Il gusto di viaggiare... in Emilia Romagna

Cronaca di un sabato al November Porc

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  • di Bushwag
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro

Viaggio rilassato ad andatura da macchina d’altri tempi, 90km/h in autostrada. Ammiro ubertosi paesaggi agresti, inorridisco di fronte a obbrobri industrialcommerciali e mi distraggo con curiosità varie (avrei voluto avere la macchina fotografica per immortalare un camion che sul cassone vuoto aveva un enorme orso di peluche, legato con una cinghia in vita per non volare via). La destinazione imporrebbe l’ascolto di arie verdiane, ma il ricordo del concerto di Ennio Morricone a cui ho assistito pochi giorni fa è troppo vivo e decido di rinnovarne l’emozione.

La colonna sonora del Maestro ben si presta al paesaggio ed al clima autunnnale, ma sinceramente credo che tale musica si presterebbe a qualunque condizione climatica e paesaggistica.

Arrivo a mezzogiorno, parcheggio comodo, aggirando elegantemente una transenna con divieto di accesso.

Lascio l’auto vicino agli argini del fiume Po che rimane nascosto agli occhi ma la cui presenza si percepisce come fosse una presenza divina incombente, temuta e rispettata. Inizio l’esplorazione della fiera, mi aggiro tra i banchetti per studiarne la disposizione ed i prodotti esposti, cercando di resistere alle tentazioni olfattive e visive che mi bombardano da ogni direzione. Al secondo passaggio in questa sorta di girone dei golosi sto per crollare, così, con la salivazione di un cane pavloviano, cerco rifugio in una via laterale dove le bancarelle espongono generi non alimentari. Come un templare in fuga trovo conforto nella bella chiesa parrocchiale di Zibello, e rinsaldato nello spirito affronto le ultime prove di resistenza prima di abbandonarmi ai piaceri della gola.

Non ho prenotato il ristorante, ma i gorgheggi dello stomaco e le lancette dell’orologio mi invitano al pranzo.

Numerose proposte di cibi di strada: panini, fritti, focacce, dolci, l’immancabile porchetta ma anche un chiosco vaporoso che cucina anolini al sugo.

Vengo attratto magneticamente dai tavolini all’esterno del ristorante Leon d’oro, in una splendida cornice di portici della bassa padana. Il calore umano offerto dal servizio, estremamente cordiale ed attento, ti fa sentire coccolato al pari dei clienti seduti nelle rustiche ed accoglienti salette interne.

Oltre a qualche specialità fredda, anche da asporto, propongono un primo piatto e un secondo tra quelli del menu degustazione elaborato dal ristorante per il Porc. Due invitanti ed eleganti casseruole, ben riscaldate, sono scrigni preziosi che custodiscono un tesoro di “gnocchi aperti al sugo del norcino” e “costine agli aromi con patate”. Opto per gli gnocchi, e rimango pienamente soddisfatto dalla mia scelta. Sono ottimi, e la particolarità che siano “aperti” con la pressione di un dito, tanto da ricordare delle orecchiette oversize, fa sì che assorbano e raccolgano meglio il sugo. La porzione è abbondante, come l’eccellente condimento a base di salsiccia che volendo si può integrare attingendo da un recipiente di coccio con fornelletto, tipo quelli della bagna cauda. Tra un boccone e l’altro sorseggio un onesto gutturnio, rosso del piacentino. Peccato che, essendo esposto all’esterno del locale, il vino risulti un po’ troppo freddo. La spesa (5€ gli gnocchi e 2€ il vino) e la qualità del cibo, citando una guida gastronomica, sono da faccino sorridente, forse anche radioso considerando la gentilezza del servizio.

Sarà stato il fascino del quarantenne... o il fatto che li stavo già mangiando con gli occhi... ma la ragazza mi ha offerto dei crostoni di polenta fritta accompagnata dal sugo degli gnocchi. Per il dolce mi affido alle proposte dei banchetti e, ormai sordo ai richiami della dieta, cedo a una bomba ipercalorica altoatesina, a base di mele, noci e uvetta, accompagnandola con un corroborante bicchiere di vin brulè preparato dagli Alpini

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