3 Days in Fes

Andata e ritorno a Fes e dintorni con la splendida Medina, testimone del lavoro artigianale dell'uomo, prima che la globalizzazione la faccia sparire per sempre.

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  • di Paolo Vittori
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Il menù dell’albergo è 120 Dh, e 31 Dh la colazione. Ceniamo al ristorante dell’albergo con il Tajine con le prugne a 80 Dh, devo dire molto buono specialmente i pezzi di agnello morbido e saporito come burro. Non vediamo però la cucina in azione e scopriamo che lo vanno a prendere in una taverna sotto il porticato dove costa 50 Dh.

Dopo cena, facciamo una passeggiata lungo il viale alberato fino al palazzo reale dove stazionano alcuni poliziotti sorridenti e curiosi. Le grandi porte sembrano in oro zecchino ma sono in bronzo: che lucide però !! I poliziotti ci dicono che esiste un palazzo reale in ciascuna grande città del Marocco per accogliere il re nei suoi spostamenti. Il re attuale è Mohammed VI, figlio di Hassan II, berbero mentre Hassan era arabo. Le 2 etnie del Marocco convivono pacificamente e la ricchezza è trasversale, non protestanti e cattolici irlandesi o palestinesi israeliani e israeliani doc, né nord –sud italiani. La lingua berbera (Sant'Agostino, il distruttore dell’impero romano era berbero puro), pare che venga tramandata oralmente perché parlata in famiglia e non veniva scritta e fino a qualche anno qualche anno fa veniva studiato solo l’Arabo a scuola. Ora, fra le riforme di Mohammed VI, re che ha studiato all’estero, vi è il mantenimento del dialetto berbero mediante il suo studio a scuola. Altre riforme riguardano l’assistenza sanitaria pubblica che viene agevolata per tutti. Forse gratuita lo era anche prima, ma ora di più. Queste informazioni e le successive sono di fonte Mohammed, l’autista che ci accompagnerà domani 3 dicembre a Volubilis- Moulay Idriss-Meknes e quindi tutte da confermare. Ci lasciamo alle spalle il palazzo imperiale e continuiamo verso la Medina, vediamo a sinistra e destra la Fellah, l’ antico quartiere ebreo. Notiamo che qui non c’erano ghetti o coprifuochi da osservare,ma arabi ed ebrei vivevano pacificamente. Ricordiamo fra noi la mosche di Cordoba dove il venerdì andavano a pregare i musulmani, il sabato gli ebrei e la domenica i cristiani, in piena armonia. Pensiamo che forse l’islamismo non è poi quel mostro che ci vogliono far credere stressando le notizie sugli integralisti. Attraversiamo una porta della Medina che Medina non è come ci dirà domani Mohammed. Sono le 21 di sera ma c’è attività, che non c’èra invece nella città nuova dove è situato il nostro albergo,dove tutti i negozi erano chiusi.

Vediamo bancarelle che vendono profumati e stuzzicanti intrugli, fra cui pesce fritto e frittatine di uova e verdura cotte lì per lì. Sono interdetto dal resto della compagnia ad assaggiare quel ben di dio e invertiamo la marcia, ripassando davanti al palazzo reale e percorrendo il lungo e moderno viale dove fanno bella vista di loro fontane colorate e a getti intermittenti. Raggiungiamo l’albergo e diciamo alla reception delle stanze fredde. Ci danno un telecomando per il condizionatore/riscaldatore che accendiamo ma ci accorgiamo dopo ½ che funziona solo da ventilatore: prende e butta fuori aria fredda con l’aggravante che fa rumore. Lo spegniamo ed utilizziamo la coperta di lana dell’armadio. I letti sono comodi e la stanchezza si fa sentire. Dormiremo saporitamente al calduccio e la mattina ci svegliamo alle 6: siamo un ora prima rispetto all’Italia.

3 DICEMBRE 2010 Venerdì

Facciamo colazione alle 8 dopo aver telefonato al contatto che avevamo portato con noi, Mohammed, appunto, un gran taxì a cui facciamo telefonare dall’albergatore dopo che ha cercato di persuaderci che dovevamo rivolgerci solo a guide ufficiali ed in particolare alla guida ufficiale che ci avrebbe indicato lui. Ma Mohammed è referenziato e se si è comportato bene con altri non vediamo perché non dovrebbe farlo con noi. L’albergatore telefona comunque alla sua guida che ci chiede 800 Dh, prezzo stabilito dal Turismo, pare, ma chiediamo di telefonare anche al nostro autista, che parla in francese e col quale ci accordiamo per il tour Volubilis-Molulay Idriss-Meknes per 600 Dh per tutta la giornata. Non parliamo di soldi davanti alla reception e siamo noi a proporre 600 Dh all’autista appena lo vediamo, un’ora dopo, somma che accetta tranquillamente senza contrattare. Veniamo a sapere da lui che l’albergo gli aveva chiesto la commissione di 100 Dh che lui ha rifiutato in quanto siamo “suoi amici” avendolo contattato direttamente e non tramite intermediario. Il giorno dopo, infatti, ci aspetterà fuori dell’albergo. Questo delle commissioni è un’ abitudine consolidata nell’animo marocchino, il fatto di segnalare, di accompagnare, di telefonare, di indicare, comporta sempre l’aspettativa di una mancia da parte del turista. La commissione implica anche uno stravolgimento dei prezzi nel commercio e non è più valido proporre il 20% della somma proposta dal commerciante perché la somma iniziale tiene già conto del rilancio al ribasso che ci sarà. L’impossibilità da parte del turista di stabilire l’intervallo del prezzo della cosa a cui è interessato comporta l’assoluta mancanza di riferimenti del prezzo giusto per cui l’unica cosa è stabilire in cuor proprio quanto si è disposti a spendere per comprare quella teiera, quel piatto, quei bicchieri, al di fuori da qualunque valore reale del bene. A parer mio, questo nuoce al commercio in questi paesi perché anche si crea una corsa a non farsi fregare e a capire quale è il prezzo al quale il commerciante si riterrà soddisfatto ma non felice, al prezzo giusto accettato da venditore e compratore che sa che deve spendere meno di quanto spenderebbe nel suo paese ma, appunto, non sa quale è il prezzo di compromesso. Poi alcuni negozianti tendono a decantare latta dipinta per bronzo, velluto per non velluto, pelle di cammello per pelle di capra e quindi occorre anche improvvisarsi esperti tralasciando quello che di estetico e funzionale offre la cosa che si vuole comprare.

Alle 9.40 partiamo per Volubilis. Fa un freddo cane. Facciamo una bellissima strada tutta costeggiata da ulivi bassi, la strada è a due corsie ma larghe, tipo superstrada. E’ spuntato il sole, mentre stamattina pioveva. E’ un po’ nuvoloso e non c’è traffico. Manteniamo i 70-80 km/h, a volte qualcosina in più. Vediamo un cartello: Meknes 200 km, a sinistra la catena del medio Atlante che ci separa da Marrakesh, a destra c’è Tangeri. Dopo 20 km la strada diventa brutta e sterrata ma si cammina spediti. Sempre ulivi dappertutto. Il fido Mohammed ci dice che ha scelto quella strada perché più turistica rispetto alla superstrada che fanno le agenzie che, in una sola mattina fanno Volubilis-Moulay-Idriss e Meknes tornando alle 14 per il pranzo. Lui, dice, starà con noi tutto il giorno e saremo liberi di girare senza limiti. In effetti sarà proprio così. 1.945 l di benzina costano 20.07 Dh:. Cioè la benzina costa 0.95 €/l che per un paese arabo e per questo paese ci sembra davvero tanto considerando anche che il reddito medio marocchino è di 2500 Dh al mese. Alle 10.40 ci fermiamo a vedere uno splendido lago, salato perché il terreno circostante contiene molto sale. La calma è assoluta ed assistiamo alla partenza di una barca di pescatori. Ci sono persone ai margini del lago, in una specie di acquitrino, che non si sa che cosa raccolgono e sul ciglio della strada una bancarella che vende mandarini profumatissimi, zucche dalle forme più strane, olive e melograni. Il paesaggio è stupendo e la temperatura è mite e piacevole. Stiamo facendo la route de Tangier come ci dice Mohammed. Gli alberghi non la fanno fare perché è lenta rispetto all’altra più veloce. Alle 11.30 siamo a Volubilis. Piena di ulivi, e bancarelle con fossili e minerali. Ci sono parecchi grand taxì. Per 120 Dh facciamo la visita per 1h e ½. Per 150 Dh avremo preso la guida più anziana che parla meglio l’italiano ed è più prodiga di informazioni, ma la città è talmente bella ed i mosaici talmente commoventi che non c’è bisogno di guida che ripete a memoria quanto è meglio descritto dalla Lonely Planet. Ci sono delle orchidee a forma di cobra ed il profumo del rosmarino è fortissimo. I biglietti costano 10 Dh ( 1€). La guida anziana è vestita di bianco con un turbante mentre quello più giovane, che vale meno e parla male l’italiano, è vestito di blù. Alle 11.40 iniziamo la visita con la guida e alle 13.30 finiamo e tramite una strada pietrosa per le recenti piogge, andiamo a mangiare al ristorante La Baracca Famille. Vicino c’è un cimitero arabo dove stranamente ci sono delle scritte sulle lapidi delle tombe che sono vicine al villaggio ed a stretto contatto con gli abitanti. Poi andiamo a Moulay Idriss dove l’autista si ferma sul piazzale e noi subiamo l’assalto dei giovani che stazionano vicino alla tomba del venerabile e che ci vogliono a tutti costi accompagnare al punto panoramico dove si vedono i tetti della tomba ma che, a posteriori, non vale la scarpinata in salita che occorre fare. Il Marocco la metà è berbera e l’altra araba. Il berbero si parla nel medio atlante ma non l’arabo. E’ più probabile che una donna berbera sposi un uomo arabo ma non viceversa perchè ci metterebbe troppo tempo ad imparare il berbero, lingua del marito. Ci facciamo dire da Mohammed qualche parola di arabo e di berbero per indicare la stessa cosa e notiamo che sono due lingue completamente diverse. Spendiamo 400 Dh con mancia (50 Dh) al ristorante predetto (40 € che sono molti per lo standard del luogo ma tant’è) e comunque mangiamo abbastanza bene. Andiamo a Moulay Idriss e saliamo sulla terrazza per vedere il panorama, è vicino al ristorante Le trois Boulet d’or restaurant cafeteria terrace. Nulla di che dalla terrazza da dove si vedono i tetti della tomba di Moulay Idriss e tappeti stesi per terra in una specie di tempietto. Ripartiamo alla volta di Meknes dove arriviamo alle 16.45 ed andiamo subito a e vedere la moschea di Moulay Idriss poi ai granai, costruzioni molto belle ed impressionanti. Per andare dalla moschea ai granai facciamo, in macchina, una strada costeggiata dal palazzo reale da una parte e da un alto muro dall’altra dove, ci dice l’autista, Moulay Idriss imbottigliò l’esercito nemico chiudendo semplicemente le porte di accesso. Alle 18.15 finisce la visita a Meknes ed alla sua splendida porta e ripartiamo per Fes. Ci prendiamo 5 paste nella pasticceria vicino a 3 Dh l’una: molte buone, con quella crema gialla e densa che facevano una volta in Italia. Stanchi ma contenti torniamo in albergo

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Commenti
  1. speedway
    , 1/10/2015 14:11
    Ciao,
    Ottima guida. Sarò a Fez a fine mese. Potrei avere il nome dell'agenzia online e quello dell'albergo? In più mi servirebbe anche il contatto della guida.
    Grazie anticipatamente

    speedwayross@hotmail.com
  2. Stefano Recenti
    , 12/3/2012 00:05
    Ciao
    anche noi partiamo fra qualche giorno per FEZ e leggendo la tua recensione ci siamo resi conto della reale necessita di una guida competente e onesta (senza le commissioni dell'albergo!!!!)
    Ti saremmo grati se potessi inviarci il contatto del fantastico MOHAMED che a quanto pare deve essere stato veramente valido.

    Grazie Mille
    STEFANO

    stefanorec@gmail.com
  3. dreca
    , 6/10/2011 13:09
    Grazie per il bel diario, sarebbe un bel colpo anche per me avere il contatto della guida.
    Ciao
    rita.rossi@tin.it
  4. Ezio Capasso
    , 3/10/2011 19:12
    Ciao,

    Potrei avere il nome dell'agenzia online e quello dell'albergo?
    Sarebbe molto utile anche il contatto della guida visto che ne parli così bene.

    Grazie!
    capcre@yahoo.it
  5. Claudio_M
    , 8/4/2011 23:45
    Ciao,

    potrei avere il nome dell'agenzia online e quello dell'albergo? In più mi servirebbe anche il contatto della guida.

    claudio.miniati@gmail.com

    Grazie!
  6. sicis
    , 21/3/2011 10:16
    Salve

    Potresti darmi il contatto di Mohammed?
    Grazie
    Per favore mandalo a fpantano@gmail.com
  7. iperluca
    , 8/3/2011 19:52
    Ciao,
    complimenti per il diario di viaggio molto interessante ed utili!
    Mi ripeto come sopra... visto che non ho la più pallida idea di dove trovare una guida competente, mi potresti dare il contatto di Mohammed?

    Ciao e grazie!!
  8. mik789
    , 25/1/2011 08:58
    Mi aggiungo alla domanda di Pips;
    parto fra 3 gg per Fèz e il contatto di una guida locale affidabile mi farebbe davvero comodo...
    Grazie!!!
  9. Pips
    , 15/1/2011 10:40
    Ciao,

    Complimenti per il diario di viaggio molto interessante.
    Approfitto per chiedervi un informazione, visto che voi con la guida siete stai fortunati ed avete avuto un buon servizio, avete per caso mantenuto il suo contatto?
    Penso che mi recherò a fez verso la metà di marzo, sarebbe fantastico partire già con un contatto.

    Grazie e..
    Buon viaggio!
  10. Pips
    , 15/1/2011 10:40
    Ciao,

    Complimenti per il diario di viaggio molto interessante.
    Approfitto per chiedervi un informazione, visto che voi con la guida siete stai fortunati ed avete avuto un buon servizio, avete per caso mantenuto il suo contatto?
    Penso che mi recherò a fez verso la metà di marzo, sarebbe fantastico partire già con un contatto.

    Grazie e..
    Buon viaggio!

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