Bologna, Ferrara, Parma... il triangolo dei salumi

Un tour tutto emiliano: sapori, arte, storia e cultura

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  • di Gufini D&F
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro

Il mese di settembre, si sa, porta con sé un agrodolce retrogusto. I ricordi delle vacanze appena terminate ci attanagliano i pensieri, la malinconia dell’estate che sta finendo ci offusca la mente. Uno solo, spesso e volentieri, sembrerebbe essere l’utopico rimedio a questa inguaribile saudade: partire di nuovo. E per trovare nuovi stimoli non serve andare in capo al mondo. Basta salire in sella al proprio fido destriero (nel nostro caso, una mitica piccola Matiz blu acceso) e percorrere qualche chilometro. Perché qualsiasi weekend è un’ottima occasione per scoprire qualche perla vicina ma sconosciuta, che inevitabilmente ci farà sentire meglio; per svagare anima e corpo; per concedersi un tuffo al di là della routine appena ritrovata dopo le esperienze estive. Noi siamo Federica e Dario e, con questa filosofia vincente, vi raccontiamo tre tappe di un fine settimana speciale per caso. Uno slow tour del gusto e dell’arte, rimbalzato tra Bologna, Ferrara e Parma. Il nostro “Triangolo dei salumi” tutto emiliano. Turisti per caso, golosi per scelta. Ci seguite? A prova di palato.

1) BOLOGNA E I TORTELLINI AL RAGU’: IL PERCORSO DELLE TORRI

Partiamo in tarda mattinata da Milano e le due ore di autostrada trascorrono così piacevolmente che arriviamo a Bologna senza avere il tempo di dire “tortellini”. E, essendo ormai ora di pranzo e avvertendo un più che leggero languorino, proprio questo è il nostro primo pensiero. Camminiamo verso il centro e chiediamo subito di “Tamburini”, un’antica trattoria di cucina tipica bolognese consigliata proprio in alcuni diari di viaggio di altri TpC. L’attesa viene ampiamente ripagata con un ottimo pranzo a base di tortellini al ragù seguito da un abbondante tagliere di salumi e formaggi locali. Una vera delizia. Il tutto addolcito da un profumato vino rosso della casa. E con 19 euro a testa, siamo pieni di gusto ed energie per iniziare la nostra scoperta di Bologna.

Grazie al sito www.bolognawelcome.com, davvero ben strutturato e ricco di spunti, decidiamo di visitare il centro storico seguendo un tema caratterizzante la storia della città: il percorso delle torri. Come in una divertente caccia al tesoro, partiamo da Piazza Maggiore e ci immergiamo nel passato di una vera e propria perla medievale. “E la mia casa è Piazza Grande” cantava il Lucio immortale: capiamo il perché di tanta magia e quel sabato, per caso, è un po’ anche casa nostra. Vicolo dopo vicolo, studiamo gli incroci cromatici, le sfumature, i segni che il tempo ha regalato a queste mura. Alziamo il naso a ogni torre e a ogni angolo ci fermiamo per immaginare, soltanto per un istante, come sarebbe tornare indietro nel tempo, in quel trionfo d’arte del Duecento, e osservare qualche scorcio di vita della gente di allora. Scrutare qualche abito d’epoca e schivare qualche calesse veloce. Sognare a occhi aperti rende felici ed è gratis. Che sia questo il vero valore aggiunto di ogni viaggio? Bologna dalla buona cucina, Bologna che è storia, Bologna divina. Pendono le due torri più maestose, la Garisenda e quella degli Asinelli. E, tra un portico e l’altro, tante altre minori si susseguono. Nel Medioevo ne furono costruite più di cento, è sempre un’emozione vederne sopravvivere diverse ancora oggi. Bologna “la turrita” è la nostra Bologna, quella che abbiamo deciso di scoprire. Forse perché una torre, in fondo, non è altro che la traduzione in mattoni del sogno di toccare il cielo

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