Normandia & bretagna ... Tra realtà e fantasia

In una fredda e piovosa serata di dicembre, tra una pizza ed una birra in compagnia, il discorso si incentra sui viaggi, ed in particolare sulle varie destinazioni europee da raggiungere a bordo delle nostre moto nel corso delle prossime ...

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  • di Andrea Dallatomasina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

In una fredda e piovosa serata di dicembre, tra una pizza ed una birra in compagnia, il discorso si incentra sui viaggi, ed in particolare sulle varie destinazioni europee da raggiungere a bordo delle nostre moto nel corso delle prossime ferie estive.

Norvegia, Irlanda, e tante altre destinazioni che, ci permettono di girare l’Europa in lungo ed in largo nel giro di qualche decina di minuti, ma quando ad un tratto è lanciata l’idea di andare in Normandia, i consensi non sono certamente mancati.

E’ bastato solamente un attimo per sottoscrivere “una sorta di patto” per le vacanze dell’anno seguente.

Fatto l’accordo, nella mia infernale testolina ho iniziato a progettare una sorta di itinerario di massima che non si poteva rifiutare.

Quindici giorni a disposizione e la visione dei luoghi più caratteristici della Francia del Nord, con l’esclusione purtroppo di Parigi perché da sola avrebbe tolto quattro o cinque giorni. L’itinerario in linea di massima concordato da tutti dovrebbe essere Rouen come porta d’ingresso da raggiungere quanto prima, le falesie di Étretat, la zona dello sbarco alleato, Mont-St-Michel, St-Malo, la costa bretone di granito rosa, la zona dei fari, Carnai con i suoi megaliti, e se ci resta qualche giorno di tempo a disposizione anche qualche castello della Loira da visitare rappresentano la porta d’uscita.

Finalmente, dopo aver preparato il viaggio da mesi arrivare il giorno della partenza per le sospirate e penso, meritatissime, vacanze estive. Il ritrovo è stato fissato alle 8:20 davanti al bar. Arrivo con un paio di minuti prima dell’orario previsto e scopro, con grande sorpresa ed incredulità, che sono arrivato per ultimo!!!! Strano ma vero.

Un caffè veloce e in sella …… il carico è ben posto, il pieno della serata precedente c’è ancora, il casco è ben allacciato, le luci come al solito accese, via si parte!! Questa mattina ci aspetta un lungo viaggio. Coscienti di aver scelto, per arrivare il prima possibile al primo punto stabilito, un itinerario basato esclusivamente da autostrade, ci diamo dentro fin dal primo mattino con tratti da 230-260 Km alternati da soste per sgranchire le gambe, sgranocchiare qualcosina e per gli “svuotamenti”, il tutto sincronizzati con i riempimenti del serbatoio.

Arriviamo in Francia verso l’ora di pranzo dopo aver attraversato il traforo del Frejus. Il tempo non promette certo il sole ma agevolerà di certo il nostro ancora lungo viaggio.

La strada, continuando a salire e scendere, scorre veloce sotto di noi. Ai lati dell’autostrada passano le Alpi francesi, le vaste distese coltivate che giustificano la fama di “granaio di Francia” di queste zone, le colline coperte di vigneti per la produzione di vini molti diversi tra loro.

Dopo aver percorso 836 Km. Decidiamo di fermarci a passare la notte in un motel nei pressi di Auxerre.

La mattina seguente ci rimettiamo in sella verso le 08.00 in direzione Rouen e dopo pochi chilometri ci imbattiamo in un bando di fitta nebbia.

Sono sorpreso, erano anni che non vedevo così tanta nebbia il 17 Agosto. Speriamo che sia solo un fatto isolato! Qualche chilometro e la visibilità torna ottima.

Dopo circa un oretta di viaggio ci imbattiamo nella barriera che immette nella grande e caotica tangenziale di Parigi. Ci si accorge di essere nei pressi della capitale francese, non solo per il traffico di auto, caravan e roulette attorno a noi, ma anche per l’elevato traffico di aerei sopra le nostre teste, se ne possono contare decine

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