Una Francia sconosciuta agli italiani

Perché dico sconosciuta? Perché in 15 giorni di viaggio abbiamo incrociato solo un camper di Firenze; quindi un viaggio in regioni che non hanno certo il patrimonio della Loira (per fare un esempio) ma che offrono continue piccole e interessanti ...

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  • di Zibrilla
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Perché dico sconosciuta? Perché in 15 giorni di viaggio abbiamo incrociato solo un camper di Firenze; quindi un viaggio in regioni che non hanno certo il patrimonio della Loira (per fare un esempio) ma che offrono continue piccole e interessanti scoperte. Posti tutti da scoprire man mano ... Siamo partiti con la tenda diretti a Clermont-Ferrand, capoluogo dell’Alvernia, la zona al mondo con la più alta concentrazione di vulcani inattivi (dicono loro, ma non ho controllato). E qui allora puoi fare lunghe passeggiate nel verde arrivando ai margini dei crateri. Oppure entrare nel cuore di un vulcano spento toccando con mano la potenza distruttrice della natura ... antico ma ancora impressionante! La città è gradevole da girare, soprattutto se sarete più fortunati di noi e troverete il sole! Ci siamo poi spostati più ad ovest, raggiungendo il Perigord: zona di colline coperte di boschi di noci, abitata da stupende oche (il famoso paté del Perigord ... ahi, ahi povere ochette ...), punteggiata da castelli soprattutto medioevali, molti privati ma visitabili.

Un paesaggio rilassante e gradevolissimo, con due “perle”: le grotte di Lascaux (nei pressi di Montignac) e la Roque Saint Christophe (vicino a Peysac-le-Moustier).

Qualcuno potrà contestare il fatto che le grotte originali con i famosi dipinti paleolitici non sono visitabili, ma che ti fanno entrare in una ricostruzione. Era il nostro dubbio, ma un amico che ci aveva preceduto aveva insistito perché ci andassimo comunque. E’ quello che faccio io ora: insistere per invitarvi ad andarci, perché prima di entrare ti fanno capire come le visite turistiche stavano distruggendo l’originale. E dopo, quando sei in grotta, il groppo in gola è così forte da farti apprezzare la soluzione. Non è una Disneyland del paleolitico: è un’emozione grande! Per l’ingresso bisogna prenotarsi, aspettando magari 1 o 2 giorni (era agosto) oppure acconsentendo a visitarle all’alba o di notte. Se di italiani non ce n’erano, in compenso erano quasi tutti inglesi: quindi attenzione per la strada a questi autisti con il volante dalla parte sbagliata ... Meno famosa, ma suggestiva, la Roque Saint Christophe: un taglio lungo un centinaio di metri o più nella parete di una montagna dove le persone hanno vissuto costruendoci un villaggio attrezzato in tutto e per tutto. Restano delle vestigia, significative, ma il posto è incantevole, con una vista stupenda sui dintorni.

La nostra terza tappa era ancora più ad ovest, nella Charente Maritime, verso La Rochelle.

Perché andare fin lì? Se non avete mai visto su Antenne2 il programma “Fort Boyard” non potete capire, ma i nostri figli volevano poter attraccare al forte. Cosa impossibile, causa maree, ma anche perché il programma era appunto in registrazione.

La zona merita comunque un giro: La Rochelle è una cittadina portuale deliziosa (per mangiare affidatevi alla bancarelle del porto: pane, burro e sarde alla griglia appena pescate), a Rochefort si può visitare la Corderie Royale (un mondo sconosciuto) e poi c’è il cantiere dell’Hermione, la nave che portò il generale La Fayette oltreoceano in aiuto ai rivoltosi americani. La stanno fedelmente ricostruendo (varo previsto per il 2011) e puoi visitare il cantiere mentre lavorano.

C’è anche l’oceano, suggestivo con le sue isole da visitare, spesso collegate alla terra ferma dai bellissimi ponti francesi.

Siamo poi tornati verso sud-est arrivando in Camargue: ma di queste zone parlano tutti, è inutile insistere.

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