Viaggio nelle Filippine tra Nord Luzon e le isole di Bantayan e Malapascua

Esplorando le risaie terrazzate di Luzon per poi rilassarsi a Bantayan e Malapascua

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  • di Giovanna C.
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Una delle cittadine dove si può fare base per l’esplorazione della zona è BANAUE, una volta tranquillo villaggio della cordigliera e oggi trasformato in un dormitorio per turisti bruttino e rumoroso. Alloggiamo alla Banaue Homestay, una pensioncina gestita dalla signora Bea, camera molto semplice ma pulita, doccia con acqua calda (che in queste zone è molto gradita…) e un buon ristorantino con un menù abbastanza ridotto, ma tutto cucinato al momento (costo della camera 1500 pesos).

Trascorriamo la prima mezza giornata facendoci portare da un triciclo ai vari view point che consentono di ammirare i terrazzamenti nelle immediate vicinanze di Banaue, un piccolo antipasto a quello che avremmo visto nei giorni successivi.

Il secondo giorno sempre in triciclo ci facciamo portare alla fine della strada asfaltata da dove parte il sentiero che conduce a BATAD. Dall’alto si ammira uno spettacolo indimenticabile: un pugno di capanne dai tetti di paglia ai piedi di una ripida parete, alta centinaia di metri e terrazzata fino alla cima, nessun segno di strade o automobili perché qui non ce ne sono. A Batad si arriva e si riparte solo a piedi, dal punto panoramico si scende verso il villaggio e si cammina sul ciglio dei muretti a secco che sostengono i terrazzi e che ci appaiono perfettamente tenuti, probabilmente il turismo crescente ha portato anche aspetti positivi in queste che comunque rimangono zone dignitosamente povere. Le case sono fatte perlopiù in lamiera, alcune in mattoni, c’è la chiesetta e la immancabile scuola da cui esce il chiasso gioioso dei bimbi.

Ci fermiamo a guardare tre signore che stanno trapiantando il riso, non parlano inglese ma ci chiedono a gesti se vogliamo mangiare o bere qualcosa. Non ci sono negozi nei dintorni, ma come dal nulla spunta una ragazza che apre una finestra di una delle casette in legno e ci appare una specie di bancarella con Coca Cola e altre bibite e biscotti. Alla fine offriremo alle signore la merenda e ci fermiamo un po’ con loro che continuano a sorriderci.

Ripartiamo e dopo altri 40 minuti di discesa arriviamo alle Tappia waterfalls, una cascata di circa 20 m di altezza che si getta in un laghetto, l'acqua è gelida ma molta gente tenta di fare il bagno e noi ci uniamo a loro. Dopo il bagno iniziamo la salita che sarà davvero dura, ci sono tratti con gradini intagliati nella roccia molto ripidi e arriveremo al punto di ritrovo con il nostro triciclo stanchissimi, ma davvero soddisfatti della giornata che sta finendo.

Il giorno successivo ci facciamo portare a HAPAO e HUNGDUAN, dove si possono ammirare altri terrazzamenti che occupano una ampia valle tra alcuni fiumi. Il dislivello è minore, ma i terrazzi si estendono a perdita d’occhio. Ci viene chiesto se vogliamo una guida e accettiamo, una gentile signora ci accompagna a fare una lunga camminata descrivendoci quello che vediamo e parlandoci della dura vita tra i terrazzi, lei stessa oltre al lavoro con i turisti ha un pezzo di terra che coltiva piantandoci il riso. Ci conduce poi alle hot springs, una vasca circondata da rocce dove sgorga acqua calda poi miscelata con quella gelida del vicino fiume. Un bagnetto rilassante ci sta proprio bene prima di rientrare a Banaue per l’ultima cena alla nostra guesthouse.

Partiamo quindi il giorno successivo per SAGADA, il trasferimento dura circa 3 ore e viene fatto in van, purtroppo non c’è un’ora di partenza stabilita, quando il van è pieno si parte. Noi abbiamo dovuto aspettare un bel po’ di tempo…

Sagada è un tipico villaggio di montagna, circondato da boschi di pini e molto più tranquillo (e anche meno bruttino) di Banaue ed è famosa per le attività che vi si possono praticare, ad esempio la speleologia nelle moltissime grotte calcaree presenti nei dintorni, l’arrampicata e il trekking... Ma soprattutto è famosa per la sua attrazione più particolare: le bare sospese.

All’ufficio turistico di Sagada, dove bisogna registrarsi, conosciamo una guida che ci propone una escursione. Andiamo quindi a vedere le famose bare sospese, una pratica di tumulazione dei propri defunti utilizzata per moltissimo tempo dalla popolazione degli Igorot; le bare di legno venivano appese alle pareti rocciose ad una grande altezza da terra in modo da proteggerle dalle inondazioni e dagli animali e secondo le credenze Igorot di consentire un più facile passaggio verso l’aldilà. Uno spettacolo un po’ macabro e stranissimo, sulle bare ci sono scritti i nomi dei defunti e a volte vi sono legate delle sedie, che ci ha detto la guida sono l’ultimo oggetto toccato dal morente

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