Partenza il 3/8/2019 · Ritorno il 13/8/2019
Viaggiatori: 2 · Spesa: Da 1000 a 2000 euro

Dieci giorni al "fresco" fra Riga, Tallinn e Helsinki

di Nick Thenaightlife - pubblicato il

Amo viaggiare per visitare i luoghi di interesse, i monumenti e le attrazioni turistiche, quelle consigliate dai siti e dai diari di viaggio, ma mi diverte maggiormente la ricerca dei luoghi e delle abitudini della gente locale, che scopro con itinerari alternativi, è di questi luoghi che racconterò in questo breve diario di viaggio.

Arrivo a Riga il 3 Agosto, con volo diretto da Bari, e uscito dall’aereo mi accoglie una fresca e piacevole brezza, ci sono poco meno di 20°, un vero sollievo rispetto ai 34° che ho lasciato a Bari. Questa sensazione di freschezza e piacevolezza mi accompagnerà per tutto il viaggio.

Guardo su Google maps per capire quali sono i mezzi pubblici per arrivare all’ albergo che ho prenotato in centro a Riga (tragitto circa 30 min per il centro), dall’aeroporto alla Central station di Riga si arriva con il 22 (bus) o il 322 (cab), e appena fuori l’aeroporto , in un negozio Nelsenn faccio il biglietto ( 1,15€). Tutto molto semplice e immediato.

Sotto la pensilina dei bus, c’è un addetto alle pulizie, ma mi rendo conto che non ha nulla da raccogliere, è tutto molto pulito, e quindi gli chiedo un paio di info in inglese, e mi risponde immediatamente e gentilmente. Si vede che ha voglia di chiacchierare, non avendo nulla da spazzare. Ritroverò la stessa disponibilità e gentilezza in quasi tutti i miei interlocutori lettoni, con una conoscenza diffusa della lingua inglese, che mi ha molto sorpreso.

Ritroverò anche la pulizia assoluta in tutte le strade ed i giardini di Riga, assenza quasi totale di carte, mozziconi di sigaretta, spazzatura, eccetto che per la zona attorno alla stazione centrale.

Le sorprese piacevoli non finiscono qui. Riga è una graziosa città di circa 700.000 abitanti, un terzo di tutta la Lettonia, che conta poco meno di 2.000.000 di abitanti, e al di là della Città Vecchia, meta di tutti i turisti, andrebbe visitata in modo esteso. E’ piena di verde, parchi e boschi in tutto l’interland, ha un sitema capillare di mezzi pubblici puntualissimi e una notevole vita notturna.

Dopo il primo giorno passato a guardare il centro storico, con le sue “10 cose da vedere”, la parte della città davvero interessante la scopro nei due giorni successivi.

Secondo Giorno a Riga. Il secondo giorno visito il quartiere russo, a cui si accede attraversando la Stazione Centrale, è come attraversare un muro di confine, che fa da ingresso in un’altra città, una città diversa. Questo quartiere è abbastanza degradato, case vecchie e atmosfera retrò, con la gente che ha carattere e lineamenti russi, facce tristi e provate.

Mi reco all’Accademia delle Scienze (la torta di Lenin), dove con un ascensore arrivo al 15° piano dell’edificio (spendendo 5 €), ne faccio altri due a piedi per arrivare alla terrazza, che si affaccia sul panorama di Riga, dal lato ovest. In ascensore incontro un professore diretto a lezione, che scende al secondo piano, con valigetta e abito anni 60, gentilissimo saluta e sorride uscendo dall’ascensore.

Cinque euro mi sembrano un pò troppi per prendere un ascensore e salire 15 piani, ma mi consolo pensando all’ascensore della cattedrale di San Pietro, che ne costa nove di euro e che ti costringe ad una lunga fila, che ho chiaramente evitato (non sopporto le file...). Dal 17° piano faccio alcune bellissime foto di Riga dall’alto, compresa una coloratissima chiesa ortodossa adiacente all’Accademia.

Tappa successiva il mercato generale, che si sviluppa in 4 hangar, ex fabbriche di sommergibili russi, oggi ristrutturati, moderni ed efficienti. Il mercato è una foto nitida e chiara delle abitudini e dello stile di vita, un luogo in cui non si può non andare per respirarne odori, sapori e colori. I quattro padiglioni sono organizzati per categorie merceologiche, il primo dedicato alle carni, il secondo ai latticini e formaggi, il terzo al pesce, il quarto agli ortaggi, alla frutta e alle spezie. Sono coloratissimi, ordinati e puliti (manco a dirlo), con piccoli chioschi dove si possono assaggiare stuzzichini di ogni tipo.

Ormai è ora di pranzo, comincio con un aperitivo in un chiosco decentrato, un paio di bruschette con sarde e salmone (costo 1,40€ ciascuna), e un bicchiere di vino locale frizzante; mi siedo difronte, su una tavola comune, con tre signore russe, anzianotte, che bevono birra e mangiano sottili salsicce secche. Saluto educatamente con un sorriso, a cui rispondono, riprendendo ad ignorarmi subito dopo. Difficile creare un contatto con la popolazione di origine russa... Dopo, mi sposto in un altro chiosco, per assaggiare un piatto di “pelmeni”(ravioli locali) con yogurt acido e salsa a base di aglio, ma per me, cultore della cucina mediterranea, sembrano improponibili, faccio fatica a mangiarne metà piatto...

Fuori dai quattro padiglioni c’e’ il mercato all’aperto con centinaia di piccoli stand che propongono di tutto: frutta, verdura, fiori, vestiti, ferramenta, cappelli, oggetti per la casa... Alcuni sono gestiti da anziane signore dal viso scavato, vestite poveramente, sono i volti segnati da decenni di povertà e oppressione. Sono volti che ricordano il regime sovietico e forse, ancora prima, l’occupazione tedesca.

Il mercato è un’esperienza forte e merita tutto il tempo che ci si vuole dedicare, una visita da non mancare quando si esplora ed annusa una città nuova.

Il pomeriggio affitto una bici a noleggio e faccio un salto a Kipsala. Comincia qui l’esplorazione della città. E’ un quartiere che si trova al di là del fiume Daugala, subito dopo il ponte di Vanšu Tilts . E’ un’isola residenziale, piena di case in legno, le più nuove hanno i SUV dei proprietari parcheggiati davanti, le più vecchie sono un pò malandate ma più caratteristiche. A Kipsala ci sono tutti i servizi: piscina, scuole, centro commerciale, perfino un camping e un grande centro fieristico, ma nessuno in giro a piedi.

Nel centro fieristico ci sono decine di tavoli sistemati con le scacchiere, è la vigilia di un torneo nazionale di scacchi.

Kipsala, con il “CENTER”, è il quartiere residenziale più ambito dalla borghesia di Riga.

Continuo la passeggiata, arrivando fino al quartiere di KALNCIERNA, sulla strada per JURMALA, qui c’è tanto verde e boschi incontaminati, con case e condomini immersi nel verde. Un bar carino, con sedie in legno affacciate al sole, è il posto ideale per un relax di tardo pomeriggio (sono quasi le 19), e per scambiare due chiacchiere relative alla zona, con la ragazza lettone che lo gestisce, rigorosamente bionda con occhi azzurri.

Terzo giorno a Riga. Il giorno successivo visito il CENTER, quartiere adiacente alla Città Vecchia, caratterizzato da alcuni edifici molto noti di ART NOUVEAU, negozi di firme, uffici pubblici e privati. Niente di particolare, se non gente vestita in abito e qualche auto di lusso. Invece più caratteristico è la MIERA IELA, una strada (con quelle limitrofe) ove vivono i giovani creativi di Riga, piena di parrucchieri, librerie, negozi di abbigliamento e arredamento, molto particolari. Questa zona va visitata per cogliere l’anima giovane e creativa della città, esplorando i negozi, gestiti da ragazzi sempre disponibili ad una chiacchierata, specie se sei italiano.

I mezzi pubblici di Riga costano 1,15€ a corsa, (2 € se fai il biglietto sul mezzo dal conducente), ma se pensi di prenderne più di 4 nell’arco della giornata, conviene fare l’abbonamento giornaliero a 5 €, o abbonamento di 2 o 3 giorni.

Un modo alternativo di visitare Riga è noleggiare un monopattino elettrico (è necessario scaricare l’app e seguire le relative istruzioni). L’utilizzo di questo mezzo è facilitato dal buon assetto dell’asfalto e dai marciapiedi ampi e ben pavimentati.

Se vuoi mangiare, e non spendere molto, c’è la catena di self service LIDO ( con cinque ristoranti in città), dove riesci a fare una cena discreta con 10€), oppure, aperti fino a sera tardi, i ristoranti della catena TOKIO RESTURANT ( più cari di LIDO). Non amo cibi sofisticati ed ho cenato presso LIDO, mangiando del buon salmone, mentre una buona pizza la trovi presso il ristorante THE GOOD FATHER nel centro storico, con personale molto gentile.

Quarto giorno Trasferimento a Tallin. Con Ecoline il biglietto costa 18 €, ma non c’e’ posto se non a partire dalle 17, allora opto per Lux Line, a cinque € in più, ma trovo disponibilità alle 13 con arrivo previsto a Tallinn alle 17,30. Viaggio comodo, sedili larghi, caffè a bordo gratuito. Il bus è il modo migliore per il trasferimento da Riga a Tallinn, permette di guardare attraverso i finestrini uno spaccato della zona rurale di Lettonia ed Estonia. Con ampi boschi, piccoli paesi e singole case isolate, seminascoste nel bosco. Un viaggio di 4,5 ore che ho passato guardando il passaggio che scorreva veloce fuori dai vetri del bus.Spesso le casette sono immerse nel bosco, isolate e antiche, danno l’idea di essere in un’altra epoca.

Quinto giorno. Tallinn capitale dell’Estonia, è più piccola di Riga, ha circa oltre 400.000 abitanti, su un totale di 1.350.000 nell’intera Estonia, si affaccia sul Mar Baltico, con una zona portuale in gran fermento, piena di gru e di cantieri di nuove infrastrutture Puoi visitare le “10 cose da vedere” in meno di una giornata, non te ne parlo, sono tutte concentrate nel centro storico, e descritte in tutti i siti e le guide turistiche.

Sesto giorno. Secondo a Tallinn. Svolto il compito del turista il primo giorno, dedico il successivo alla visita dei dintorni. KALAMAJA, è la zona abitata in passato dai pescatori, oggi è un quartiere residenziale dove le vecchie case in legno sono affiancate da moderni condomini, con palazzine basse e parco giochi per bambini annesso, parcheggio bici e tanto verde. Una passeggiata piacevole, ma niente di particolare da vedere se non il museo Lennusadam (museo degli idrovolanti), ricco di reperti della marina estone, quali navi, idrovolanti, un sommergibile, consigliato per chi è appassionato del genere.

Continuo la passeggiata a piedi nel vicino quartiere di Telliskivi, e sarà questa zona a riservarmi la vera sorpresa di Tallinn. E’ una ex zona industriale, adiacente ad una stazione ferroviaria, oggi in parte dismessa e in parte ricostruita, con gli ex capannoni industriali trasformati in mercati di artigianato, pieni di botteghe e negozi di giovani artisti ed artigiani, bar, caffetterie, pub. Facile scambiare due chiacchiere condividendo una birra. Ricordati che il primo approccio devi farlo tu, simpaticamente, nessun da queste parti ti rivolgerà mai la parola se tu non fai il primo passo, magari accompagnato da un sorriso.

La sorpresa del quartiere è FOTOGRAFISKA, una vecchia fabbrica trasformata in una galleria di fotografia, con mostre, book shop, e una fantastica terrazza con bar e ristorante, da cui si gode una bellissima vista su Tallinn.

Qui ho avuto la fortuna di poter visitare la mostra fotografica di Jimmy Nelson, un fotografo inglese noto per aver ritratto volti e persone di piccoli gruppi etnici autoctoni dei cinque continenti, con l’obiettivo di valorizzarne le differenze dei lineamenti e delle tradizioni, e di sensibilizzare il pubblico alla salvaguardia di tali diversità. Una mostra che mi ha appassionato, incantato e arricchito. Dopo tanto appagamento dell’anima, il modo migliore di concludere la visita è sorseggiare un buon margarita, sulla terrazza di Fotografiska, guardando il panorama della città vecchia alla luce crepuscolare, la più luminosa a questa latitudine. Sono questi i momenti che danno senso al viaggio, mi regalano l’emozione di far parte della città e delle sue abitudini, anche se sono qui per la prima volta.

Più tardi, per trascorrere la notte, ci sono numerosi bar sulle terrazze di alcuni edifici nella Città Vecchia, ma non te ne suggerisco nessuno, per non toglierti il piacere di scoprirli. Passeggiando per le strade del centro storico sentirai musica e risate che arrivano dall’alto, e cercherai di scoprire l’ingresso della terrazza da cui arriva la musica...

Settimo giorno, terzo a Tallinn. Prima di imbarcarmi per Helsinki, la mattina visito i giardini di Kadriorg, l’antica residenza dello zar, una piacevole passeggiata nel verde e visita esterna alla residenza, movimentata da un improvviso acquazzone, della durata di un’oretta, tipico di queste parti. Faccio una sosta nel baretto all’ingresso del parco, bar che si rivela particolarmente caro per i prezzi di Tallinn, che mediamente è risultata un pò più economica di Riga. Il Centro Storico è pieno di italiani, ed è normale, essendo la seconda settimana di Agosto. Incontro un paio di giovanotti a cui do delle dritte per fare il biglietto del tram, e mi raccontano che sono a Tallinn, per un giorno, di passaggio con una crociera sul Mar Baltico di Costa Crociere. Si fermeranno poi a San Pietroburgo e mi dicono che solo facendo la crociera non hai la necessità di procurarti il visto di ingresso in Russia prima di partire. I tempi lunghi per l’ottenimento del visto mi hanno impedito di estendere questo viaggio a San Pietroburgo, ma è l’occasione per tornarci ad hoc, in una visita successiva della Russia, allungandosi magari con la transmongolica (ma questa è un’altra storia...).

Trasporti a Tallinn: prezzo dell’abbonamento giornaliero ai mezzi 3€ (tram e bus), da farsi caricare su una carta prepagata, a cui bisogna aggiungere 2 € di cauzione della carta. Quando vai via da Tallinn, restituisci la carta prepagata e ti ridanno la cauzione dei 2 €.

Il centro della città moderna è pieno di centri commerciali, uguali a quelli di tutto il mondo, niente di interessante. La città appare in forte crescita economica e di grande vivibilità. Me lo conferma il cameriere di “Amalfi”, ristorante italiano dove ceno, mangiando un ottimo baccalà al guazzetto. Lui, originario di Ottaviano, vive qui a Tallinn da cinque anni, ne è molto soddisfatto e me ne spiega la ragione: “poche Leggi, semplici e chiare che vanno assolutamente rispettate, questo è il segreto di questa nazione”.

Penso che sia, più in generale, il segreto di tutto il Nord Europa.

Alle 13 traghetto per Helsinki con Ecolines, la compagnia marittima più economica per i trasferimenti Tallinn- Helsinki, con durata della traversata di 2,5 ore. Consiglio di fare i biglietti in anticipo, via web, per evitare file allo sportello del terminal. Tutto si svolge con ordine e con la massima puntualità, carico dei passeggeri (saremo qualche centinaia) in meno di mezz’ora e partenza alle 13 in punto, nessuna fila stancante, ma tutto scorre con estrema fluidità, tante giovani coppie con bambini e carrozzini. Penso automaticamente ai nostri traghetti per Grecia, Croazia e Albania, le lunghe ed estenuanti code sotto il sole, la differenza è abissale. Sulla banchina di imbarco per le auto c’è perfino un WC a forma di mezzaluna in acciaio, ben integrato nel design del terminal.

La traversata è molto piacevole, sul ponte, con un sole caldo e piacevole, un duo di chitarristi rock intrattengono il pubblico con canzoni locali, ma anche con qualche successo degli anni 90. All’interno c’è un anfiteatro dove un prestigiatore intrattiene i passeggeri con uno spettacolo di magia, sono per lo più di lineamenti asiatici.

Una buona birra (4,90€) rende l’atmosfera della traversata ancora più rilassante.

Manco a dirlo, il traghetto arriva ad Helsinki con cinque minuti di anticipo...

La gente è gentile, una coppia mi spiega come fare il biglietto del tram appena uscito dal terminal di arrivo, è possibile utilizzare le macchinette solo con la carta di credito, non è previsto utilizzo del cash. In tutte le occasioni in cui ho chiesto informazioni, gli interlocutori sono stati tutti molto gentili, ma c’è troppa distanza fra la gente. Nessuno si guarda negli occhi, se appena ti sfiorano in autobus si affrettano a scusarsi (proprio come accade da noi....), una gentilezza molto formale.

Mi aspetto che questa Capitale sia più cara delle capitali delle repubbliche baltiche, ma non così come si rivela. La sera a cena un bicchiere di vino bianco da 12cl dai 5 ai 6,5€, versato con il misurino. A casa mi ci compro un’ottima bottiglia di vino bianco (un bombino o una verdeca) o un ottimo rosso (un Primitivo o un Negroamaro), qui bevo un anonimo Chardonnay australiano. Sarà per questo, o per il grigiore del cielo, o per la densità dei centri commerciali, o per quest’aria vagamente disinteressata e frettolosa della gente, ma Helsinki non mi entusiasma, sin dal primo contatto. A me capita che le città mi appassionino ed entrino nel cuore appena ci arrivo, sin dal primo sguardo, come accade con alcune persone, ed altre che mi lascino indifferente sin dal primo istante.

Ottavo giorno. Helsinki ha meno di “10 cose da vedere”, non c’è un vero e proprio centro storico, ma un centro che si sviluppa attorno alla stazione centrale con i quartieri di KAMPPI e KAARTINKAUPUNKI.

In centro c’è da visitare il Museo del Design (Korkeavuorenkatu 23) con il quartiere circostante ricco di negozi di arredo, la Temppeliaukion Kirkko, chiesa luterana scavata nella roccia, la Kamppi Chapel, la cappella luterana “ a guscio” sita nella centralissima piazza Narinkka, e gli altri siti suggeriti dalle guide. Il primo giorno lo dedico, come sempre, alle visite turistiche, e ad annusare la città. Ho avuto la fortuna di assistere ad una messa luterana nella Kamppi Chapel, celebrata da una sacerdotessa accompagnata da intervalli musicali con due bravissime flautiste.

Nono giorno. Secondo a Helsinki. Stamattina visito il mercato sul porto, pieno di bancarelle di tutti i generi e poi il mercato coperto. I venditori delle bancarelle all’aperto sono molto gentili, ti sorridono e forniscono pazientemente tutte le informazioni che i turisti richiedono. Li sento presentare la merce in molte lingue europee, compreso l’italiano. Le bancarelle di cibo del mercato scoperto sono gestite soprattutto da gente di origine asiatica.

Il mercato coperto, a poca distanza, ha bancarelle di carne, pesce, pane e dolci. Qui faccio una breve pausa per mangiare dell’ottimo salmone marinato e affumicato, accompagnato da un buon bicchiere di vino bianco (3solo per il vino i soliti 6,5€ ) mentre ne spendo solo 5,5 per il salmone. Compro anche un pacco di liquirizia salata (Paulaki), buonissima, tipica di queste parti. I mercati sono la mia passione....

Helsinki è più multietnica di Riga e Tallinn, capitali dove, per dirla tutta, non ho mai incontrato gente di colore, e incontro tanta gente di colore del centro e Nord Africa. Mi colpiscono particolarmente i gruppi di ragazze somale, con i loro abiti e veli tradizionali, bracciali e collane, telefonini di fascia alta, tutti sembrano avere un buon tenore di vita. La città è molto estesa, non grandissima vi vivono circa 650.000 abitanti, su un totale di 5.500.000 dell’intera Finlandia. La cosa che mi spingerà a tornare per visitare la Finlandia è il suo aspetto naturalistico, con i suoi circa 150.000 laghi e le splendide foreste.

Pomeriggio dedicato alla visita di KALLIO e Torkkellinmaki, i quartieri hipster e delle nuove tendenze. Oggi è sabato, fin dal primo pomeriggio i bar e pub sono pieni di gente che già sorseggia birra a go go. Nei numerosi giardini del quartiere ci sono gruppi di ragazzi raccolti attorno a plaid distesi per terra, che mangiano, bevono, scherzano ... l’atmosfera è molto rilassata e c’è un sacco di gente in giro, dev’essere anche grazie al sole caldo, a cui non devono essere abituati….

In questi giorni si svolge il FLOW FESTIVAL (9-11 Agosto), tre giorni di concerti presso un’area qui vicino, forse è per questo che c’è tanta gente in giro. Molti gruppi della scena rock, elettronica e R&B locale e internazionale, fra i nomi più noti ci sono i CURE e SOLANGE. Tutto molto interessante eccetto un piccolo particolare: il biglietto giornaliero di ingresso al festival costa 105€, purtroppo fuori nel mio budget...pazienza.

La sera torno in Centro, c’è parecchio movimento, Helsinki appare multietnica, oltre che tanti turisti c’è molta gente di colore e tanti asiatici. I nordafricani sono, in giro, i più rumorosi. Si fa fatica a vedere qualcuno senza lattina/bottiglia di birra a seguito. Gruppi di ragazze/ragazzi seduti attorno ai giardini che bevono, la notte è lunga, sono le 21 ma il cielo è ancora chiaro. Più tardi la gente si aggrega in fila all’ingresso di alcune discoteche o nei numerosi bar, ed il centro lentamente si spopola. Mi scopro a riflettere come la notte del sabato sera sia uguale in tutto il mondo occidentale.

Decimo Giorno. Rifaccio il viaggio al contrario da Helsinki a Tallinn in traghetto e poi autobus per Riga. Spendo meno della metà di quello che avrei speso con il volo diretto Helsinki-Riga, quindi preferisco questa soluzione. Serata a Riga tranquilla e giorno dopo rientro in Italia, aeroporto di Bari, dove ci son ad aspettarmi i 37° pieni. Il viaggio al fresco è terminato, e mi toccherà andare subito al mare per recuperare un pò di iodio e di tintarella.

Ultima buona notizia prima di lasciarti: il roaming internazionale funziona perfettamente dappertutto a costo zero, cioè senza costi aggiuntivi rispetto ai contratti italiani.

di Nick Thenaightlife - pubblicato il