Bahamas: Exuma fai da te

Viaggio di Silvia e Marco

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  • di Marco Lucio
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

La scelta di andare alle Bahamas e, in particolare a Exuma, è maturata dopo aver valutato una serie di alternative, tra cui Maldive, Guadalupa, Antigua, e grazie ai resoconti di viaggio letti su questo sito abbiamo poi optato per questa meta. Exuma è composta da due isole principali, Great Exuma e Little Exuma, collegate fra loro da un ponte (“The Ferry”). Great Exuma è la più sviluppata urbanisticamente e di conseguenza la più popolata, si fa per dire: oltre al capoluogo George Town, ci sono l’aeroporto, alcuni drugstores e la maggior parte dell’offerta ricettiva dell’isola. Little Exuma è ancora meno popolata, ci sono solo alcuni villaggi e un bel po’ di case in affitto o vendita. VOLI: poiché Exuma è collegata con Miami tramite un volo giornaliero operato da American Airlines, abbiamo viaggiato con Iberia per la possibilità di partire da Genova, anche se la qualità in classe economica è risultata inferiore a quella di altre compagnie. Genova/Madrid (2h)– Madrid/Miami (10h) – Miami/George Town (1h ½). Costo totale € 1.258 (Iberia) + € 490 (AA).

ACCOMMODATION: a Miami abbiamo soggiornato al Regency Airport Hotel, sia all’andata che al ritorno (le coincidenze non consentono di viaggiare in giornata). All’andata avevamo subito deciso di cercare un albergo vicino all’aeroporto, in quanto il tempo a disposizione non era molto; siamo arrivati alle h. 17.30 e al mattino alle h. 11.00 avevamo il volo per Exuma. Al ritorno l’idea era quella di cercare un hotel a Miami Beach ma, visti i prezzi esosi e le pessime recensioni trovate su trip advisor , abbiamo nuovamente pernottato al Regency, che comunque si è confermato una buona sistemazione. Le stanze sono grandi e pulite, anche se il tutto avrebbe bisogno di una “rinfrescata”. Con soli $ 135 tasse comprese abbiamo beneficiato di prima colazione (self service, qualità scarsa), collegamento wireless free, drink con appetizer che abbiamo molto apprezzato e, volendo, si potevano utilizzare la piscina (carina, al piano terra dell’albergo) e la palestra (si fa per dire: un tapis roulant, uno step, una panca e 3 manubri in croce). L’albergo è in zona aeroporto al quale è collegato con bus navetta gratuito, partenza ogni mezz’ora. Fuori dall’albergo c’è un ottimo ristorante di pesce, molto affollato da clientela di tutte le età. L’unico vero neo dell’albergo è il rumore: l’hotel di fronte ha un impianto di condizionamento rumorosissimo ed entrambe le notti esponevamo da quella parte. Dopo un po’ ci si abitua, ma certo non è il massimo, in aggiunta ci sono anche gli aerei. In meno di mezz’ora di taxi si raggiunge Miami Beach, la reception ci ha fatto trovare un taxi all’ora richiesta e con 50 $ a/r ce la siamo cavata, fissando un appuntamento con l’autista per il ritorno. A Miami Beach abbiamo girato mezza giornata, ha il suo fascino, ma non fa per noi. A Exuma volevamo un B&B. Avevamo provato al Coral Garden, ma il proprietario ha fatto seguire alla conferma della disponibilità un messaggio di Paypal col quale chiedeva il versamento immediato della quota, con 15 $ di maggiorazione Paypal. Visto che volevamo fissare la sistemazione prima di prenotare il volo, e dato che per pagare c’è sempre tempo (siamo di Genova…) e che la prima impressione non è che sia stata fantastica, abbiamo chiesto al Breezy Hill. Anche lì c’era posto, abbiamo compilato un modulo coi nostri dati e per il pagamento ci saremmo regolati all’arrivo (solo contanti in dollari americani, abbiamo speso 600 $ per 6 notti). Il Breezy Hill è gestito da una coppia di americani, Esther e Larry, che da circa tredici anni vive ad Exuma. Nel periodo in cui vi abbiamo soggiornato era presente solo Esther, insieme al cane Buddy, in quanto Larry era negli USA. Il B&B è situato in posizione sovrastante il mare, a circa 10 minuti dall’aeroporto e a 20 da George Town. Le spiagge più belle del nord dell’isola sono a pochi minuti di auto. Offre due possibilità: una delle due stanze matrimoniali con bagno privato nella main house oppure, se si è in un gruppo da 4/6 persone, c’è la guest house accanto. Noi eravamo nella main house e siamo stati benissimo, in quanto Esther è molto discreta e spesso rimane nella sua stanza, lasciando a disposizione degli ospiti il soggiorno e una cucina super fornita dove, volendo (noi non l’abbiamo mai fatto) si possono cucinare tutti i pasti della giornata. Esther vi preparerà il banana bread, la sua specialità e poi ognuno potrà cucinare quello che vuole. Noi siamo stati per 2 giorni i soli ospiti, poi è arrivata una coppia di americani di mezz’età che si è portata la scorta di cibo e mangiava quasi sempre in casa

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Commenti
  1. sonia1982
    , 23/4/2010 12:36
    bellissimo racconto complimenti!

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