte Kanzlei (antica Cancelleria) e l’Altes Schloss (il Castel Vecchio). La piazza viene utilizzata per i grandi eventi cittadini, che arrivano fino alla parte nota come Marktplatz (piazza del mercato di Stoccarda), collegata alla prima attraverso la Kirchstrasse e sede del Municipio di Stoccarda. Sono infatti noti il mercatino di Natale di Stoccarda e il mercato all'aperto, che si svolge due volte alla settimana. Troviamo la Stiftskirche chiusa per cui ci dirigiamo nella struttura adiacente, il Markthalle. L'architetto Martin Elsaesser costruì il mercato coperto di Stoccarda tra il 1911 ed il 1914 per sostituire un vecchio magazzino fatto edificare nel 1864. Questo edificio, e quello che custodisce, sono uno dei luoghi non mancare in città: un unico ambiente misto tra un bazar orientale e un mercato rionale, caratterizzato da odori di spezie ed una pletora di lingue diverse. Ad aggiungere carattere a questo luogo è l'architettura Art Nouveau e poi i ristoranti e la galleria al primo piano, che offre un ideale punto di osservazione sull'attività del mercato al di sotto. Da non perdere! Immancabili i banchi con prodotti italiani e spagnoli. La nostra cucina è molto apprezzata qui. A noi è piaciuto molto. Ci siamo inoltre fermati a fare una pausa e abbiamo assaggiato il jackfruit, il più grande frutto da albero al mondo, brutto ma buono! Nella adiacente Piazza del Mercato (Marktplatz) c’è anche la sede del Municipio, bruttino devo dire… è stato edificato nel 1956 in sobrio stile architettonico postbellica e si contraddistingue dalla torre campanaria alta circa m. 61. La cosa particolare durante il periodo dell'avvento è che varie finestre del Rathaus vengono illuminate e numerate come se la facciata del palazzo fosse il calendario dell'avvento della città e del mercatino di natale sottostante. Situato in una piazza molto ampia con numerosi negozi lungo il perimetro della stessa. Dalla piazza ci dirigiamo verso direzione nord sulla Schulstraße e ci ritorviamo sulla lunga pedonale, la Königstraße. Chi cerca più shopping che cultura non può fare a meno di passare per la Schlossplatz percorrendo la Königstraße, la più lunga strada pedonale d’Europa, e fare un salto nei negozi del Königsbau di fronte al Castello Nuovo. La Königstrasse si estende per circa un km partendo proprio dalla stazione centrale. A metà strada e contigua con Oberer Schlossgarten si arriva alla Schlossplatz. La via è ricca di negozi, soprattutto però grandi brand commerciali. Ma la Königstraße è anche un buon punto per iniziare l'esplorazione del centro della città. Nel 1970, Behnisch und Partner trasformò la Königstrasse, già arteria principale nel cuore della città, in una zona pedonale. Da allora, i 1200 metri di strada adiacente Schlossplatz, divennero elemento centrale della nuova Stoccarda. Alla fine della Königstraße ci ritroviamo sulla Marienstrasse e proseguendo svoltiamo a destra sulla Paulinenstrasse. Dopo circa 350 metri svoltiamo a sinistra sulla Rotebühlstraße. Proseguiamo fino ad arrivare a uno spiazzo a destra molto carino circondata da un piccolissimo laghetto, chiamato il lago di fuoco (Feuersee) e dove si erge la chiesa di San Giovanni (Johanneskirche). La chiesa protestante è in stile neo-gotico, dal colore rossiccio tipico delle rocce della regione. La sua caratteristica è quella di essere volutamente incompleta. Dopo la sua distruzione durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu ricostruita ma volutamente non furono terminati i lavori. Da allora la chiesa è conosciuta anche come la “Chiesa senza testa” e rappresenta una memoria contro la guerra. Purtroppo la chiesa era chiusa e non siamo riusciti a vedere gli interni. Ritorniamo indietro, ma stavolta sulla Paulinenstrasse proseguiamo ancora più in direzione sud. Dopo poco sulla destra si apre un ampio spazio, molto carino, con una bellissima chiesa in stile gotico, la Marienkirche. Da qui dopo circa 300-400 metri siamo al nostro hotel di nuovo. Ci riposiamo un’oretta. A cena andremo in centro, in un ristorante di cui avevo letto delle buone recensioni, la Weinstube Kachelofen sulla Eberhardstraße al numero 10. Il locale è pieno ma dopo 10 minuti di attesa ci trovano un posticino. E si inizia con la cucina tipica tedesca della zona. Io mi butterò subito sui Maultaschen, un tipo di pasta ripiena sveva. Simili a dei grossi ravioli di 8-12 centimetri, i Schwäbische Maultaschen vengono preparati con un ripieno composto di trito di carne, spinaci, mollica di pane e cipolle, insaporito con diverse spezie. Vi sono diversi modi tradizionali di mangiare i Maultaschen: "geröstet" (tagliati a fette, quindi fritti con uova e cipolle), "in der Brühe" (bolliti in un brodo vegetale) o "geschmälzt" (conditi con burro, originariamente strutto, e cipolle); solitamente sono serviti con un'insalata di patate. La probabile etimologia della parola Maultasche (che in tedesco d'oggi vuol dire letteralmente "tasca, borsa del muso") è da ricercarsi nel XVI secolo, quando la parola, prima ancora di assumere significato culinario, significava "ceffone, sberla" (dal tedesco Maul, "muso", e tatschen o tätschen, "percuotere"). I Maultaschen furono così chiamati perché simili ad una guancia gonfia in seguito ad un ceffone. Ho assaggiato nei 3 giorni di soggiorno tutte e tre le varianti. Buoni, anche se non proprio leggeri direi… Prima ci hanno servito, come spesso ho visto fare di consuetudine in zona, una bella ciotolina di insalata mista molto ricca, con patate e condimenti vari. Aveva un sapore davvero molto buono! Conto nella media della città, anche se va detto che non è proprio molto economico mangiare fuori… Il giorno dopo ci svegliamo dopo una sana dormita rigenerante. Doveva piovere secondo previsioni meteo, il cielo è grigio e ci son dei gran nuvoloni, ma per fortuna regge…! Facciamo una ricca colazione in albergo e poi ci dirigiamo a piedi verso la stazione. Arriviamo a Charlottenplatz, poi a Schlossplatz e da qui prendiamo la Königstraße in direzione stazione. C’è pochissima gente in giro a quest’ora. Proprio sulla Königstraße vengo colpito da un edificio, la Domkirche St. Eberhard, che sinceramente non avevo capito fosse una chiesa. Bizzarra! Personalmente l’ho trovata davvero brutta. La Chiesa originaria fu distrutta durante la seconda guerra mondiale. E’ di culto cattolico. Arriviamo alla stazione, l’edificio può piacere o non piacere, secondo me non affatto male… Ci son da anni tantissimi lavori in corso d’opera e sembra tutto un po’ un casino. Da anni infatti si cerca di portare a termine il progetto Stuttgart 21. È un imponente progetto di riorganizzazione della rete ferroviaria, avente per epicentro proprio la stazione di Stoccarda Centrale. Consiste nella demolizione di buona parte delle infrastrutture di superficie (compresa l'ala nord-est dell'edificio storico di Paul Bonatz), sostituite da nuove che prevedono l'uso intensivo del sottosuolo, la realizzazione di 57 km di linee ad alta velocità (di cui 30 km in galleria), tra cui la connessione diretta con l'aeroporto, più numerosi interventi nel tessuto urbano dell'area circostante. A lavori terminati, i 17 binari di testa in superficie saranno sostituiti da 8 passanti nel sottosuolo, orientati trasversalmente agli attuali. La conclusione dei lavori è prevista indicativamente alla fine del 2025. Ci rechiamo alle macchinette automatiche e facciamo il nostro biglietto treno, direzione Ulm. Il biglietto costa 12 euro, prendiamo quello regionale, altrimenti costerebbe di più. Il tragitto dovrebbe essere comunque di un’ora, sono circa 95 km la distanza. Purtroppo però il viaggio sarà un vero delirio e anche snervante. Treno in ritardo, poi lo annunciano su altro binario, via vai di gente che corre e noi che non capiamo nulla, poi ritornano…poi lo sopprimono…insomma, un gran casino. Alla fine resteremo sul treno e partiremo con 40 minuti di ritardo, arrivando a destinazione dopo davvero 2 ore! Se avessi saputo che ci avrei messo tutto questo tempo sarei andato fino a Francoforte o Norimberga! Rimaniamo molto delusi e un po’ straniti dal servizio ferroviario, non un annuncio, niente di niente… E io che mi lamento sempre dei nostri treni… Poi sarà stato un caso fortuito, intanto è successo… Arriviamo finalmente ad Ulm in tarda mattinata davvero. Anche qui il tempo è grigio ma regge ancora. Almeno questo… Ulm è nota soprattutto per aver dato i natali ad Albert Einstein. È la prima città di una certa importanza (sopra i 50.000 abitanti) sulle sponde del Danubio. Il toponimo probabilmente deriva dal tedesco ulme (olmo), pianta assai presente nella zona. I rilievi collinosi della Schwäbische Alb circondano la città a ovest e a nord. Gran parte del centro urbano si sviluppa sulla riva sinistra del Danubio che nei pressi della città delimita per un tratto il confine fra Baviera e Baden-Württemberg; il fiume separa Ulma dalla città bavarese di Nuova Ulma. Le città più vicine sono Augusta e Monaco di Baviera rispettivamente a 70 e 130 km in direzione sud-est, e Stoccarda, a circa 90 km a nord-ovest. Un po’ di storia… Nell'854 il nome di Ulma viene menzionato per la prima volta in un documento ufficiale, nella sua funzione come residenza temporanea del re. Questa residenza (Königspfalz) si trova al Weinhof, attorno al quale si forma il primo nucleo urbano. Nei secoli successivi Ulma conquista gradualmente lo statuto di città libera dell'Impero. Alla fine del XII secolo la città viene notevolmente ampliata verso est. Nel XIV secolo, a partire dal 1316, la città viene ingrandita ancora (verso ovest, nord e est) e mantiene questa estensione fino alla metà dell'Ottocento. Nel 1377 inizia la costruzione del Duomo che doveva sostituire la vecchia chiesa parrocchiale posta fuori le mura della città. Nel 1397 patrizi e artigiani dopo un lungo conflitto giungono a un compromesso, fissato nello statuto cittadino chiamato "Grande Lettera del Giuramento" (Großer Schwörbrief). Nel XV secolo Ulma vive un periodo di economia florida (soprattutto per il commercio di stoffe), tanti artisti si trovano a Ulma per la costruzione del Duomo, il numero di abitanti sale a circa 20.000. La città governa su un territorio notevole ed è tra le principali città della Germania di allora. Nel 1530 a Ulma s'introduce la riforma protestante per mano del fanatico predicatore cittadino Konrad Sam, seguito dall'87% della popolazione chiamata in un referendum. La furia dell'Iconoclastia scoppiò il 19 giugno 1531. La costruzione del duomo viene fermata nel 1543. La torre campanaria fino a quel momento è stata realizzata soltanto fino a un'altezza di circa 100 m e sarà completata solo nell'800. La Guerra dei trent'anni e quella di Successione spagnola insieme a fattori economici, come la Scoperta dell'America del 1492 e l'apertura della Rotta commerciale verso l'India nel 1497, condussero a una deviazione importante dei circuiti commerciali e delle materie prime ed ebbero come conseguenza una stagnazione economica, seguita da un inevitabile e grave declino. Dopo la guerra dei trent'anni (1618-1648) Ulma ha ormai solo circa 14.000 abitanti. Nel 1802 Ulma perde lo statuto di città libera dell'Impero e viene annessa alla Baviera; nell'ottobre del 1805 la città è teatro di una delle più sanguinose battaglie delle guerre napoleoniche. Nel 1810 Ulma viene annessa al Württemberg, mentre la fascia del suo territorio a sud del Danubio rimane sotto la Baviera e qui in seguito si svilupperà la città di Nuova Ulma (Neu-Ulm). Nel 1820 il numero di abitanti ammonta a circa 12.000 soltanto. In seguito però la costruzione delle fortificazioni, delle ferrovie e l'industrializzazione portano a una ripresa economica e fanno crescere il numero degli abitanti. Tra gli architetti più attivi in quegli anni, si ricorda Johann Gottfried Klinsky, morto a Ulma nel 1828. Dal 1842 al 1859 la Confederazione germanica costruisce una cinta di fortificazioni attorno alle città di Ulma e Nuova Ulma. Nel 1850 Ulma viene raggiunta dalla ferrovia: si inaugurano le linee per Stoccarda e per Friedrichshafen. Nel 1854 segue la linea per Monaco di Baviera. A metà dell'800 riprendono i lavori per la costruzione del Duomo. Nel 1890 si completa la torre campanaria seguendo i progetti del Medioevo. Nel 1900 Ulma ha già 43.000 abitanti. Nel novembre del 1933 il regime nazista istituisce nel forte Oberer Kuhberg uno dei primi campi di concentramento dove sono detenuti e maltrattati politici e preti scomodi al regime. Nel luglio del 1935 i prigionieri vengono trasferiti nel campo di concentramento di Dachau. Oggi nell'ex campo di concentramento si trova un'istituzione commemorativa. Nel dicembre del 1944 e nel 1945 Ulma subisce pesanti bombardamenti. Alla fine della seconda guerra mondiale circa l'80% del centro storico è distrutto. Dal 1955 al 1968 opera a Ulma la scuola superiore di disegno industriale (Scuola di Ulm), Hochschule für Gestaltung. Nel 1960 viene fondata la scuola superiore di ingegneria (oggi Hochschule Ulm). Nel 1967 viene fondata l'università (Universität Ulm) che opera soprattutto nel campo delle scienze naturali e della medicina. Tra il 1971 e il 1975 nove comuni adiacenti (Mähringen, Jungingen, Lehr, Ermingen, Eggingen, Einsingen, Donaustetten, Gögglingen, Unterweiler) vengono incorporati nel comune di Ulma e il territorio comunale passa da 51 a 119 km². Usciti dalla stazione iniziamo il nostro giro per la città. Anche qui ci son diversi lavori in corso d’opera. Trovo la stazione alquanto bruttina. Prendiamo subito la Bahnofstrasse che ci porta verso la piazza. In Bahnhofstrasse sorge il monumento di Max Bill del 1979 dedicato al grande fisico, una struttura di pilastri in granito rosso che segna il punto in cui sorgeva la casa natale di Einstein, al numero civico 20. Una cosa improponibile da vedere secondo me… La strada prende poi il nome di Hirschstrasse, piena di negozi e di gente in giro per fare compere. E’ anche sabato e siamo in pieno centro. Dopo pochissimo eccoci nella Munsterplatz con il suo bellissimo duomo. Una grandiosa chiesa luterana, costruita in stile gotico a partire dal XIV secolo dalla famiglia di grandi architetti tedeschi Parler. Non fu mai definita come una cattedrale, infatti il termine Münster, come Dom (duomo), indica semplicemente una chiesa maggiore. È il maggiore edificio religioso della città e una delle più grandi chiese d'Europa. Costituisce uno dei migliori esempi dell'Architettura gotica secondo lo stile tedesco, prototipo per molte altre chiese della Germania meridionale. Il suo campanile è la torre più alta d'Europa: la sua guglia arriva ai 161,53 metri, raggiungibili da ben 768 gradini. Inoltre fra il 1890 e il 1901 questo è stato l'edificio in muratura più alto del mondo (senza tenere conto di obelischi). Prese il posto del duomo di Colonia e venne soppiantato a sua volta dal municipio di Filadelfia. Rimane comunque la chiesa protestante più alta del mondo e la chiesa più grande della Germania. Anticamente la chiesa principale di Ulm si trovava all'esterno delle mura cittadine. Tutto cambiò, dopo l'assedio posto alla città dall'imperatore Carlo IV nel 1376. In quell'occasione i fedeli si videro impediti dal recarsi nella loro chiesa. Nello stesso anno, finito l'assedio, si decise la costruzione della nuova cattedrale entro le mura cittadine. La grandiosa massa architettonica gotica, uno dei massimi esempi del Gotico tedesco, è dominata dall'altissima torre campanaria posta sulla facciata e ritmata, nei fianchi, da innumerevoli e svettanti contrafforti e archi rampanti. Il coro sporge per 29 metri, serrato fra due torri gemelle di 86 metri d'altezza. Precede la torre un altissimo portico a tre slanciatissime arcate ogivali adorno di statue eseguite intorno al 1420 dal maestro Hartmann. Contro i pilastri che cingono l'abside, sono otto splendide statue di profeti, eseguite nello stile di Peter Parler fr il 1380 e il 1390. Sotto il portico si apre il portale principale, gemino, risalente al 1380. Il portale racconta, in un programma teologico molto complesso e sofisticato, la storia della Genesi e, in secondo piano, il Giudizio universale. Con queste rappresentazioni del timpano si unisce l'inizio e la fine della "Storia del Mondo", come descritti nella Bibbia. Ci si riferisce anche alla figura di Cristo, definito anche come l'Alfa e l'Omega, il principio e la fine, il giudice e la sofferenza dell'uomo. Ciò si riflette anche nella statua dell'Ecce Homo, sul pilastro centrale del portale, capolavoro dello scultore Hans Multscher, del 1429 (ora una copia, l'originale è all'interno del coro della cattedrale sul pilastro sud). Il timpano è diviso in tre fasce orizzontali atte a descrivere le Storie della Creazione. La parte più interessante è la fascia in alto, dove, inquadrato in un rettangolo, è Dio nell'atto di creare la terra come una palla rotante, circondata da "sfere planetarie"; una prova alquanto particolare della visione medievale del mondo (da notare anche sul portale nord della cattedrale di Friburgo), riferendosi piuttosto a visioni del mondo antico testualmente ripreso dalla Bibbia. Nei tre angoli attorno a questa parte del timpano è raffigurato, in secondo piano, il Giudizio universale. Negli archivolti sono le statue degli apostoli, negli stipiti quelle degli evangelisti, padri della Chiesa e martiri. Selva scultorea realizzata in legno e dipinti in finta pietra dalla bottega di Jörg Syrlin il Giovane; splendido esempio del cosiddetto Stile internazionale. Sui due fianchi della cattedrale si aprono quattro bei portali, due per lato: il Portale maggiore della Madonna che si apre sul lato sud-ovest della cattedrale, è il più bello dei quattro e probabilmente in origine era destinato ad essere il portale principale. Risale al 1380 e nel timpano è illustrata la Vita della Vergine secondo lo stile dei Parler. Nel '400 vennero aggiunti i tre rilievi dell’Adorazione dei Magi: la Nascita di Gesù, il Corteo dei Magi e l'Adorazione del Bambino; Portale minore della Madonna, a nord-ovest della cattedrale, nel timpano vi sono rappresentate la Natività e l'Adorazione dei Magi, del 1356, probabilmente appartenente alla vecchia parrocchiale fuori le mura; Portale della passione, si apre sul lato nord-est e mostra scene della Passione di Cristo, del 1370; Portale del giudizio , a sud-est, riporta le scene del Giudizio universale risalenti al 1360 e provenienti dalla vecchia parrocchiale extra moenia. L’interno a mio parere è ancora più bello. L'edificio è diviso in cinque navate, la centrale separata da poderosi pilastri a fascio che s'innestano sugli arconi ogivali, e le laterali da esili e svettanti colonne cilindriche che reggono belle volte reticolate. Ai pilastri divisori della navata centrale sono posti 29 mensoloni reggenti una serie di belle statue di Santi con baldacchini gotici. Vennero realizzate fra il 1383 e il 1391; quelle al quinto e sesto pilastro di destra, opera del cosiddetto Maestro del Rammendo sono ritenuti uno dei capolavori della scultura tedesca. Al secondo pilastro a sinistra è il mirabile Pulpito tardogotico realizzato nel 1498-99 dal maestro Burkhard. La copertura lignea superiore, che arriva a un'altezza di circa 20 metri, è opera di Jörg Syrlin il Giovane, che la realizzò a partire dall'anno 1510 e lasciò il legno naturale, senza dipingerlo o dorarlo, come di consueto all'epoca in Germania. Alla fine della navata centrale, nell'arco di trionfale del coro, è il gigantesco affresco del Giudizio universale, realizzato nel 1471 da Hans Schüchlin. Con i suoi 145 metri quadrati, è uno dei più grandi affreschi a nord delle Alpi. La cattedrale ospita una gran quantità di vetrate, molto belle. Ricchissimi di centinaia di statuette, busti, baldacchini, trafori e rilievi, gli 89 scranni vennero intagliati in legno di rovere fra il 1469 e il 1474 da Jörg Syrlin il Vecchio in collaborazione con lo scultore Michel Erhart. Gli scranni del coro si appoggiano alle pareti piatte del coro, disposti in due serie di 18 metri, lungo i lati settentrionale e meridionale. Tre posti distinti, verso l'arco di trionfo, risalgono al 1468, e vennero eseguiti da Jörg Syrlin il Vecchio prima che il Consiglio cittadino gli commissionasse tutto il complesso. Le figure del lato nord portano i nomi degli uomini illustri dell'antichità : Pitagora, Cicerone, Terenzio, Tolomeo, Seneca, Quintiliano e Secundus Silent. Tuttavia il primo busto è anonimo, secondo gli storici dell'arte rappresenta Virgilio e si presume sia l'autoritratto di Syrlin Jörg il Vecchio. Sul lato sud sono le donne dell'antichità rappresentate attraverso le Sibille : Frigia, Cumana, Cimmeria, Tiburtina, Ellespontica, Delfica e Libica. Il primo busto, anche qui senza descrizione, rappresenterebbe la Sibilla Persica e si presume che Syrlin Jörg il Vecchio vi abbia ritratto sua moglie. Altri due busti di Sibille sono nei primi Tre Posti. Il maestro Syrlin firmò il coro almeno quattro volte e per questo motivo il coro era precedentemente attribuito a lui solo. Ma in seguito si constatò che furono diversi maestri al lavoro, di cui l'unico conosciuto è Michael Erhart. Il 17 dicembre 1944, un raid aereo devastatore colpisce Ulma distruggendo la quasi totalità della città nord-occidentale e la stazione. La cattedrale, fortunatamente, fu solo lievemente danneggiata, quando tutti gli altri edifici della piazza (Münsterplatz) furono gravemente colpiti e circa l'80 % del centro medievale, devastato. La celebre torre alta 162 metri è la più alta al mondo e può essere risalita mettendo in conto i 768 gradini della scala a chiocciola che conduce alle sue spettacolari terrazze panoramiche. La memorabile inerpicata è raccomandata a chi non soffre di vertigini e può avvenire seguendo gli orari di apertura del duomo. L’accesso alla torre richiede un biglietto (5,00 euro) e soprattutto gambe ben allenate. Accanto al duomo, vediamo due sottili stele di metallo poste in verticale davanti all’ingresso dello stabile che ospita gli uffici della Deutsche Bank. Un tempo, in quel luogo sorgeva l’edificio che dal 1939 al 1942 ospitò la famiglia dei fratelli Hans e Sophie Scholl. L’edificio andò distrutto durante i bombardamenti alleati e quello che possiamo vedere è il frutto della ricostruzione post bellica. A memoria della presenza dei due fratelli divenuti martiri poiché membri del movimento libertario anti nazista La Rosa Bianca è stato eretto l’esile monumento che di frequente la gente del luogo adorna con rose bianche. Nella piazza della chiesa, la Münsterplatz, troviamo anche la Stadthaus, un recente e moderno edificio del 1993 opera dell’architetto americano Richard Meier, che ospita varie mostre ed eventi ed è sede dell’ufficio turistico. Durante la seconda guerra mondiale, le case nella piazza "Münsterplatz" sono state tutte distrutte. Negli anni '60 e '70 del secolo scorso sono state sostituite con queste nuove case che riprendono un po' l'aspetto di quelle vecchie a graticcio. Andiamo in direzione sud, attraversiamo l’ampio viale Neue Strasse e giungiamo nella Marktplatz dove non possiamo non notare la magnifica architettura del Municipio di Ulm, l’Ulmer Rathaus (XIV-XVI secolo). Straordinario esempio di architettura gotica tedesca, l’edificio è stato più volte rimaneggiato con l’aggiunta di decori, opere scultoree (come quelle che rappresentano i sei Principi elettori) e dell’ammirato orologio astronomico considerato un capolavoro dell’orologeria storica. Nel corso del ‘500, le facciate sono state riccamente affrescate in stile rinascimentale da Martin Schaffner con scene illustranti i Vizi, le Virtù e i Comandamenti. Fortuitamente, l’esterno dell’edificio fu solo parzialmente danneggiato dai bombardamenti alleati. Proprio di fianco al Municipio c’è una particolare struttura che ospita la Biblioteca Centrale. La Stadtbibliothek Ulm è attualmente ospitata in un avveniristico edificio in vetro a forma di piramide posto alle spalle dello storico municipio. L’edificio alto 36 metri fu inaugurato nel 2004 ed è stato progettato dallo studio Gottfried Böhm il cui elaborato sostituì quello vincitore del concorso pubblico poiché quest’ultimo fu strenuamente contestato dai cittadini di Ulm. L’ingresso è libero e nella sommità dell’edificio (nella punta della piramide) è ospitato un piccolo, ma gradevole bar con una insospettabile vista sul Duomo e sul municipio… In piazza vedo il primo passero! Troverete da tutte le parti questo particolare personaggio, il simbolo stesso della città: l'Ulmer Spatz, ovvero sia un passero con un bastoncino nel becco. A parte il fatto di trovarlo ovunque in queste strade, la cosa curiosa è il fatto di essere rappresentato nei modi più disparati. La leggenda narra che durante la costruzione della cattedrale di Ulm si dovesse far entrare una grande trave attraverso la porta di accesso alla città, ma non si riusciva perché allora si era soliti caricare le travi di traverso e sui carri. La soluzione arrivò osservando un passero che dovendo far passare un lungo bastoncino attraverso un piccolo pertugio, lo posizionò longitudinalmente e così riuscì a introdurlo. Che idea!! Venne così riposizionata la trave sul carro longitudinalmente alla porta e riuscirono a farla passare, consentendo così di proseguire con la costruzione della cattedrale. Proprio sulla Neue Strasse a nord del Municipio c’è anche il museo d’arte moderna e contemporanea Kunsthalle Weishaupt, che è il vanto architettonico contemporaneo della città di Ulm. Con il suo consistente volume alleggerito dalle ampie vetrate e dal movimento a sbalzo dei solidi che lo compongono, la galleria è posta a pochi passi dal Duomo nella piazza titolata a Hans e Sohpie Scholl. Frutto dell’investimento del facoltoso imprenditore e mecenate Siegfried Weishaupt, il museo espone la invidiabile collezione di famiglia incentrata su opere pittoriche, scultoree e grafiche d’arte moderna e contemporanea. Al suo interno, inoltre, si tengono le mostre d’arte più importanti del capoluogo. La galleria è stata inaugurata nel 2007 e un ponte di vetro la collega al Museo della Città di Ulm. Il progetto architettonico è dell’architetto monacense Wolfram Wöhr che vanta la credenziale di ex collaboratore del celeberrimo Richard Meier. Andiamo verso sud, e ci troviamo davanti ai nostri occhi una torre pendente! La Metzgerturm, la Torre dei Macellai, una porta della fortificazione medievale della città. E' inclinata di 2,05 mt a nord-ovest. La leggenda narra di alcuni macellai di Ulm che mettevano della segatura nelle salsicce da vendere. Quando i clienti lo scoprirono, chiamarono le autorità e i macellai vennero rinchiusi nella torre. Quando il sindaco della città entrò nella torre per la condanna, i macellai rannicchiarono tutti in un angolo provocando la famosa pendenza. Subito oltre la torre ci ritroviamo lungo il Danubio. Non è la prima volta che vedo il Dabubio, ma ogni volta la prospettiva cambia… Tra le antiche mura della città (1482) e l’ampio corso fluviale, c’è una piacevole passeggiata che costeggia ad ovest il Quartiere dei Pescatori collegando i giardini di Tast- und Riechgarten all’immenso parco di Friedrichshau che ospita anche un piccolo zoo e acquario. Ogni visitatore di Ulm non può mancare di visitare il Fischerviertel il pittoresco quartiere dei pescatori con le sue case a graticcio e i suoi canali che sfociano sul Danubio. Il suo sviluppo è dovuto alla posizione sul fiume Blau, un affluente del Danubio. Le case tutte molte antiche erano originariamente abitate dalle corporazioni dei pescatori, e usate da altre corporazione di artigiani per sfruttare la forza dell'acqua del fiume per le proprie attività. Al centro del quartiere dei pescatori si trova la casa storta, la Schiefes Haus, la cui caratteristica principale è evidente dal nome. E' la più antica storica casa di Ulm (tra quelle rimaste) costruita nel 1443 ed è oggi (dal 1995) un piccolo hotel restaurato con cura, con camere assolutamente progettate individualmente e letti a bilanciamento obliqui. Lungo i canali si ammira anche l'Alte Münz (antica zecca), un antico palazzo medievale ampliato nei secoli XVI e XVII secolo in stile rinascimentale. Molti giovani e meno giovani si riversano da queste parti per bere o mangiare qualcosa in una atmosfera unica, romantica e rilassante. In ogni caso è una meta imperdibile se vi trovate in città, tra gallerie d'arte, ristoranti rustici, cortili, vicoli acciottolati per una piacevole passeggiata. Anche noi ci fermiamo a pranzare, in una casa tipica, alla Gaststuben im Zunfthaus der Schiffleute, un locale davvero molto tipico e molto carino. A pranzo prendo la Linseneintopf mit selbst gemachten spätzle, un piatto classico della regione sveva, con lenticchie stufate, spätzle, salsiccia tedesca (che pare più un nostro wurstel) e crauti. Usciti proseguiamo il nostro giro. Nella piazzetta Weinhof spicca la Schwörhaus, un bell’edificio che oggi ospita gli archivi della città e il Museo della storia della città. Durante il festival cittadino, nel quartiere dei pescatori, ogni anno il sindaco di Ulm rinnova lo storico Giuramento del Borgomastro dal balcone della casa dal giuramento. Proprio adiacente c’è la sinagoga. Tre sinagoghe caratterizzate dal colore rosaceo della pietra che ne riveste l’esterno e dalla forma estremamente semplificata sono state erette nelle città di Dresda, Monaco e Ulm. In comune hanno il richiamo al colore degli edifici gerosolimitani e, in particolare, a quello di ciò che rimane del Muro del Pianto. Posizionate nei pressi dei luoghi dove sorgevano le antiche sinagoghe andate distrutte nel corso del pogrom della Notte dei Cristalli, le moderne sinagoghe litiche sono espressione del complicato cammino di una comunità in bilico tra l’esigenza di ricordare il tragico passato e quella di continuare a svolgere le proprie attività comuni. Tutte meritano di essere visitate… La nuova Sinagoga di Ulm, in particolare, è stata completata nel 2012 su progetto dello studio tedesco KSG ed è posta in piazza Weinhof. L’architettura è compatta, monolitica, austera e si riassume in un cuboide che presenta il solo ornamento dato dalla ripetizione della Stella di Davide che crea una finestra a angolo composta da 600 aperture posta in corrispondenza dell’aula liturgica. Al suo interno, sono ospitati anche un centro culturale, una vasta biblioteca e un mikve (sala dedicata ai bagni rituali). Nel cuore del Quartiere dei Pescatori, in piazza Schweinemarkt, è conservato un curioso monumento dedicato al commercio che si svolgeva in quel luogo sino al 1970. Si tratta dell’insolito Monumento al Commercio di Maiali dove vediamo su un piedistallo di cemento un gruppo di figure in bronzo formato da due uomini, un contadino e un macellaio, e l’oggetto della loro trattativa, una scrofa e i due maiali posti ai loro piedi. Sembra proprio che la trattativa sia andata a buon fine e a testimoniarlo c’è una imminente stretta di mano tra i due contraenti… L’iscrizione posta nel basamento è in dialetto svevo e recita “Dr Metzgr ond dr Baur beim Handl om dui Sau” che significa: il macellaio e il contadino fanno affari con la scrofa… Ci ritroviamo di nuovo sul lungofiume, ripercorriamo una gradevole passeggiata lungo le antiche mura fino ad arrivare al ponte Herdbrücke. La particolarità è che sul ponte c’è una targa a terra che ricorda il confine tra le due regioni. Il fiume divide due città e due regioni: è il Danubio che separa l’antica Ulm (Ulma), appartenente al Baden-Württemberg, da Neu Ulm (Nuova Ulma), appartenente alla Baviera. Foto di rito al confine, ma non ci dilungheremo a passeggiare nella Nuova Ulm. Dal ponte prendiamo in direzione nord la Donaustrasse che si ricongiunge alla lunga arterie Neue Strasse, qui proseguiamo in direzione est. Dopo poco sulla nostra destra vediamo la Dreifaltigkeitskirche, la Chiesa della Trinità. La chiesa fa parte del cosiddetto angolo del Grüner Hof. Il «Grüne Hof» è un insieme di vari edifici: la appunto Dreifaltigkeitskirche (Chiesa della Trinità) risalente al ‘300, davanti alla chiesa una fontana con la statua di Pietro (sec. 16 °); la Steinhaus (Casa di Pietra) e la Cappella di San Nicolò Romanici (sec. 13°), tra gli edifici più antichi della città, con affreschi gotici; accanto il giardino Furttenbach, creato di recente; il Cortile Ochsenhäuser Hof (Cortile del convento con portico al piano superiore risalente al 1498) e il Cortile Reichenauer Hof Chiamato anche Ehinger Hof. Costruito da Ulrich Ehinger nel 1535. Molte volte dimora dell’imperatore Carlo V. Nell’ala est, la sala lussuosa di una casa del 1370 con un ciclo di affreschi. Nel cortile, in luglio e agosto, c’è il teatro all’aperto. Proseguiamo la strada Neue Syrasse fino a vedere un’altra torre, ci passiamo sotto e proseguiamo fino ad arrivare di fronte al cinquecentesco Zeughaus, l’Arsenale, costruito dal 1522 al 1667. Gli ampi resti dell’area, danneggiata pesantemente nel 1945, danno un’impressione della grandezza di allora. Proprio di fronte è situata una fontana dedicata ad Einstein, ed è il motivo per cui ci siamo spinti fin qua. La singolare fontana di bronzo che raffigura Albert Einstein con i capelli arruffati e la lingua fuori fu realizzata dallo scultore Jürgen Goertz per rendere onore al figlio più illustre di Ulm; Einstein infatti nacque qui, anche se lasciò la città ad appena un anno. La fontana presenta una forma simile a un missile con la punta a chiocciola ed è una presa in giro dei tentativi dell'uomo di manipolare l'evoluzione per i propri interessi. Sul muro di un edificio situato nelle vicinanze, in Zeughaus 14, c'è una pietra su cui c'è scritto Ein Stein (una pietra). Andiamo verso nord passando per dei vicoletti residenziali e molto tranquilli e ci ritroviamo sulla Seelengraben. La zona è molto particolare, ci sono delle antiche mura e sopra vi hanno costruito delle piccole casette colorate. Davvero un angolo suggestivo. Alla fine della strada ci troviamo sull’arteria Frauenstrasse, andando in direzione nord dopo pochissimo si è sulla Olgaplatz. All’angolo della piazza c’è la St. Georgskirche(Chiesa di San Giorgio) edificata nel 1904. L’ex chiesa di guarnigione fu costruita in base a forme tardo gotiche. Lo spazio interno è dominato dall’ampia navata centrale con dipinti coloratissimi e figure d’altare ispirate a prototipi tardo gotici. Mi è piaciuta davvero molto! Alle sue spalle c’è l’Alter Friedhof, l’antico cimitero cittadino. Qui una volta sorgeva la precedente chiesa della cattedrale di Ulm, la chiesa di "Nostra Signora", non protetta fuori dalle mura della città. L'antico cimitero è oggi un collegamento tra il centro città e Oststadt, molto centrale e può quindi essere facilmente raggiunto durante una passeggiata in città. Situata a nord del vecchio cimitero, c’è invece la Pauluskirche. È la prima costruzione ecclesiastica in cemento armato della Germania. La chiesa presenta numerosi elementi dello stile liberty e delle tendenze coeve dell’architettura riformatrice. Vi possono entrare 1500 persone ed è considerata unica come chiesa per concerti per la sua acustica favolosa. Ritorniamo verso sud sulla Frauerstarsse fino a svoltare a destra sulla Kornhausgasse. Qui all’angolo decidiamo di fare una pausa dolce in un posticino molto carno dal nome BAYER. Prendiamo dei caffè e dei dolci alla frutta. Proseguiamo poi la passeggiata fino a raggiungere dopo poco la Kornhausplatz. La piazzetta, molto carina davvero, prende nome dall’edificio Kornhaus, l’antico granaio rinascimentale, costruito alla fine del ‘500. La facciata dell'edificio rinascimentale, decorata con la tecnica dello sgraffito e che simula una struttura in pietra, porta i frontoni a onda sui lati ovest e est. Sul lato sud ci sono due portali con elementi di transizione di stile dal tardo gotico al rinascimento. Oggi ospita concerti e mostre. Nella piazzetta c’è anche la sede del Centro di Formazione in Scienze Naturali, il museo “vivente” di Ulm con collezioni scientifiche delle varie ere geologiche e della flora e fauna. Prendiamo la stradina in direzione sud, la Hafengasse che ci porta a un piccolo spiazzo, il Judenhof, con una piccola fontana rappresentante Nettuno. Prendiamo la Schuhhausgasse e rispuntiamo nella piazza del duomo. Dalla piazza prendiamo la Platzgasse, qui poco più su sorge un gran bell’edificio, il Büchsenstadel, costruito nel 1485 per essere utilizzato come deposito di armi, un edificio a graticcio con frontoni in mattoni tardo gotici, oggi ospita la radio cittadina e un centro ricreativo. Proseguiamo sulla Küfergasse che si incrocia poi con la Salzstadelgasse. Qui, poco più su, per chi è interessato c’è il Museo della Cultura del Pane. Il singolare museo privato si trova nello storico Salzstadel (deposito del sale) del 1592 ed è dedicato ai 6.000 anni di storia del pane, come fondamento essenziale della vita umana, della cultura e civiltà. La collezione comprende 16.000 oggetti provenienti da più di 30 aree di raccolta ed illustra l‘importanza del pane come cibo nella storia dal punto di vista culturale, sociale e tecnico. Una collezione d‘arte di prim’ordine (che comprende opere di Bruegel, Kollwitz, Picasso) e mostre temporanee completano la collezione. Il biglietto di ingresso costa 3 euro. Proseguiamo in direzione sud fino ad arrivare dopo poco nuovamente alla Bahnhofstrasse. Siamo pronti per andare in stazione e ritornare a Stoccarda. Facciamo il biglietto alle macchinette davvero al volo, abbiamo il treno dopo 5 minuti e non vogliamo perderlo. Una corsa al binario 4 e via! Noi entriamo e le porte si chiudono! Al pelo proprio! Per fortuna il viaggio di ritorno in treno sarà senza intoppi e ritardi. Arriviamo a Stoccarda e decidiamo di arrivare a piedi in hotel passeggiando per il centro. La pedonale è stracolma di gente, in effetti ci sta, è sabato pomeriggio… Ci fermiamo a vedere qualche negozio, vorrei comprare qualche souvenir, ma mi accorgo in realtà che non ce ne sono..! Arriviamo fino in fondo e poi svoltiamo a sinistra sulla Eberhardstraße e passiamo proprio sotto la Tagblatt-Turm, un grattacielo di 18 piani per 61 metri d'altezza. Fu costruito dal 1924 al 1928 su progetto di Ernst Otto Oßwald, rappresentando così uno dei primi grattacieli costruiti in Germania. Inizialmente ospitava la sede del quotidiano Neues Tagblatt, sostituito dopo la seconda guerra mondiale dalla Stuttgarter Zeitung che vi rimase fino al 1976; nel 1982 fu ristrutturato internamente, ricavandovi spazi espositivi per uso pubblico e uffici. Il complesso consta di una torre con struttura in acciaio e di un corpo basso di 4 piani; le facciate esterne sono in cemento a vista, con un forte contrasto con l'edilizia storica circostante. Di fronte al grattacielo sorgeva un altro importante esempio di architettura moderna: i grandi magazzini "Schocken", progettati da Erich Mendelsohn e abbattuti nel 1960. Torniamo in albergo e ci riposiamo un’oretta e mezza. Dopo usciamo e ci dirigiamo verso il Feuersee, il nostro obiettivo è andare a cena in un ristorante di cui ci han parlato molto bene, lo Stuttgarter Stäffele. Siamo coscienti che sarà dura trovare un posto di sabato sera, se è così ben recensito… Ci incamminiamo comunque verso il locale, la zona non è granché, zona residenziale, ma il locale già da fuori sembra carino. Quando entro dico “wow”, ma la mia esclamazione dura poco, non ci fanno neanche avvicinare alla sala che in tedesco ci dicono che sono pieni. Chiedo in inglese se è possibile attendere, magari se si libera un tavolo… Mi viene risposto un secco “nein”, anche in maniera non molto simpatica. Ci rimaniamo male anche se un po’ ce lo sentivamo, quindi, dove si va adesso? Decidiamo di andare verso il centro senza una meta e vedere… I locali sembrano tutti pieni! E’ anche sabato sera e orario di punta… Riusciamo a trovare un posticino sulla Calwer strasse, una delle parallele della via pedonale. Mangeremo dalla “Paulaner am alten Postplatz”. Non è la prima volta che mangio presso un ristorante del marchio Paulaner, devo dire che non mi dispiacciono. Stasera si va di schnitzel e patatine! Dopo cena faremo un giro in centro, neanche molto lungo, giusto per fare due passi dopo cena… Dopo ci dirigiamo verso l’hotel, passeremo per la Leonhardstrasse, non c’è un gran bel giro, con i night e i locali che ci sono, la clientela non è molto affidabile… Dopo poco possiamo però sprofondare nel lettone, domani ci aspetta l’ultimo giorno. Il giorno dopo ci svegliamo con calma, anche se non tardi. Questa volta purtroppo le previsioni ci prendono e non sbagliano: piove! Facciamo la nostra colazione e poi usciamo. Per fortuna piove ma non in maniera molto forte, riusciamo comunque a camminare con il nostro ombrellino… Siamo diretti alla Staatsgalerie Stuttgart sulla Konrad-Adenauer-Straße (civico 30-32). È una delle pinacoteche tedesche più importanti per la sua architettura singolare, per la collezione che copre sette secoli di storia e per le mostre di rilievo organizzate ogni anno. L’edificio originale della Pinacoteca di Stoccarda, la cosiddetta Vecchia Staatsgalerie, è fra i musei più antichi in Germania. Fu fatto costruire da Re Guglielmo I del Württemberg fra il 1838 e il 1843. Alle tre ali in stile neoclassico nel 1984 fu aggiunto un ampliamento a opera dell’architetto star James Stirling. Oggi è nota come Nuova Staatsgalerie ed è considerata un capolavoro dell’architettura postmoderna. La collezione permanente presenta opere d’arte alto-tedesca, italiana e olandese oltre ai dipinti del classicismo svevo. La parte più cospicua è relativa al XX secolo e comprende grandi “classici moderni” legati, ad esempio, a die Brücke di Ernst Ludwig Kirchner, al cavaliere blu di Wassily Kandinsky o al Balletto triadico di Oskar Schlemmer. Pablo Picasso è rappresentato alla Staatsgalerie con opere che coprono tutto il suo percorso creativo. La sala dedicata a Joseph Beuys fu allestita di persona dall’artista per l’inaugurazione della nuova ala nel 1984. Improntato al principio di museum in motion, l’allestimento prevede sempre nuove mostre straordinarie, ma anche la presentazione di “ospiti”, cioè di opere in contesti mutevoli. Il museo diventa così vero e proprio luogo d’arte, dove le opere “dialogano” in modo sempre nuovo con chi le osserva. Le sale di esposizione sono punto d’incontro e di confronto fra antichi maestri e artisti contemporanei e quindi aprono nuove prospettive. La gigantesca scultura di Richard Deacon (1949-) ad esempio è posta dirimpetto a tele barocche. La collezione d’arte permanente oggi conta circa 800 opere, mentre la raccolta grafica espone a rotazione nel “gabinetto grafico” una selezione dei suoi 4.000 fogli. L’esposizione cambia 7-8 volte l’anno ed è accompagnata da un ricco programma di visite guidate. Noi siamo andati spinti soprattutto per vedere l’opera di Bansky “Bambina col palloncino”, quella che all’asta è stata autodistrutta. Ma il museo merita davvero tanto, lo abbiamo visto molto di fretta, ma siamo rimasti sorpresi, davvero notevole! Consiglio a tutti la visita. Di fronte al museo c’è il teatro dell’opera cittadino, lo Staatstheater Stuttgart, originariamente teatro di corte reale, costruito tra il 1909 e il 1912 da Max Littmann in pietra arenaria e restaurato nel 1983/1984. Uno degli edifici più rinomati del tardo storicismo. Palcoscenico del corpo di ballo e della compagnia lirica di Stoccarda. Subito dopo il museo saliamo per una viuzza fatta tutti di scalini che passa tra palazzi residenziali, la Eugenstrasse. In fondo a tutto la scalinata c’è la Eugensplatz con il monumento dove la bella Galatea guarda la città dall’alto della collina. La figura venne donata dalla Regina Olga nel 1890. Galatea (il nome significa “bianca come neve”) è una figura della mitologia greca. Agognata dal ciclope Polifemo, ella gli preferì però il giovane pastore Aci. Per questo, Polifemo scagliò una roccia contro Aci, uccidendolo. Galatea fece nascere una sorgente da sotto la roccia e trasformò Aci nel Dio del fiume. Anna Sasse, figlia di un calzolaio berlinese, fece da modella all’artista Otto Rieth per la realizzazione di questa figura. Molti cittadini di Stoccarda erano insoddisfatti di questa rappresentazione quasi completamente nuda (...o forse perché non si trattava di una fanciulla locale?) e se ne lamentarono. La Regina Olga minacciò pertanto di far capovolgere la figura, di modo che vegliasse sulla città con il suo posteriore. Le lamentele si interruppero immediatamente! Eugensplatz è un apprezzato punto d’incontro soprattutto per il panorama sulla città. Sarà stata la giornata nuvolosa e con pioggia, ma dall’alto la vista sulla città non mi ha fatto impazzire. Non credo sia una città che vista dall’alto abbia chissà che scena. Ho apprezzato difatti molto più la vista da terra verso le colline circostanti, con la vista sulla torre della tv. La torre della televisione di Stoccarda (in tedesco Fernsehturm Stuttgart) è la prima torre televisiva costruita al mondo. Grazie alle sue caratteristiche in campo estetico e tecnico-architettoniche essa è considerata come un modello per tutte le torri di successiva costruzione. Da luglio 2006 è in funzione un'altra antenna, ossia la vicina torre delle telecomunicazioni Telekom. Attualmente dalla torre vengono però ancora trasmessi vari programmi radiofonici. La torre della televisione è oggi uno dei punti d'interesse per chi visita la città di Stoccarda, al suo interno è così stato allestito un bar, un ristorante ed un negozio di souvenir. L’ingresso alla torre tv con terrazza panoramica costa 9 euro. Alla fine, nonostante il brutto tempo, decidiamo di prendere la metro U5 direzione Killesberg. Facciamo un biglietto giornaliero cumulativo di gruppo al prezzo di euro 12,30. Attenzione però, il ticket è valido solo per le prime due zone. Per l’aeroporto (zona 3) non è valido. Scendiamo dopo poco fermate al capolinea, proprio la fermata Killesberg, e ci ritroviamo già praticamente nel parco. Sicuramente non la stagione e il giorno migliore per visitare il parco. Per fortuna però all’improvviso smette di piovere e si apre anche il cielo. L'entrata al parco è gratuita. Leggevamo che all’interno si può trovare un caffè/ristorante, alpaca, cavalli, anatre e diversi animali. Che c’è addirittura un piccolo trenino che attraversa il parco. I binari li ho visti ma del trenino neanche l’ombra, così come dei caffè. Il parco è tenuto comunque benissimo. Particolarità del parco è la Killesbergturm, una torre d’acciaio quasi a forma di albero. Può sembrare gracile o insicura fatta com’è di cavi d’acciaio e gradini aperti, e invece regge benissimo il peso di una quantità di visitatori che hanno persino il coraggio di dondolarsi sulla cima per ammirare la vista aperta sulla città… Rimango sempre dell’idea che Stoccarda, non sia una di quelle città da vista strabiliante dall’alto… E’ stato carino salire su, ma non ho resistito molto, avendo un po’ di vertigini… Inoltre un vento allucinante! Dopo prendiamo nuovamente la U5 in direzione centro città e scendiamo alla fermata della stazione centrale. Prenderemo la Lautenschlagerstraße, una strada ricca soprattutto di banche e agenzie. La via prende poi il nome di Willi-Bleicher-Straße ed un edifico notevole da vedere è la Haus der Wirtschaft, la Casa degli Affari. Un edificio a mio parere interessante, dove oggi ha sede il Ministero degli Affari Economici. L’edificio risale alla fine dell’Ottocento e nacque come Museo del Commercio. Poco distante la chiesa dell’Hospitalkirche, una chiesa a tre navate costruita dal 1471 al 1493 sotto la direzione del capomastro Aberlin Jörg. Nel 1944 fu in parte distrutta da una bomba. Torre e coro furono ricostruiti dal 1951 al 1960. Nel coro un gruppo di crocifissi di Hans Seyffer (Hans von Heilbronn - 1501), l'altare di Sachsenheimer (1489) e alcune tombe dei secoli XVI e XVII. Dopo ci rechiamo verso la Schlossplatz per il pranzo. Ci fermiamo da Ochs'n Willi, un locale che da internet mi ispirava. E in effetti non ho sbagliato. Un locale davvero molto molto carino, con un menù molto molto vario e soprattutto ottime pietanze! Direi che concludiamo con un buon pasto! Dopo girelliamo un po’ in qua e in là nei dintorni della piazza e poi decidiamo di andare verso l’hotel per avviarci con calma verso l’aeroporto. Prima però ci manca un’ultima visita: troviamo finalmente aperta la Stiftskirche! L'antica chiesa, già presente in città nel 1100, è stata una delle culle della Riforma, luogo in cui è stato dato uno dei primi sermoni protestanti. Nel 1240, la precedente struttura venne sostituita da un imponente chiesa a tre navate con due torri, in stile romanico. A commissionare la costruzione furono i conti di Württemberg, che risiedevano nel vicino Castel Vecchio. Ai livelli più bassi della chiesa sono ospitate alcune tombe importanti: Johannes Brenz, uno dei primi ministri protestanti venne sepolto qui: si dice che vennero accolti i suoi desideri, in modo che potesse sentire i sermoni dei nuovi riformisti per tutta l'eternità. Una tomba matrimoniale del XIII secolo è conservata nella cappella a sud della torre, al suo interno sono contenuti i resti di Ulrich I, conte di Württemberg e della sua seconda moglie, contessa di Württemberg (morirono entrambi nel 1265). Ho battuto per visitarla all’interno e alla fine ce l’ho fatta, ma tutto sommato, proprio nulla di imperdibile. Poveretta è stata distrutta, ma sul modo in cui all’interno sia stata ricostruita…tralascio… Dal nostro hotel dopo ritorniamo a piedi trascinando un po’ valigie fino alla fermata Rotebühlplatz Stadtmitte, in centro città. Da qui c’è sia il collegamento per la linea metro U che per la linea S (ferrovia veloce urbana e suburbana). Prendiamo la linea S3 che porta direttamente in aeroporto, non sarà poi neanche un tragitto cosi lungo… Purtroppo partiremo con un’ora buona di ritardo e, come avevo immaginato, faremo un volo non proprio simpatico, troppo vento, turbolenze…menomale che è stato solo un volo di un’ora. Ma contento. Non esistono aerei sbagliati, treni sbagliati, destinazioni sbagliate. Non si sbaglia mai a viaggiare. Comunque vada, ogni viaggio ci avrà reso indubbiamente più ricchi.

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