Partenza il 23/7/2005 · Ritorno il 1/8/2005
Viaggiatori: in coppia · Spesa: Da 500 a 1000 euro

Corsica: l'altra faccia della medaglia

di Elisa Palladino - pubblicato il

Dato che l’anno scorso abbiamo fatto una vacanza “cantando sotto la pioggia” (15 giorni tutti tutti piovosi), quest’anno abbiamo deciso di dirigerci verso una meta secca e soleggiata: la Corsica. L’itinerrario lo abbiamo deciso dall’italia, grazie ad internet e consigli vari, senza dimenticare la Lonely Planet. Partenza da Savona con arrivo notturno a Bastia e via di filato per 2 giorni nei dintorni di Porto Vecchio, 3 a Bonifacio e due risalendo per le montagne centrali fino ad arrivare a Bastia per ritorno sempre con imbarco notturno. Per gli alloggiamenti abbiamo utilizzato sempre la cara Gites de France che non ci ha mai deluso, a differenza della Clesvacances che ci ha mandato in una camera a dir poco oscena (nella quale la puzza di muffa aveva così impregnato il mio pigiama da non poterlo più mettere la sera dopo...). Ma andiamo per gradi!! 23 luglio partenza da Treviglio verso le 13.30 arrivo a Savona verso le 17.00. Ignari che dopo il check in non potevamo più spostare l’auto, ci siamo dovuti sorbire l’attesa dell’imbarco al porto di Savona Vado. Dato che siamo fortunati, la nave ha avuto 1 ora di ritardo, così siamo saliti a bordo alla bellezza di mezzanotte. Viaggio pessimo, dormito per terra insieme ai pinguini (c’era l’aria condizionata ala massimo e faceva un freddo becco!!!), ma per fortuna sbarcati in orario. 24 luglio Arriviamo alle 7.00 a bastia e prendiamo la N 193 per dirigerci subito verso Porto Vecchio alla volta della prima meta e chambre. Arriviamo velocemente (essendo solo 193 km di una strada statale bella e dritta) e ci fermiamo nella bella spiaggia di Pinarello, pranzo al sacco e via nel pomeriggio subito all’altrettanto bella spiaggia di Palombaggia. Passiamo l’intera giornata al mare e solo verso sera ci dirigiamo alla ns. Chambre. Qui scopriamo il primo inconveniente della Corsica: a parte le strade principali, tutte le altre strade sono piccole e tortuose, attraversando, anche per pochi km, dei clivi e dei monticelli; ed in più per arrivare proprio alla camera ci dobbiamo fare 500 m di sterrato con una pendenza a dir poco spaventosa (che se fossimo stati in moto, non so come avremmo fatto!!). La camera però è bella e tranquilla, si trova in una sorta di casa di campagna in cima ad un colle e i proprietari sono veramente cortesi. Doccia e cena Porto Vecchio che è una grazioso paesino di mare con tutti negozi che un turista può desiderare.

25 luglio Anche il nostro secondo giorno a Porto Vecchio è all’insegna del mare infatti ci dividiamo tra la spiaggia di Rondinara (che non è poi così bella...) e Santa Giulia (bella, ma veramente troppo affollata e piena di imbarcazioni). La sera preferiamo rimanere alla camera a cenare (anche per non farci 2 volte quella strada allucinante..) e così stiamo in spiaggia fino a tardi e sulla strada del ritorno ci compriamo al Casìno (supermercato grande e ben fornito) due porzioni di cous cous e una bottiglia di sidro. Ci va bene perché la Sig.Ra ci offre il tavolo del giardino e così mangiamo al fresco e con tranquillità. 26 luglio Lasciando quella che sarà la migliore camera che abbiamo prenotato, ci dirigiamo a Bonifacio che raggiungiamo nel giro di 30 m (infatti le due cittadine sono molto vicine) e decidiamo di visitare subito questa bella città (anche perché io incomincio a soffrire decisamente il caldo torrido). Facciamo bene, perché la città è molto bella e la vista sulla costa e sul mare è mozzafiato (nonostante la sempre presente foschia all’orizzonte). Da fare la scalinata del Re D’Aragona, che anche se impegnativa è cmq imperdibile. Il pomeriggio decidiamo di andare alla spiaggia di Roccapina.. E immancabilmente ci perdiamo!!!. Dopo svariati km che non trovavamo nessuna indicazione ci è venuto il dubbio di aver sbagliato strada e leggendo la guida ci siamo accorti che avremmo dovuto girate un bel po’ prima, proprio dove c’era un albergo. Infatti la stradina sterrata che scendere alla spiaggia è indicata da un minuscolo cartello nel parcheggio dell’Auberge du Coralli, i cui avventori avevano parcheggiato proprio davanti. Il giro no ci è cmq dispiaciuto, poiché questa parte di costa secondo me è la migliore del sud. Finalmente scendiamo a Roccapina (dopo il consueto sterrato pieno di buche per arrivarci) e ci troviamo nella spiaggia più bella della Corsica. Tornando cerchiamo la chambre prenotata, e dopo l’immancabile sterrato, arriviamo in una sorta di fattoria dove ci accoglie Babbo Natale. Non bella come la precedente è cmq pulita e funzionale, ed essendo una specie di Bungalow a sé stante dispone anche di un tavolino e due sedie. Doccia e cena a Bonifacio in un ristorantino consigliato dalla guida di cui non preferisco ricordare il bagno. La città è molto bella anche di sera e non si può proprio fare a meno di passeggiare per le sue vie e le sue mura. 27 luglio Dato che non siamo abituati a fare una vacanza di mare solo spiaggia e bagni, questa mattina cerchiamo (invano) qualcosa da visitare, così consigliati dalla guida ci dirigiamo a Sartene. Stendo un velo pietoso sulla scelta della guida di includerla nelle cose da non perdere della corsica del sud, poiché Sartene è un paesotto arroccato nelle montagne (ma chiamarle montagne mi sembra eccessivo) e di rilevante ha solo la minuscola piazza centrale con la chiesa e i venditori ambulanti di specialità corse (qualsiasi tipo di torte, tarte, sformati e calzoni al brocciu, formaggio locale). Il resto è formato da qualche via sporca, architettonicamente e culturalmente irrilevante e pure intasata di automobili. Estremamente delusi non intuiamo però da subito quello che poi si rivelerà l’altro viso di ogni città della Corsica: città vecchie con palazzi fatiscenti e una popolazione chiusa. Palazzi, edifici, bar e locali che vedi nei sobborghi malfamati delle grandi città (come Milano e Torino), ma che qui trovi nel centro, in quello che dovrebbe invece essere il cuore pulsante. Il pomeriggio lo passiamo nell’irraggiungibile spiaggia di Calalonga, segnalata da un solo cartello, che sparisce poi nel nulla. 28 luglio Sveglia presto e grossa fiducia nella gita alle isole Lavezzi! Partiamo presto nella speranza di trovare poca gente, in effetti sull’isola siamo i primi (quasi) ad arrivare e subito ci tuffiamo per ammirare i tanto decantati fondali. Facendo snorkeling non possiamo andare molto a fondo ma i pesciolini sono molti (anche se dopo aver visto la barriera corallina è difficile abituarsi ai nostri fondali...) e nuotare in mezzo a loro è sempre un piacere. Prima di pranzo, quando vediamo arrivare frotte e frotte di turisti, ripartiamo e nel ritorno vediamo da lontano L’isola Cavallo, una grotta nei pressi di Bonifacio. Bella escursione, da fare anche solo per ammirare la vista di Bonifacio dal mare! Il pomeriggio lo passiamo nelle spiaggette di Sant’Amanza, che però avremmo potuto benissimo non vedere... 29 luglio Tutti galvanizzati partiamo per risalire da Porto vecchio per le due tappe nelle montagne del centro. Bella la foresta dell’Ospedale, molto belle le Aguilles De Bavella. Molto brutta però la strada. Fino a Zonza si salva, ma da Zonza fino a Vivario (la nostra tappa di fermata) è una vera a propria mulattiera fatta a una corsia, con asfalti diversi, terriccio, buche e strapiombi sulla montagna (i guardrail o i muretti sono solo un dolce ricordo), per non parlare delle mille curve, da rabbrividire. Sconsiglio decisamente a chi si reca in moto sull’isola di fare questa strada, perché veramente pericolosa!! A Vivario abbiamo una bruttissima sorpresa, poiché la stanza (l’unica prenotata con la Clesvacances) si rivela un bugigattolo chiuso da anni e con una puzza di muffa da impregnare addirittura i vestiti. Stoici cerchiamo di dimenticare andando a fare un bagno alle Cascades des Anglais nella vicina Foresta di Vizzavona e passiamo la serata nella vicina Corta cercando di ridurre al minimo il tempo da passare nella schifosa stanza.

30 luglio Senza nemmeno la colazione (perfortuna) partiamo alla volta della tappa finale del viaggio. La giornata la passiamo vedendo la scala di Santa Regina, il col del Verghio e soprattutto facendo una stupenda escursione agli ovili di che parte proprio da dietro la statua del Cristo in cima al col del Verghio. Dopo una “passeggiata” di 1,30 h in un sentiero tra un bosco con arrampicata sulle rocce (mettetevi delle scarpe comode e adatte!!!) arriviamo alle solite pozze formate dal torrente dove facciamo il bagno (vi assicuro che sono vivibili, non come sulle ns. Alpi!!!) e ci rilassiamo. Per fortuna l’ultima camera dove alloggiamo è veramente bella e la colazione è super!!! 31 luglio Ultimo giorno. Prima di arrivare a Bastia (tanto il traghetto parte alle 23.55) decidiamo di vedere Saint Florent (caruccia, ma niente più di quello) e di fare il giro del Cap Corse. Veramente bella a e brulla la costa occidentale, stupenda la spiaggia nera di Nonza, ma strada orribile!!!! Non come nelle Montagne del Centro, ma poco ci manca!!!! La costa Orientale del capo invece è meno bella, ma la strada migliora e ritornando la lineare N 193. Arriviamo a Bastia nel primo pomeriggio e dato che non c’è veramente niente da vedere decidiamo di passare l’ultimo pomeriggio in una spiaggia a sud della città. Cena in un ristorantino messicano e strenuante attesa del traghetto che fa 2 ore di ritardo, facendoci salpare alle 2.30 di notte. 1 agosto Siamo finalmente a casa. E dico finalmente perchè questa vacanza non ci è piaciuta poi molto. La Corsica ha delle spiagge e un mare stupendo. Ma solo quelli. A parte la città di Bonifacio (chiamarla cmq città è veramente troppo) che è ricca sia paesaggisticamente, che culturalmente il resto delle città che abbiamo visitato non hanno nulla e per di più presentano un degrado urbano che mai mi sarei aspettata in una località così turistica. Sporche e con palazzi dalle facciate fatiscenti, ti fanno desiderare di stare solo in spiaggia e a chi come noi che la vacanza di solo mare dopo un po’ annoia... ha deluso parecchio. Per non parlare delle strade. La principale N 193 è bella e dritta, ma tutte le stradine secondarie sono tortuose strette, e tante volte diventano mulattiere vere e proprie. Per arrivare alle spiagge poi, e proprio quelle più famose, è obbligo farsi almeno 500 m di sterrato tutto buche, seguito poi dall’immancabile sentiero sabbioso da fare per arrivare finalmente alla spiaggia. Per quanto riguarda le montagne del centro, l’unico paesaggio veramente da vedere sono le Aguilles de Bavella (che cmq rispetto alle dolomiti, ma anche solo alle nostre Alpi...), perché per il resto.. Sembra di stare nella steppa oltre che essere tutto bruciato (quello degli incendi è una cvera piaga per il paese) è tutto secco. Non posso dire che la Corsica sia brutta, perché non lo è. Il nostro errore è stato andare in Corsica e pensare di coniugare la vacanza di mare con il viaggio itinerante, perché per quanto riguarda le spiagge e il mare, sono stupende, ma quando si cerca qualcosa in più, si trova un paese brullo e vecchio. Un po’ come i suoi paesani d’altronde. Ovviamente i miei sono giudizi strettamente personali, e tendo a ribadirlo perché non voglio spaventare chi cerca in queste pagine spunti per una vacanza. Come ogni anno poi redigo il mio itinerario di viaggio e dato che sento sempre giudizi entusiasti sulla Corsica, mi sembrava giusto raccontare anche l’altra faccia della medaglia, quella che non si legge e non si sente mai in giro. Poi magari abbiamo sbagliato tutto e avremmo dovuto esplorare la parte Ovest del paese, che si sarebbe rivelata di una bellezza mozzafiato.. Ma torneremo mai per scoprirlo?

di Elisa Palladino - pubblicato il