Tre giorni in Savoia

Martedì 18 agosto 2009 Prima di riprendere il lavoro ci concediamo ancora una breve vacanza nei pressi di casa. La scelta cade sulla Savoia, raggiungibile da Torino in poche ore di auto; la possibilità di muoversi tra cittadine tranquille e ...

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  • di gp.elena
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Fino a 500 euro

Martedì 18 agosto 2009 Prima di riprendere il lavoro ci concediamo ancora una breve vacanza nei pressi di casa. La scelta cade sulla Savoia, raggiungibile da Torino in poche ore di auto; la possibilità di muoversi tra cittadine tranquille e villaggi nel verde renderà il viaggio piacevole anche per la piccola Caterina, di quattro anni e mezzo. Speriamo inoltre di sfuggire all’afa di Torino, ma ancora non sappiamo che ci imbatteremo nei tre giorni più caldi di tutto l’anno anche per le vicine montagne francesi.

Per meglio “rompere” il percorso seguiamo la via del Moncenisio, da Susa a Lanslebourg. Al colle facciamo tappa per le fotografie di rito e la provvista di aria fresca.

La discesa lungo la Valle della Maurienne procede senza intoppi. Sfioriamo i forti dell’Essaillon, e ci fermiamo per un picnic lungo l’autostrada, poco prima della deviazione per Albertville. I pochi alberi sono un rifugio prezioso per scampare al martello del sole, anche se l’aria comunque rimane limpida e cristallina.

La cortina di montagne lentamente si apre e ci consegna alla pianura che precede Chambery, stretta tra le catene degli Aravis, della Belledonne e il massiccio della Chartreuse.

Proprio Chambery è la prima meta del nostro viaggio: iniziamo la visita dalla fontana degli elefanti, che ricorda le gesta guerriere del generale Boigne in terra indiana, per proseguire nelle viuzze del centro storico, ricco di negozi e localini. Il castello dei Duchi di Savoia, incassato nel traffico, domina la città. Ancora una rapida visita della cattedrale e riprendiamo il viaggio. Lasciata Chambery andiamo alla ricerca del nostro alloggio, già prenotato via internet. Da Aix les Bains ci inoltriamo nel Massiccio dei Bauges per una stradicciola immersa nel verde. Arrivati a Cusy un cartello ci guida fino a Les Chalets de Nants, la nostra dimora per due giorni. Saremo alloggiati nello chalet, a pochi passi dalla grande serra e dalla abitazione principale. In poco tempo ci sistemiamo e siamo pronti per la cena, assieme alla altre due famiglie ospiti della struttura.

La serata scorre piacevole, complice anche l’aria fresca che scende dai boschi. Nella notte il forte vento spazzerà via la calura di una giornata torrida.

Mercoledì 19 agosto 2009 La giornata comincia con una sontuosa colazione servita nella grande sala comune: tè, caffè, cioccolato, marmellate, croissant, yogurt e mille altre prelibatezze. Ci stacchiamo a malincuore dalla tavola e ci imbarchiamo in auto, per esplorare il Massiccio dei Bauges.

La prima tappa è poco lontana dallo Chalet: il Pont de l’Abime, un ponte sospeso sul fiume Cheran. Pur sembrando esile e minuto è attraversabile in auto, cosa che facciamo non senza qualche dubbio. Oltre il ponte seguiamo le strade dipartimentali D911 e D912 che attraversano il Parco Naturale Regionale dei Bauges. Viaggiamo immersi nel verde, incrociando villaggi spersi tra boschi, campi coltivati ed allevamenti biologici. La fretta è un concetto che qui non esiste. Curva dopo curva ci ritroviamo a quota 1537 metri, sul belvedere di Le Revard, a picco sul lago del Bourget. La vista è incomparabile sulle colline che puntano verso la Valle del Rodano, l’aria è fresca. L’abbazia di Hautecombe, dove andremo nel pomeriggio, è una macchia bianca a metà tra il verde dei boschi ed il blu del lago.

Una discesa vertiginosa ci porta ad Aix Les Bains, dove prenotiamo il passaggio in battello per Hautecombe. E’ ora di pranzo e ci concediamo uno spuntino nel parco ombroso in riva al lago, pieno di famiglie in vacanza e impiegati delle vicine banche ed assicurazioni che trascorrono qui la pausa pranzo in una atmosfera di totale rilassamento

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