Sbarco in Normandia 2001

Sbarco in Normandia 2001. Finalmente giunge il momento di partire anche per noi. Quest’anno la destinazione scelta è la Normandia, attraversando la Borgogna e, sulla via del ritorno, un po’ di Bretagna e di Valle della Loira; il periodo fine ...

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  • di ivy
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Saliamo a gustarci un buon pranzo al sacco nel parco del castello che domina la città, con una vista davvero spettacolare sulla lunga spiaggia gremita di gente.

Visitiamo il castello del XV sec. Che ospita una ricca mostra di storia navale, ove il mare è l’elemento essenziale (quadri, modellini, reperti), ed ammiriamo una collezione unica di oggetti di avorio finemente intagliati. Dieppe è, infatti, famosa per i suoi navigatori, i suoi scopritori di terre nuove, i suoi mercanti, i corsari, e per i suoi esperti scultori di avorio, la materia pregiata proveniente da paesi lontani.

Proseguiamo lungo la bellissima costa che a tratti s’innalza fino a toccare i 125 m. Di altezza, percorrendo 140 km di lunghe spiagge, falesie e villaggi di pescatori. E’ la costa di alabastro! Breve sosta, che merita davvero, a Saint Valery en Caux, veramente stupenda, con la sua cittadina colorata e il porticciolo gremito di barche a vela.

Arriviamo nel tardo pomeriggio a Fecamp, piccola città dall’atmosfera semplice e tranquilla, a ridosso delle scogliere, che Riccardo ed io troviamo molto romantica al tramonto, per la sua passeggiata in riva all’oceano, la scogliera illuminata ed i due fari del porto.

Ceniamo in un ristorantino con vista panoramica, a base di squisito pesce e dopo la classica “crépè au chocolat” torniamo a goderci la serata passeggiando e ascoltando la musica di un gruppo locale sulla spiaggia.

Rientrando all’hotel scorgiamo un palazzo sfarzosamente illuminato che pare un castello, ma che scopriamo essere un museo voluto e costruito dal produttore dell’amaro “Benedictine”; il palazzo è particolare, una miscela di stili diversi, dal neogotico al neorinascimentale, ma pur bello nel suo insieme, e presenta nelle sue sale la storia e il ciclo di produzione dell’amaro.

- Ancora una bella giornata di sole! Partiamo da Fecamp ben consapevoli che andremo ad ammirare uno dei luoghi più belli del nostro viaggio: Etretat.

Entriamo nella piccola cittadina, incorniciata da imponenti, spettacolari scogliere, scolpite dal vento e dall’acqua a formare grotte e faraglioni; unico neo, un caldo tropicale (37°!), che solo immergendo i piedi nell’acqua riusciamo ad alleviare un poco.

Ma la vista di tanto splendore ci fa dimenticare ogni disagio; un vero trionfo della natura appare ai nostri occhi sia dalla spiaggia sia dall’alto della scogliera, che raggiungiamo percorrendo un facile sentiero: le bianche falesie si stagliano nel blu del cielo e s’immergono nel verde dell’oceano, le cui onde ne lambiscono le grotte e la spiaggia di candidi ciottoli. Tutt’intorno volteggiano decine di gabbiani e di altre specie di uccelli.

Attendiamo il tramonto, che puntualmente si presenta tinteggiando cielo, oceano, e rocce di caldi e luminosi colori, mentre i gabbiani cantano la meraviglia della natura.

Prima che si faccia buio, scendiamo in paese e troviamo un locale all’aperto dove ceniamo con lo sguardo rivolto verso le scogliere, che vengono illuminate anche di notte per concedere ancora a chi le vuol guardare il piacere di così tanta bellezza.

A malincuore lasciamo Etretat per raggiungere il nostro albergo a Le Havre; l’hotel non è granché, il suo gestore…pure, ma dopo una giornata del genere dormiamo bene lo stesso! - Affacciandoci alla finestra della nostra camera, che da’ sulla piazza della moderna chiesa St. Joseph di Le Havre, il mattino dopo ci si presenta un cielo un po’ coperto; dopo tante belle giornate però si può ben anche accettare! L’itinerario di oggi prevede un’altra perla: Honfleur

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