Etiopia: la rotta storica e la festa del Timkat

Addis Abeba, le chiese e i monasteri del lago Tana, i castelli medievali di Gondar, le chiese monolitiche di Lalibela, le tombe e le stele di Axum. La festa del Timkat

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  • di Uzbe
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 9
    Spesa: Da 2000 a 3000 euro

Storia, antiche leggende e tradizioni secolari, l’atmosfera religiosa della festa del Timkat, paesaggi suggestivi e sconfinati, un popolo in cammino perenne, il sorriso regalato dai bambini, sono le immagini che scorrono nella memoria ripercorrendo il viaggio nel buio dell’aereo di ritorno dall’Etiopia.

Un tour breve, ma intenso, per visitare i siti più significativi della storia e della civiltà etiope, a partire dal periodo pre-axumita del I° secolo a.C., iniziando dal museo etnografico di Addis Abeba, proseguendo per le chiese e i monasteri del lago Tana, i castelli medioevali di Gondar, le chiese monolitiche di Lalibela, le tombe e le stele di Axum.

Partiamo in 9 con volo da Venezia, via Roma, con ritardo di un paio d’ore in piena notte, per Addis Abeba, al centro di un altopiano a circa 2355 m., dove atterriamo al mattino. Buono il volo, sufficientemente spazioso il posto a sedere, pasti decorosi e personale molto disponibile. Ad attenderci la guida Nur, che si rivelerà molto competente e disponibile a soddisfare le nostre esigenze.

Dopo il passaggio in hotel (Siyonat, buono con wifi), andiamo a pranzo al Club Juventus con i sapori di casa nostra, prima di iniziare la visita di Addis Abeba (Nuovo Fiore), partendo dal Museo nazionale archeologico con i resti della famosa Lucy e un’interessante ricostruzione dell’evoluzione umana; quindi la cattedrale della Trinità copta, in amarico Kidist Selassie, costruita per commemorare la liberazione dell’Etiopia dall’occupazione italiana. A proposito, Nur chiarisce subito che gli etiopi sanno ben distinguere il regime fascista, che tanti lutti e rovine ha seminato nel loro Paese (ma ha anche lasciato tante strade, edifici pubblici, piazze e città e ovviamente spaghetti e pizza), dal popolo italiano che è molto apprezzato, come abbiamo constatato ad ogni incontro con la gente etiope, sempre cordiale e sorridente. Saliamo quindi al monte Entoto (3.200 m) per ammirare il panorama della città e, strada facendo, sostiamo al mercato per un primo assaggio di vita quotidiana.

BAHAR DAR – LAGO TANA – CASCATE DEL NILO AZZURRO

Al mattino sveglia all’alba per prendere l’aereo ad elica dell’Ethiopian Airlines, puntuale e con snack, dopo pressanti controlli di sicurezza e breve volo per Bahar Dar, con alloggio al Summer Land Hotel, decoroso e gustoso pranzo con pesce di lago.

Scaricati i bagagli in hotel, partiamo in direzione delle cascate del Nilo Azzurro (Tiss Issat, acqua che fuma), che nasce dal lago Tana, lungo una strada sterrata molto sconnessa e polverosa, con un viavai ininterrotto di persone in cammino, asini carichi di mercanzie, mucche scheletriche, pecore, capre, cani, carretti pieni di mercanzie, bambini che vanno a scuola, donne che trasportano sulla testa taniche d’acqua, fascine di legna, otri, pesanti sacchi di farina, spostandosi da un villaggio all’altro, o dirette o di ritorno dal mercato o dai campi. Attraversiamo il Nilo in barca e poi proseguiamo con una breve passeggiata, circondati da bambini che ci rincorrono proponendoci ogni cosa, ma senza invadenza, raggiungendo le cascate in una bella posizione scenografica, ma un po’ deludenti per la scarsa quantità d’acqua a causa della stagione secca e per la costruzione di una contestata diga, che ha notevolmente ridotto la portata del fiume. Dopo pranzo, dal vicino porticciolo, in barca partiamo per l’escursione sul lago Tana, il più grande d’Etiopia, a 1860 m/slm, con tante isole sulla quali si trovano numerosi monasteri risalenti al XV-XVI° secolo e, dopo circa un’ora e mezza, raggiungiamo la penisola di Zeghie dove, percorrendo un breve sentiero nel bosco tra capanne di sterco e paglia, visitiamo la chiesa di Ura Kidane Meheret, monastero copto di forma circolare risalente al 1600, con numerosi affreschi dai colori vivaci che ripropongono, con stile un po’ naif, scene tratte dai vangeli. Al ritorno sosta alle bancarelle lungo il sentiero e rientro a Bahar Dar in barca, con suggestivo tramonto sul lago

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