Filippine: da Manila alle risaie del Nord

E relax a Palawan... Davvero un paradiso!

  • di lorenzus80
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro
 

Quest'anno tocca di nuovo all'Asia e nel sorteggio finale vincono le Filippine. Bene... iniziamo:

4 giugno – Imbarco volo Thai Airlines costato 1.350 € per 2 persone.

5 giugno – arrivo in serata a Manila, dove in aeroporto decidiamo subito di cambiare moneta ed acquistare una SIM card a 1000 php con inclusi 50 minuti di conversazione (onesto). Cena in zona porto vicino l’albergo Century Park Hotel (consigliatissimo) e poi a letto.

6 giugno – Visita di Manila, zona Intramuros e Malate. Le impressioni sulla città confermano l’opinione comune degli altri viaggiatori: caos, smog e poco da vedere e da fare... ma è comunque un’esperienza. Alle 22 prendiamo il pullman notturno Ohayami Trans (prenotato dall'Italia perché i posti vanno a ruba) che ci condurrà a Banaue, al nord delle Filippine. Il pullman si prende alla stazione Sampaloc (vicino ad un benzinaio)

7 giugno – dopo 9 ore di viaggio su strade alquanto malmesse e in un confort altrettanto carente (un freddo dovuto all'AC sparata a manetta), arriviamo a Banaue alle 7:00 del mattino. Ci preleva un simpatico ragazzetto che ci conduce al Batay HouseStay (alloggio modesto, ma in questa zona dimenticatevi ogni confort, siamo nella foresta) con il suo motorino. Facciamo una rapida colazione e nel mentre veniamo avvicinati dal mitico Benson che ci dà tutte le dritte sui tour da fare nei 3 giorni di permanenza lì… Alle 9 avevamo già pianificato un tour "facile" delle risaie, non troppo lontano dal paese (costo di 2400 php per 2 persone con pick-up e guida inclusa). Condotti dalla simpatia e dai sorrisi della nostra signora (50enne ma con un ritmo da far invidia ad una ragazzina) iniziamo il trekking di circa 2 ore su percorsi piuttosto pianeggianti, sui bordi delle risaie, con a lato vuoti di 5/6 metri... Inutile sottolineare il terrore iniziale quando la guida ci dice: "follow me"! Ma è come andare in bici, ci si fa l’abitudine… certo, è sconsigliato per chi soffre di vertigini. Inutile descrivere la bellezza del paesaggio: incredibile!

8 giugno – Sveglia presto e alle 9 si parte per la 2° escursione, a Batad. Ad accompagnarci il nostro fedelissimo Benson (26 anni, ma 1 cuore gigante). Inizia il trekking più bello che si possa fare nel nord delle Filippine. Inizialmente scettici sulla pericolosità del percorso, ci siamo immediatamente ricreduti... decisamente faticoso, ma fattibile (si consiglia un minimo di preparazione, ma percorribile un po’ da tutti, o quasi). In 1 h 30, dopo aver camminato per un teatro naturale che ti lascia senza fiato, con l'adrenalina in corpo che ti ricorda che stai in equilibrio su un rasoio, con il sole che batte senza tregua, il sudore negli occhi, finalmente arriviamo alle cascate: meravigliose! Niente bagno poiché l’acqua era freddina, ci godiamo un po’ di relax ammollando le gambe nel fiume, prima di riaffrontare la faticosa risalita. Esperienza top! Rientriamo in ostello, ceniamo e incontriamo la nostra guida che ci aveva invitato per un karaoke serale con i suoi amici. Beviamo qualcosa assieme e ci dirigiamo in questo bar: karaoke a gettoni, microfono approssimativo, impianto del 1980 ma chi se ne frega... passiamo qualche ora a cantare coi filippini, tra risate, birra e a maturare la consapevolezza che eravamo con persone che hanno davvero poco, ma sono felici. I sorrisi sinceri che ci siamo regalati sono stati il regalo più bello che ci potessimo fare…

9 giugno – Colazione e alle 9:00 ci incontriamo con il nostro fratellino minore Benson, un po’ provato dalla sbornia della sera prima… J Ci indica dove imboccare un sentiero per fare un minitour in autonomia, lui ci saluta, oggi non ci accompagnerà. Dopo 30 minuti di passeggiata tra sentieri, boschi, capanne, veniamo catapultati in una realtà parallela, facendo un saldo nel tempo a 100 anni fa! Ci imbattiamo in un villaggio nascosto in cui i bimbi si lavano dentro i secchi d’acqua, anziane donne che pulivano a mano il riso, tra galline e panni stesi in cortile, e la polvere sollevata dal leggero vento…incredibile! Torniamo a Banaue, salutiamo le persone del paese come se vivessimo lì da anni, sorridiamo, ci sorridono…sempre. Alle 19:00 Benson ci accompagna per l’ultima volta alla stazione dei bus, ci salutiamo, ci abbracciamo, ci commoviamo…Il solito Ohayami Trans ci riporta a Manila

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