Francoforte, il punto d'incontro tra antico e moderno

Una città dalle mille sfaccettature dove l'antico si incontra con il moderno

  • di tus-operator
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

L’idea di questo weekend nasce da un regalo ricevuto da Francesca per il suo compleanno: un paio di giorni di vacanza in una città europea per staccare la spina dalla vita di tutti i giorni.

Dati i pochi giorni a disposizione sarebbe stato poco sensato puntare su una capitale europea, così inizia a farsi strada l’idea di Francoforte. Cosa ci ha fatto propendere per questa scelta? La sua fama di città moderna e dall’architettura dominata da altissimi grattacieli in contrasto con le sue radici più storiche e tradizionali. E abbiamo scoperto proprio in questo contrasto un punto chiave per la lettura del fascino e della bellezza di questa città tedesca.

Buona parte di Francoforte venne distrutta in seguito al bombardamento degli Alleati del 1944. Di primo acchito, questo frenerebbe il turista alla ricerca di deliziosi scorci medievali e di antiche cittadine. Ma è sorprendente scoprire la meticolosa ed efficiente passione che i cittadini hanno messo nel ricostruire la loro città. Il solo pensare di svegliarsi un giorno e non trovare più le vie, le piazze e le case a cui sono legate le abitudini quotidiane e i ricordi di una vita ha qualcosa di agghiacciante e spiazzante. Ma ecco che dalle ceneri la città riprende vita, in modo nuovo e conforme al nuovo secolo e alle nuove speranze ma senza scordare le radici e gli antichi simboli di Francoforte.

La città, dalla fine del secondo conflitto mondiale, non ha smesso di cambiare faccia e di propendere verso il futuro. Ovunque si possono notare cantieri e nuovi palazzi, perfino nel cuore della città. Ed è incredibile constatare come questa disomogeneità non sia affatto sgradevole e come, anzi, incuriosisca il turista a spingersi oltre… oltre la prossima attrazione ed oltre il proprio concetto di bellezza.

PRIMO GIORNO: venerdì 01 marzo

Giusto il tempo di alzarsi in volo, di attraversare le nuvole, di osservare dall’alto il bianco cangiante della neve sulle vette alpine e… già l’aereo si prepara per l’atterraggio. Partendo da Bergamo, basta davvero una sola oretta di volo per raggiungere l’aeroporto di Francoforte Hahn. Come per buona parte dei voli Ryanair, lo scalo non è del tutto vicino alla città di riferimento e, per poter raggiungere Francoforte, è quindi necessario prendere un bus della compagnia Bohr (prezzo biglietto 14€ a viaggio – pensilina proprio fuori il piccolo aeroporto, dietro il banco informativo che vende anche i ticket) che in circa 1.30 h vi accompagna fino alla Stazione Centrale (Franfurt Hauptbahnhof).

Arriviamo in città verso le 13 e raggiungiamo in 10 min a piedi l’hotel Holiday Inn Express Frankfurt City Hauptbahnhof 3*, precedentemente prenotato on-line. La struttura è nuovissima, il prezzo molto interessante (56 per camera a notte), il personale è cortese, la colazione buona e la posizione perfetta (per maggiori informazioni vi rimando alla mia recensione su tripadvisor.com)… insomma ve lo consiglio!

Appena usciti dall’hotel sbagliamo direzione e finiamo in pieno quartiere a luci rosse (preciso che i dintorni dell’hotel sono invece tranquilli). La zona è degradata e frequentata da gentaglia. Passiamo oltre, cercando di tornare sulla retta via, e riprendiamo l’itinerario che inizia con una sosta ai piedi Eurotower. La zona è caratterizzata da grattacieli e da un bel parco. Dopo le foto di rito davanti al mega simbolo dell’euro, facciamo una foto all’esterno della casa di Goethe e ci dirigiamo verso il centro storico vero e proprio. Entrando nel Römerberg, la piazza principale, l’impatto è favoloso! Dopo tanta modernità, sembra di tornare indietro nel tempo. Anche se buona parte degli edifici è stata ricostruito dopo la guerra, l’atmosfera sembra autentica e lascia intuire quanto fosse bella un tempo la città. Tanta bellezza però richiama anche l’appetito! Entriamo quindi nel ristorante Romer Bember (per la recensione vi rimando su tripadvisor.com) ricavato proprio all’interno di una di queste graziose casette a graticcio della piazza e scrutiamo il menu. Primo momento di panico della vacanza: Francesca dichiara serenamente che lei non va matta per la carne e che, nel caso, la mangia solo se cotta adeguatamente. Niente zuppe, pesce o affini. Nel mio cervellino iniziano a girare gli ingranaggi e realizzo che in Germania la cucina è fatta solo di queste cose!! Un po’ dubbiosi ordiniamo degli schnitzel e la cameriera ci porta un bel piatto con cotoletta e patatine. Francesca diventa raggiante e io mi rilasso

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