Florida e New Orleans

Adatte per una vacanza "on the road"

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  • di cioppettone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Arriviamo in aeroporto alle 10.30 e facciamo check-in senza troppe attese. Negli USA, non c’è l’apertura degli sportelli ad orari fissi come da noi, per cui non ci sono file di rilevo. Inoltre è molto diffuso il check-in elettronico da effettuare personalmente alle postazioni pubbliche. Aspettiamo l’imbarco mettendoci a vedere un po’ di cose sulla Florida col netbook. Anche qui c’è la wireless “free”.

Verso le 15.00 (qui siamo tornati avanti di un’ora) siamo a Miami. Per uscire dall’aeroporto ci vuole un quarto d’ora buono e grazie all’attesa su internet a N.O. prendiamo l’autobus 150 ($2.35 a testa) che da tre mesi collega l’aeroscalo a South Beach, fino alla zona di Lincoln sq, all’altezza della 17^ strada.

Noi, che siamo sulla Collins, verso la 12^, ci facciamo, insieme ad altri parsimoniosi turisti, un po’ di strada a piedi. Qui però siamo nel regno dei “cart” usati dai disabili, per cui viaggiare con le rotelle non è un problema. Tutti i marciapiedi sono a scivolo e le valigie non incontrano ostacoli. Arriviamo all’hotel Nash (330 dollari tasse comprese, due notti, prenotato con Booking) nel quartiere Art Decò. L’hotel è tranquillo, pulito e la camera è spaziosa.

Facciamo subito un giro per Ocean drive, che è piena di ragazzi. Quando venimmo cinque anni fa era un mortorio. E’ vero che per lo Spring-break i prezzi salgono, ma almeno c’è un po’ di vita.

Ocean drive è tutto per Miami beach. Va fatta più volte al giorno, in su e in giù.

A cena andiamo da Bellini, uno degli ultimi ristoranti a sud di Ocean drive. Cucina italiana, molto buona.

Giorno 4 - martedi 9 marzo 2010

Oggi giornata dedicata a Miami. Fa ancora freschino per stare in spiaggia. Quest’anno la temperatura è più bassa della media stagionale e un venticello da nord non fa superare i 22 gradi. Prendiamo il giornaliero in uno dei pochi posti dove lo vendono (5$ a testa) trovando l’indirizzo in internet. Per fortuna è vicino. Il giornaliero è conveniente, poiché ogni tratta costa 2 bucks e non si sale senza soldi contati, pena la perdita del resto.

Prima andiamo verso Coconut groove, bella zona anche se poco fruibile dai turisti. Per arrivare prendiamo il 120 fino al capolinea e poi saliamo sul treno metropolitano. Fuori dalla stazione ancora un bus. Qui, dopo un giretto a piedi, ci mangiamo un pezzo di pizza e poi ripartiamo per andare al Bayside market. Dopo il treno prendiamo la circolare sopraelevata (è gratuita). Qui siamo nel tempio del turista: negozi, schifezze da mangiare, gite in barca per andare a sbavare intorno a Star island, l’isola dei ricconi e quant’altro possa offrire l’industria del turismo di massa. Non compriamo nulla, dato che i prezzi e la merce non ci attirano, ma ci fermiamo a bere un frullato e ci beiamo al sole che è uscito a baciarci in fronte. Visto che non ci facciamo attirare dalle “sirene” dei barconi che fanno le gite nella baia, ci rifiondiamo sulla sopraelevata per andare a prendere il bus che va a Key Biscaine. Qui ci accorgiamo di non aver capito come funziona l’Omni e dopo aver sbagliato due volte, riprendiamo il treno che avevamo preso per Coconut groove e scendiamo giusto in tempo per salire sul bus che va diretto all’isola. Il bus ci lascia poco fuori il parco. C’è da pagare un paio di dollari a testa, da mettere in una busta, sulla fiducia. Lo facciamo, anche se siamo i soli a farlo. Il parco sarebbe anche molto bello, peccato che il cielo si sta chiudendo e arrivati al faro, ci concediamo solo il tempo di fare qualche foto ad un procione e decidiamo di tornare indietro per non rischiare di rimanere sotto all’imminente diluvio. Riusciamo ad arrivare in tempo sul bus che sembrava attendendesse solo noi per partire e inizia a diluviare. Altro colpo di culo: arrivati al treno la pioggia cessa. Ci riposiamo un po’ in hotel e poi andiamo a cena a La Spiga, poco più a nord del Nash, sulla Collins. Qui si mangia veramente bene e oggi per fortuna hanno posto per noi (94$ tre pietanze)

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