Girovagando in Friuli Venezia Giulia

Alla scoperta di Lignano, Aquileia, Grado, Trieste, Redipuglia, Gorizia, Cividale, Udine e Palmanova

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  • di 44gatti
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

E’ stato mio marito a suggerire quest’anno come meta turistica il Friuli Venezia Giulia. In realtà avevo già visitato questa regione – causa il terremoto del lontano 1976 – ma l’avevo fatto a nord, in val di Resia. L’itinerario che vogliamo seguire stavolta, invece, è limitato al Friuli centro-meridionale. Essendo quindi tutto nuovo per noi, ho ricevuto ottimi suggerimenti dalla giuda di Trieste dei T.p.c. Altri spunti li ho ricavati dal sito ufficiale www.turismofvg.it. Il nostro non è un semplice soggiorno balneare, ma soprattutto una visita storico-artistica-culturale di circa 10 gg. A tal fine ho trovato molto utile acquistare la Friuli Card sponsorizzata dal sito (la ns. è quella a 29 € per 7 gg ma ve ne sono anche altre) perché permette numerose visite guidate gratuite nelle principali città e anche accessi gratuiti o scontati ad altri luoghi. Per prudenza però, prenoto anche 2 gg. a Lignano Sabbiadoro per i ragazzi. Lì c’è infatti anche un parco acquatico per il loro divertimento oltre che il mare. Le prenotazioni alberghiere su Booking.

2 Agosto

Partiamo per il Friuli e in meno di 3 ore raggiungiamo Lignano tipica città balneare, chiassosa nel centro ma tutto sommato piacevole. Vaghiamo un po’ lungo la spiaggia e prendiamo il sole. All’ufficio turistico compro e mi informo meglio delle varie possibilità della Friuli Card e dei migliori luoghi di visita. Con l’occasione prenoto anche la visita guidata ad Aquileia. Il giorno successivo lo dedichiamo invece al divertimento ad Acquasplash.

4 Agosto

Visitiamo Aquileia con la guida. La città ebbe il suo massimo fulgore al tempo dei romani perché florido porto fluviale e ricca di scambi commerciali con Alessandria d’Egitto. Purtroppo dopo la distruzione di Attila, re degli Unni, i suoi abitanti preferirono abbandonarla rifugiandosi prima nel castrum di Grado e poi a Torcello e Venezia. Così per secoli e secoli fu una cava a cielo aperto esposta a qualsiasi scorreria e rapina. Quel che resta di Aquileia è ora a due metri sotto il terreno o conservato presso il locale museo archeologico. Particolare e molto bella è però la basilica. La guida infatti riferisce che nel 1909 per puro caso fu scoperto sotto il vecchio pavimento basilicale un più antico pavimento a mosaico, eccezionale per la vastità e lo stato di conservazione, che possiamo lungamente ammirare nella basilica. Esso risale infatti a solo una decina d’anni dopo l’Editto di Costantino (313 d.C.). Gli scavi archeologici della città oggi visibili risalgono invece all’epoca mussoliniana.

Anche nel campanile è visibile parte del mosaico più antico. Nel pomeriggio visitiamo Grado e la sua chiesa più antica, S. Eufemia, che conserva anch’essa un mosaico “solo” del sesto secolo. Nella serata, dopo varie peripezie, giungiamo all’alloggio. Ho preferito infatti scegliere una località fuori Trieste, vicino a Opicina, perché il problema del parcheggio cittadino mi assilla un po’.

Il mattino seguente raggiungiamo in macchina Opicina, località che dalle colline, domina Trieste e col tram ancora in servizio raggiungiamo il capoluogo. La curiosa discesa offre un bel panorama della città. In piazza Unità d’Italia sorge l’ufficio turistico e ci prenotiamo per la visita guidata. Nell’attesa, passeggiamo sul molo Audace con bel colpo d’occhio alla città dal mare. Assieme ad altri turisti, italiani e non, iniziamo poi la caliente visita. Caliente perché il caldo è torrido, l’ora vicino alle 11 e in più ci inerpichiamo per la salita di S. Giusto. Tutto il gruppo è più o meno provato anche se a me, per la fatica che ho fatto, mi pare di avere raggiunto in un sol colpo gli anni di Matusalemme. Bello è comunque l’arco romano, il colle, il castello e la chiesa. La guida alterna spiegazioni in italiano con l’inglese per un gruppo eterogeneo di stranieri. Nella discesa, più piacevole, un passaggio ai resti del teatro romano e alla statua pedestre di Umberto Saba, posto nel mezzo delle vie cittadine. Per curiosità, una piccola mattonella in piazza Unità d’Italia ricorda ai viandanti che proprio in quella piazza nel 1938 furono proclamate dal duce, l’applicazione delle leggi razziali in Italia. Infine la guida ci mostra la chiesa greca ortodossa, raccontandoci come Trieste, forse per la sua posizione geografica, è stata lungamente una città molto tollerante. Ne sono la prova una miriade di chiese di ogni religione e fede sparse un po’ dovunque in tutta la città. E ciò principalmente a motivo dell’allora sovrana illuminata Maria Teresa d’Austria che concesse libertà di culto alla popolazione triestina. Ormai liquefatti, ci sediamo in un piccolo ristorante vicino al Canale di S. Giorgio e mangiamo

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