Parigi - Normandia - Bretagna

Dedicato a Rossella Parigi, Normandia e Bretagna Questo è il diario di un magnifico viaggio fatto nei posti incantati della Francia centro-settentrionale, in compagnia di una persona speciale. Tutto è iniziato un po’ di tempo fa “na sera e maggio” ...

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  • di pasder
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Dedicato a Rossella Parigi, Normandia e Bretagna Questo è il diario di un magnifico viaggio fatto nei posti incantati della Francia centro-settentrionale, in compagnia di una persona speciale. Tutto è iniziato un po’ di tempo fa “na sera e maggio” ad una festa, dove ho incontrato due occhi di un bellissimo verde ed un sorriso mozzafiato...Che hanno cambiato il corso della mia vita dandogli una prospettiva molto interessante. Lunedì 4 agosto: siamo in due a partire, io e Rossella, la destinazione è la Francia delle strade fiorite della Normandia e dei mitici castelli medioevali della Bretagna. Volo diretto Alitalia (ahimè) Roma - Parigi delle 08.50, l’atmosfera vacanziera e spensierata ci rende euforici ma appena atterrati tutto svanisce a causa di un piccolo imprevisto . Siamo in attesa dei bagagli quando ci accorgiamo dal volto sconfortato dei nostri compagni di viaggio che la maggior parte delle valigie, tra cui le nostre, non sono arrivate a destinazione.

Ancora non prendiamo confidenza con la città che facciamo subito i conti la famosa gentilezza dei parigini: tu parli inglese e loro ti rispondono in francese tu parli in francese e loro non capiscono ( o fingono). L’ alitalia è latitante e lo sarà per tutta la vacanza, ad ogni modo siamo senza bagagli ma nonostante tutto decidiamo di partire comunque per Rouen, prima tappa del nostro viaggio itinerante. Prendiamo in affitto una citroen Saxo all’Avis (molto conveniente) e con l’aiuto della cartina stradale, ma soprattutto del senso d’orientamento della mia compagna di viaggio ci mettiamo su strada e via si parte (tangenziale est, uscita a Port Maillot, A13 direzione Rouen). Ciò che mi colpisce subito delle strade francesi sono le tante rotonde che si trovano agli incroci , la presenza di una segnaletica costante e precisa e ancora la possibilità di viaggiare con comodità e rapidità facendo a meno di prendere la costosa autoroute. Il viaggio è piacevole nonostante il disagio di essere senza valigia, Rossella ed io siamo molto in sintonia, sembra di conoscerci da una vita. Siamo felicissimi e pieni di propositi vacanzieri e non, peccato che dopo un po’ lei avverte la stanchezza del viaggio ed un forte malessere (dalle donne chiamato in codice Giorgio), per di piu’ per fortuna sbagliamo anche strada perdendoci tra le splendide strade fiorite di Elbuf. Arriviamo a Rouen nel primo pomeriggio forse in una delle giornate più calde dell’estate, il nostro albergo è l’ Hotel de La Cattedrale ottimo per qualità, prezzo e collocazione; si trova al centro alle spalle della cattedrale,le camere sono molto carine e pulite (la nostra è azzurrina), c’è un cortile con un giardino delizioso dove fare colazione o prendere un aperitivo, infine il personale è giovane e cordiale. La città è carina, ma non troppo, giusta come punto di approdo in Normandia; si alternano costruzioni medioevali con blocchi di cemento, del resto la città è stata bombardata e ricostruita(male) dopo la seconda guerra mondiale. Dopo un breve girovagare per il centro cittadino entriamo in un grande magazzino per fare i primi acquisti, quelli di prima necessità per sopperire alla mancanza del bagaglio(grazie Alitalia!!), che appare sempre piu’ smarrito . La felicità del primo giorno di vacanza insieme , la squisitezza del primo caffè au lait con brioches preso in piazzetta tra lo svolazzo dei piccioni, il chiacchiericcio dei turisti (tutti italiani) e la musica di una fisarmonica (caspita siamo in Francia!!) che intona una melodia romantica, ci fanno dimenticare per un po’ il problema del bagaglio smarrito. Stanchi della passeggiata decidiamo di tornare in camera dove restiamo per un “riposino” fino a tarda sera (ah proposito qui il sole tramonta alle 22.30). Usciamo quando oramai i ristoranti che lambiscono piazza Giovanna D’Arco non accettano piu’ clienti per cena (ore 22); panico, stanchezza e fame, unitamente al pensiero della valigia che non c’è ci provocano il primo diverbio che svanisce dopo un sorriso, un bacio ed un panino divorato nell’unico e poco raccomandabile locale aperto a quella tarda ora

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