Florida: parchi e shopping

Miami Beach, Everglades, Orlando e i parchi a tema... e tanto shopping

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  • di stefano56
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

13 Giugno

Sveglia alle 3:30, per poter essere in Malpensa 2 ore prima del volo: quando ho prenotato c’era un volo diretto da Milano a Miami, ma poi Alitalia ha pensato di toglierlo e siamo quindi stati costretti a fare uno scalo a Roma. Partiti da casa ci siamo recati in uno dei parcheggi satellite intorno a Malpensa: mia moglie insisteva che prenotando online sarebbe stato più economico, ma poi si è verificato l’esatto contrario. Arrivati in aeroporto, c’era solo uno sportello aperto e nessuno in giro; l’impiegata ci ha chiesto di effettuare il check in ad una delle macchine self-service presenti in salone, ma la maledetta macchina si è rifiutata di leggere la banda ottica del passaporto di mia figlia, e quindi abbiamo dovuto fare il check in manuale. Una ricca colazione, e poi via sul volo per Roma. Arrivati a Roma abbiamo dovuto correre per passare attraverso il controllo passaporti, poi sul trenino per il gate G, visto che avevamo poco margine. Arrivati sull’aereo, fila 20, ho avuto subito una brutta impressione: nella fila dietro c’era una bambina di 9 mesi che ha pianto quasi in continuazione, e quando non piangeva scalciava contro lo schienale del mio sedile. Il volo dura 10:40, quindi alla fine ero esausto e alquanto innervosito.

Arrivati a Miami alle 14 ci mettiamo in coda per il controllo immigrazione: oltre un’ora e mezza di coda! Passato il controllo recuperiamo i bagagli (che nel frattempo erano stati tolti dal nastro trasportatore e parcheggiati di lato) e prendiamo il trenino che ci porta ai car rental, dove ci attende un’altra coda infinita. Avevo prenotato una full size (per poter contenere i bagagli), ci danno invece un SUV grande e spazioso; l’aggiunta della Kasko (che mia moglie vuole dopo aver sentito le disavventure di una sua collega) fa lievitare il prezzo a oltre $600 per 2 settimane. Presa la macchina ci dirigiamo verso South Beach (o SoBe), il navigatore che ho sul telefono fa le bizze e probabilmente non abbiamo preso la strada più breve. Da notare che ho sempre rispettato i limiti d velocità, ma mi superavano tutti a destra e sinistra. Arriviamo finalmente all’Hotel Pestana South Beach, il personale è cordiale e accogliente, e il fattorino mi dice che il parcheggio sul lato opposto della strada va bene (ed è gratuito!) mentre sull’altro lato è riservato ai residenti (non avevo visto il cartello) e si rischia una multa salatissima. Una veloce doccia e ci incamminiamo lungo Collins Avenue e Lincoln Road, una strada piena di negozi (in gran parte cineserie) e bar / ristoranti. Troppo tardi per l’Happy Hour (che termina alle 19) ne scegliamo uno che sembra avere prezzi bassi pur sembrando pulito e ben messo; ordiniamo 2 Margarita e 3 mega hamburger. Al prezzo base vanno aggiunte le tasse e il 18% di mancia “obbligatoria”, il che porta la cifra totale a oltre $90 per 3 hamburger – negli Stati Uniti i camerieri sono pagati al minimo sindacale, e vivono praticamente di mance che, per consuetudine, sono tra il 15 ed il 20%. Stanchi per la lunga giornata torniamo in albergo a dormire.

14 Giugno

Usciamo al mattino, destinazione Ocean Drive – abbiamo fatto colazione in un bar molto carino, nonostante il caldo una leggera brezza ha reso la temperatura sopportabile. Mia moglie e mia figlia si sono lanciate su colazioni veramente impegnative, io ho preso solo caffè, spremuta d’arancia (ottima) ed un croissant. Il croissant era grande come 3 dei nostri, e me l’hanno portato con frutta, marmellata e due porzioni di burro (che ho rifiutato). Conto finale oltre i $50 (tasse e gratuity incluse)

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