In giro per il Perigord Nero

Perigord Nero con sconfinamento nel Lot e ritorno dalla Provenza

  • di rossanacasartel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

DOMENICA 3 AGOSTO

On the road again. Partiamo da Uggiate Trevano in provincia di Como alle 8.00 di domenica, questa volta la nostra meta sarà una regione molto particolare della Francia, il Perigord. Il Perigord si trova all’incirca all’altezza di Bordeaux, campagna, patria del fois gras e regione ricchissima di tesori nascosti. Si divide in Perigord nero, verde, bianco e purple; noi andremo nel Perigord nero. Entriamo nell’amata Francia attraversando il tunnel del Frejus (pedaggio € 43,20) e ci ritroviamo nella bellissima Alta Savoia dove decidiamo di lasciare l’autostrada per fermarci a pranzo. Pranziamo molto bene gustando cucina tipica in un locale trovato per caso frequentato solo da gente del posto e ripartiamo. Il Perigord dista da Como circa 900 km per cui faremo tappa circa a metà percorso nella regione del Clermont-Ferrand. Dopo aver fatto credere per tutta la strada alle ragazze che avremmo alloggiato in uno dei numerosi hotel di plastica che punteggiano le autostrade, deviamo per la campagna del Clermont-Ferrand e raggiungiamo Parigny dove, tramite Booking, abbiamo riservato una suite famigliare in un castello di campagna. Il panorama che ci circonda è molto bello, sembra di essere in Toscana, e uno splendido cielo sereno ci accompagna. Le Chateau d’Ailly ci appare in tutta la sua fascinosa bellezza. Non è il tipico castello con guglie e torrette ma quello che più importa è che è totalmente autentico. Le sua sale trasudano storia e i suoi arredamenti sono originali. Veniamo accolti calorosamente dal gentilissimo conte che parla un po’ di italiano. Una doccia veloce e usciamo a cena.

LUNEDì 4 AGOSTO

Partiamo dopo colazione, attraversiamo il Clermont-Ferrand regione famosa per la concentrazione di vulcani e nel primo pomeriggio raggiungiamo Montignac, nel cuore del Perigord Nero, cittadina famosa per le grotte di Lascaux e raggiungiamo la nostra chambre d’hotes L’ Oustrelac che si trova in periferia a Chapelle Aubereil. Qui ci fermeremo per 5 giorni. Molto gentili i proprietari Nadine e Jacques, che aspettavano il nostro rientro curiosi di ascolare le nostre impressioni su quello che avevamo visitato e sempre disponibili a fornirci suggerimenti ed informazioni. Scarichiamo i bagagli, ci rinfreschiamo e torniamo a Montignac per cenare e visitare la cittadina. Montignac è attraversata dal fiume Vézère la cui valle nasconde numerosi incantevoli villaggi e siti preistorici che la rendono unica. Girelliamo per le strade affiancate da caratteristici edifici color ocra, visitiamo il mercato di prodotti locali e ceniamo su un terrazzo vista fiume. Inizia la nostra scoperta della gastronomia della regione dove anatra, patè e fois gras la fanno da padrone insieme alle noci i cui alberi crescono un po’ ovunque.

MARTEDì 5 AGOSTO

Mattinata dedicata alla visita di Sarlat-la-Caneda, incantevole paese di origine medioevale con i suoi edifici caratteristici e dove il colore caldo dell’ocra domina incontrastato. Foto di rito nella piazzetta con la statua in bronzo delle oche e poi ci perdiamo tra i vicoletti e i negozi di fois gras. Finito il nostro giro partiamo per la valle della Dordogna che si trova a pochi chilometri e sostiamo a Domme per il pranzo. Il paese è molto carino con una vista splendida sulla valle della Dordogna che scorre placida. Al paese si accede passando attraverso delle imponenti torri di entrata e ci sarebbe la possibilità di visitare delle grotte sotterranee ma noi ci limitiamo ad un giretto fra le viuzze e poi ripartiamo diretti a Roque Gageac. Pochi chilometri ed arriviamo. Roque Gageac è un villaggio di case color ocra adagiato sulle sponde della Dordogna che qui è punteggiata dai decine di canoe che scorrono placide. Praticamente si possono prendere le canoe in un punto, lasciarsi portare dalla corrente fingendo di essere esperti vogatori e poi si viene recuperati da un furgone che riporta naviganti e canoe al punto di partenza. Il caldo si fa sentire e il fatto che questi villaggi siano tutti abbarbicati alle rocce non aiuta. Comunque dopo la nostra visita, risaliamo in auto e raggiungiamo il castello di Castelnaud. Entrata 2 adulti + 2 ridotti a € 25,80 e ci danno pure una guida in italiano che ci aiuta a comprendere la storia del castello e delle armi che contiene. La cosa che però toglie il fiato è la spettacolare vista sulla valle della Dordogna che si apre davanti a noi una volta raggiunto il punto più alto. Più avanti si scorgono anche il paese di Beynac e il suo castello che però non abbiamo tempo di visitare. Torniamo alla base e purtroppo finiamo imbottigliati nel traffico che stringe Sarlat come una morsa e che noi dobbiamo necessariamente attraversare per tornare a Chapelle Aubereil. Questo ci porta ad apprezzare l’aver scelto di soggiornare al di fuori dei centri più grossi e ci organizzeremo meglio nei giorni a venire. Fortunatamente riusciamo comunque ad arrivare puntuali a La Ferme Minard, un allevamento di anatre dove a partire dalle 18.30 vengono aperte le porte per spiegare e mostrare il “gavage de canard” che praticamente sarebbe l’alimentazione intensiva a cui vengono sottoposte le anatre per avere il famoso fois gras. Molto interessante. Anche se la spiegazione è in francese riusciamo comunque a comprendere quasi tutto e se all’inizio ero un po’ preoccupata che si trattasse di qualcosa che potesse disturbare per la sua crudeltà, dobbiamo ricrederci anche grazie alle spiegazioni fornite. Resta comunque un’esperienza che sconsiglio a qualsiasi animalista estremo. Alla fine della spiegazione c’è la possibilità di degustare il loro prodotto e di fare acquisti. Stanchissimi ci fermiamo a cena in un locale lì vicino La Table du Terroir dove la scortesia del cameriere non riesce comunque a rovinare l’ottima cena ovviamente a base d’anatra.

MERCOLEDì 6 AGOSTO

Oggi sconfiniamo nella regione del Lot per raggiungere le Grotte di Pech Merle (ingresso € 32 tot.). Tutti parlano molto bene delle grotte di Lascaux ma io ho preferito evitare la visita di quella che comunque è una copia per vedere delle grotte che sono originali e che proprio per la loro salvaguardia hanno l’accesso giornaliero limitato. Per questo motivo è necessaria la prenotazione che noi abbiamo fatto circa un mese prima via internet. In questo modo si può scegliere anche l’orario d’ingresso. Per fortuna avevamo riservato l’entrata delle 14.00 perché la strada che dobbiamo percorrere si rivelerà lenta e tortuosa se pur molto bella e per certi tratti panoramica. Raggiunte le grotte restiamo subito affascinati dall’entrata dove una targa ricorda il nome dello scopritore, Andrè David, un ragazzetto che in compagnia di un amichetto nel 1922 si infilò in un buco senza immaginare cosa avrebbe trovato. Qui accompagnati da una guida ci vengono mostrate le pitture che riproducono mammut, bisonti, cavalli ed altre immagini insieme alle impronti di mani che veramente emozionano. La grotta è tenuta completamente al buio e alcune luci si accendono al passaggio dei gruppi o vengono accese dalle guide per i brevi attimi necessari per le spiegazioni

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