La Grande Boucle

Il nostro giro di Francia, dalle spiagge dello sbarco in Normandia ai castelli della Loira, passando per la splendida natura bretone

  • di hummin
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Da molto tempo speravo di poter visitare meglio la Francia, vedere Parigi e la Provenza certo mi aveva dato grande soddisfazione ma c’erano altre zone ricche di storia, fascino e paesaggi che avrei voluto esplorare con più calma.

Sono riuscito a trasformare questo sogno in realtà, visitando in due settimane Normandia, Bretagna e Loira, un meraviglioso viaggio on the road nel senso classico del termine, 2.000 km a spasso per la Francia, alla scoperta dei suoi tesori storici e naturali.

1 settembre

Si parte in aereo con volo Easyjet da Pisa alle 16, una bella giornata di sole sembra essere il miglior prologo possibile per l’inizio del nostro viaggio. Il trasferimento vero l’aeroporto di Parigi Orly è rapido e senza scossoni, poco dopo le 18 atterriamo e dopo aver preso i bagagli ci trasferiamo subito dal terminal Sud dove siamo atterrati al terminal Ovest, dove ci attende l’auto presa a noleggio. Come sempre ho preferito fare tutto online, ho atteso la settimana precedente alla partenza sperando in qualche sconto dell'ultimo minuto che, ovviamente, non c’è stato, la scelta finale fra le varie agenzie di noleggio ricade sull’Avis, garantisce, a detta di molti, serietà e fornisce auto in genere di grandi dimensioni, che poi è quel che cercavamo noi visti i bagagli al seguito. La spesa del noleggio si aggira intorno ai 270 euro, ai quali vanno aggiunti circa 100 euro complessivi di carburante (per fortuna l’auto è diesel, e non essendo in Italia la benzina costa pochissimo).

La prima tappa del viaggio è l’Alta Normandia, abbiamo prenotato come sempre online una di quelle che in Francia si chiamano chambres d’hotes per due notti, si tratta de Les Hostises de Boscherville a Saint-Martin-de-Boscherville, un delizioso paesino a una decina di km da Rouen. Ci arriviamo dopo le 22, non avevamo fatto i conti con il traffico parigino dell’ora di punta. Io non sono forse abituato a guidare in un simile caos, ma ci mettiamo un’ora per uscirne e un’altra ora abbondante per percorrere i 150 km circa che ci separano dalla destinazione. Non amo fare pubblicità ad hotel e ristoranti perché rientrano nel gusto personale e nella disponibilità economica del singolo ma faccio un’eccezione volentieri in questo caso. Il costo è 130 euro per due notti colazione inclusa, la padrona di casa è una signora gentilissima e molto disponibile verso qualsiasi richiesta, ma quel che colpisce è la collocazione della struttura. Immaginate un piccolissimo centro, con una splendida abbazia e proprio accanto ad essa immersa nel verde c’è la vostra sistemazione. Aprire la finestra la mattina appena svegli e trovarsi davanti l’abbazia di Saint Georges e i suoi giardini non ha prezzo, è una di quelle cose che mette di buon umore e instrada la giornata sui binari giusti.

2 settembre

Svegliati di buonora approfittiamo di quella che sarà una costante di tutto il nostro viaggio, le ottime colazioni. Marmellate e dolci fatti in casa, buon pane, insomma c’è di che scegliere e per un italiano all’estero anche la colazione può costituire un problema. La giornata è dedicata a visitare Rouen, distante circa un quarto d’ora di auto e ricca di spunti interessanti. Viaggiare in macchina in Francia è meno stressante che in Italia, c’è una grande disciplina degli automobilisti e molta cura nella manutenzione delle strade, certo per un italiano i limiti di velocità così rigidi non sempre possono rivelarsi un….aiuto! Non abbiamo mai avuto problemi di parcheggio durante il viaggio, in generale visitando le città abbiamo sempre preferito sfruttare i parcheggi a pagamento coperti, intanto perché ce ne sono molti e le tariffe sono oneste e poi perché viaggiando con un’auto che non è la nostra preferiamo lasciarla, quando possibile, in luoghi sorvegliati. Il meteo non è granchè, cielo coperto e qualche sporadica goccia di pioggia ci fa temere il peggio, se non altro la temperatura è buona per poter girare a piedi. Non sono esperto d’arte quindi mi limiterò ad esporre il nostro giro senza velleità di voler consigliare nessuno su cosa è più o meno interressante vedere. La cattedrale di Notre Dame è splendida, imponente come poche altre visitate sin ora è un capolavoro dell’arte gotica, completata dalle torri di Saint-Roman e di Beurre riempie da sola lo skyline della città. Ad essere onesto la visita che mi ha dato più soddisfazione è stata quella al Gros-Horloge, ci si arriva dalla via omonima dopo aver passeggiato un po’ nel centro medievale della città (da notare le case risalenti all’epoca) e ci si trova davanti a questo incredibile orologio astronomico dal quadrante dorato che risale al XIV secolo…..pensate a quante ore, minuti e secondi ha scandito da allora e di quali avvenimenti è stato testimone! La torre dell’orologio è visitabile, abbiamo la fortuna di capitare in un periodo dove il turismo di massa è già passato e quindi siamo quasi gli unici visitatori, vi consiglio di prendere l’audioguida, non vi costa nulla di più e spiega benissimo ciò che state vedendo. Per farla breve la parte più bella secondo me è quella in cui si arriva ai meccanismi dell’orologio, manutenuti in maniera eccellente nei secoli, un vero salto indietro nel tempo. Si può anche ammirare dalla cima della torre il panorama della città, vi troverete davanti alla cattedrale godervi una bella vista di Rouen.

La torre di Giovanna d’Arco e la piazza del Vecchio Mercato sono le altre tappe che non possono mancare nella visita di Rouen, purtroppo noi capitiamo di martedì quando molti musei francesi sono chiusi e fra essi la torre e per chi fosse interessato un po’ più fuori città la casa di Flaubert. Ammiriamo quindi la torre dall’esterno non senza pensare un attimo a chi in difesa dei suoi principi vi fu tenuta prigioniera prima di essere arsa viva, per poi recarci alla già citata piazza. D’impatto è molto carina, c’è un bel giardino curato e le case che ne delimitano il perimetro mantengono l’antica facciata medievale, stona secondo me la chiesa dedicata alla Pulzella d’Orleans, un po’ troppo moderna per il contesto.

Il tempo migliora in maniera inaspettata, il cielo si apre e spunta un bel sole, il che ci spinge a partire verso l’ora di pranzo in direzione Fecamp. Arriviamo giusto in tempo per mangiare qualcosa e decidere cosa fare. Fecamp è la classica località balneare, un piccolo centro molto gradevole, ma quasi completamente deserto visto il periodo, facciamo due passi sulla spiaggia e ci viene in mente come occupare il resto del pomeriggio. La tappa successiva ammetto è stata dettata dal caso, sulla tovaglietta del ristorante in cui abbiamo pranzato c’era una mappa della zona e delle sue bellezze, resto colpito dai Falaises d’Etretat che io traduco, spero non impropriamente, con la parola falesie. Non sono molto distanti in auto, ci avviamo incuriositi in quella direzione e come spesso accade quando le cose non sono frutto della pianificazione ma dell’istinto o del caso si rivela un’esperienza spettacolare.

Parcheggiata l’auto, dopo pochi minuti a piedi siamo sulla cima di una scogliera incredibile che a me ricorda molto le Cliff of Moher viste lo scorso anno in Irlanda. Ci si ritrova di colpo a picco sull’oceano, senza particolari limitazioni lungo il percorso quindi fate attenzione ad avvicinarvi troppo al bordo, con la possibilità o di scendere in spiaggia attraverso dei sentieri oppure per vari km di proseguire lungo il bordo della scogliera e osservare il panorama mozzafiato. Inutile dire che scegliamo la via panoramica, se come me vivete la vacanza con le macchina fotografica in mano qui avrete di che sfogarvi, vi porterete a casa delle inquadrature da cartolina

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