SICILIA – l’oriente della Sicilia tra Etna, barocco, granite e paranze

Ritorno in Sicilia per vedere e rivedere barocco, spiagge ed eruzioni. Mangiando tanto e bene.

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  • di us01234
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Oggi, guardando l’Etna sparare via fumo e cenere, ho capito che ero, veramente, in una terra speciale, che merita anche quel poco che posso fare con i miei mezzi: raccontare cosa stiamo vedendo e vivendo qui nel profondo Sud del nostro paese.

L’emergenza Covid ha fatto emergere, becero gioco di parole, il desiderio di passare, anche quest’anno, le vacanze in Italia. Non per convenienza e cioè sfruttando il fatto che l’Italia sia tutta in zona bianca e quindi liberamente visitabile (tra qualche anno farà effetto leggere queste note sui colori delle regioni), ma per il modesto contributo che possiamo dare alla ripartenza.

Quindi Laura, la musa ispiratrice delle vacanze, ha puntato il dito sull’isola triangolare.

10 Luglio Catania

Giornata di puro spostamento: partenza con volo Ryanair da Torino, con arrivo a Catania poco prima di mezzanotte. I primi passi in Sicilia sono stati spesi per individuare l’ufficio per il ritiro dell’auto noleggiata da Maggiore (avevo prenotato una Panda, m’han dato una T-Roc della Volkswagen! Io, guidatore assiduo di Golf ho gradito molto) e poi nella ricerca dell’auto. Tutte operazioni che ci hanno portato prima a vergognarci un po’ e poi al B&B Giardini di Piazza Falcone all’una e trenta, dove ci stava aspettando Cettina per il check-in. Mille profusioni di scuse per l’ora tarda, preso possesso della camera e svenimento.

11 luglio Catania

Allora: chiunque sia nato nella seconda metà degli anni sessanta sa benissimo cosa rappresenta questa data, tappa indimenticabile adolescenziale: la finale dei Mondiali ’82.

Fortuna vuole che oggi l’Italia sia nuovamente in finale, ma degli europei 2020 (+1 visto che si disputano nel 2021). In un giorno così, difficile per me pensare ad altro dalle 8 alle 21. Ma sono in vacanza e non sono solo: Laura ha condiviso con me quella finale e lo farà anche con questa, ma il pathos ed i ricordi mi sa che son quasi tutti miei. Quindi niente altarini, niente giaculatorie con la declamazione di quella nazionale là (Zoff, Gentile, Cabrini, ecc.): si va un po’ al mare e poi si visita la città dell’elefante.

Oggi è domenica, andiamo nella prima spiaggia libera del lido Playa, uno spiaggione di 18 chilometri a Sud di Catania. Niente di ricordabile, se non la visione mistica di un ragazzo che vende ombrelloni. Temevo lo squagliamento ed invece ho conquistato il mio metro quadro di ombra!!

Ci piazziamo, c’è un bel venticello cui l’ombrellone fortunatamente resiste, i miei ombrelloni sono soliti diventare oggetti volanti per le spiagge ventose.

Nel pomeriggio ci spostiamo nel centro di Catania: visita alla piazza con la fontana dell’Elefante (O Liotru) le cui origini sono misteriose. Non si sa chi l’abbia fatto, chi l’abbia portato qui e cosa rappresenti (vabbè, rappresenta un elefante, ma con Catania c’entra come io con un dio greco). Però è bello, tutto nero con sulla groppa un obelisco che fa di questo monumento una gigantesca meridiana.

Visitiamo la cattedrale di Sant’Agata, patrona della città, martirizzata in mille modi perché non voleva abiurare, ma forse più prosaicamente perché aveva rifiutato la corte del proconsole romano che ne era stato ammaliato.

Ora, via Etnea. Il significato della via non lo conosco, so solo che là in fondo alla strada si vede una montagna bella grande. È una via elegante che parte dalla piazza Duomo e va fino alla Villa Bellini, un bel parco con un bel giardino

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