Normandia un viaggio tra "guerra e pace"

Era da un po’ di tempo che avevamo in mente di effettuare questo viaggio in moto ma per un motivo o per l’altro abbiamo dovuto sempre rimandare. Finalmente nel mese di Giugno, siamo riusciti a concretizzare questo viaggio ed eccoci ...

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  • di ladybiker
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Era da un po’ di tempo che avevamo in mente di effettuare questo viaggio in moto ma per un motivo o per l’altro abbiamo dovuto sempre rimandare.

Finalmente nel mese di Giugno, siamo riusciti a concretizzare questo viaggio ed eccoci qui a raccontarvi la nostra esperienza.

La preparazione è stata minuziosa e accurata sia dal punto di vista logistico che dal reperimento del materiale informativo (a fine racconto trovate i link dai quali abbiamo preso tutte le info necessarie per l’organizzazione del viaggio).

Io e Giuseppe siamo appassionati di storia moderna soprattutto del periodo che riguarda la 1° e la 2° guerra mondiale. La Normandia quindi diventava il nostro punto di riferimento relativo a questo importante periodo storico. 1° giorno Sabato 21/6/08: Trecate – Auxerre 654 km Ore 04h30 del mattino, siamo troppo smaniosi per continuare a dormire, quindi elettrizzati come bambini decidiamo di partire dal nostro paese Trecate direzione passo del Gran S. Bernardo. Alle 6h00 siamo già ad Aosta e nonostante sia fine Giugno l’aria è bella frizzante! Cominciamo a percorrere il valico, è ancora presto, l’aria è tersa e il cielo troppo blu per essere vero! Sul lato della strada scorrono genzianelle e fiori di ogni colore e le grasse marmotte ci fanno compagnia nella nostra lenta e rumorosa salita. Incontriamo anche degli operai che si stanno occupando della riparazione del manto stradale e da veri gentiluomini della montagna, al nostro passaggio, salutano e ci augurano buon viaggio! Che dire: veramente un buon inizio...Speriamo che il nostro viaggio prosegua nel migliore dei modi! Arrivati in cima al colle del Gran S. Bernardo, prima di entrare in Svizzera, restiamo ad ammirare la statua del Santo e il laghetto ghiacciato. Cavoli sarà anche Giugno ma quassù fa freddo! Decidiamo quindi all’alba delle 7h30 di goderci un buon the caldo prima di proseguire il nostro viaggio.

Nel frattempo siamo un po’ in ansia perché la nostra moto è un po’ rumorosa e i Carabinieri della dogana ci hanno sentito arrivare da lontano. Bisogna ripartire ci aspettano ancora tante emozioni! Come previsto i Carabinieri ci fermano ma simpaticamente ci dicono che se vogliamo continuare il nostro viaggio dobbiamo “sgasare” un pochino per fargli sentire il rumore della nostra “piccola”! Ecco fatto adesso siamo in territorio svizzero e continuiamo ad attraversare paesaggi di un verde intenso punteggiati da mucche e laghetti. Che spettacolo! Lasciata Martigny alle nostre spalle imbocchiamo la ripida strada che ci porta verso il colle del Forclaz che in un attimo ci catapulta in territorio francese ai piedi del Monte Bianco. Eccolo lì il Monte Bianco coperto dal suo maestoso mantello di ghiaccio! E’ quasi mezzogiorno e ci accingiamo ad attraversare Chamonix. Cittadina molto vivace ma troppo trafficata per i nostri gusti. Ci fermiamo per qualche foto e per sgranchirci un po’ le gambe e poi via ancora in sella per imboccare l’autostrada francese. Dietro di noi i ghiacciai delle Alpi e davanti il paesaggio lunare dei Jura. Percorriamo l’autostrada costeggiando Ginevra per poi proseguire per Macon, oramai sono quasi le 14h00 e decidiamo di pranzare e riposarci un po’! Mangiamo il nostro bel tramezzino “beurre et jambon” e non ci facciamo mancare anche il dolce una bella fetta di “tarte au pomme”. Peccato per il caffè, ma d’altronde lo sanno tutti che i Francesi non sono famosi per il caffè! Ripartiamo alla volta di Beaune ancora 200 km e poi saremo ad Auxerre tappa intermedia del nostro viaggio. Ore 18h00 siamo arrivati ad Auxerre davanti all’Hotel du Cigne che abbiamo prenotato su Internet. L’hotel è a gestione familiare e veniamo accolti in modo caloroso dai proprietari. Ci fanno addirittura parcheggiare la moto all’interno di un garage chiuso senza chiederci alcun supplemento

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